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Gatti il veterinario risponde

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Il veterinario risponde

 

Fabio Maria Aleandri (Veterinario in Roma)
Laureato nel  1989  si occupa di medicina e chirurgia veterinaria a Roma con particolare attenzione all’ecografia e alla cardiologia veterinaria. Ha tre gatti e un debole per i "mici" in generale.

Il servizio di consulenza è riservato esclusivamente a clienti che hanno effettuato acquisti

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Attenzione: Veterinario on-line  propone contenuti a solo scopo informativo e che in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico veterinario di fiducia. Nelle risposte non vengono date indicazioni sui nomi commerciali dei farmaci, dosaggi degli stessi e possibili sostituzioni con farmaci umani.. In alcuni casi posso essere indicati i principi attivi e i loro rispettivi dosaggi, ma non vanno in alcun modo considerati prescrizioni di un trattamento

Aglio e cipolla al gatto, è tossico?

Domanda del 31/05/2017

Salve

sono *** e scrivo dalla Calabria. Vorrei chiederle un informazione su un alimento: l'aglio. I pareri sono diversi e mi mandano in confusione. Io vorrei sapere se per un gatto o un gattino è possibile somministrarlo. So che è vermifugo......

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Aglio, cipolle, porro, scalogno appartenenti alle Agliacee, sono effettivamente tossiche per cani e, soprattutto, gatti. Dipende ovviamente dalla dose che deve essere elevata. nella fattispecie l’aglio è considerato 5 volte più tossico della cipolla. Sono responsabili di emolisi (rottura dei globuli rossi) e disturbi gastroenterici.

La confusione nasce dal fatto che in piccolo dosi l’effetto tossico e blando e quindi l’aglio viene spesso consigliato come antiparassitario (sia per parassiti interni che esterni). Personalmente ne sconsiglio l’uso per evitare problemi.

Cordiali saluti

 


Gatta Exotic con grave otite

Domanda del 22/05/2017

Salve, ho una gatta exotic short hair di anni 14 e dopo averla portata da un veterinario per una visita di controllo normale avvisa nell'orecchio dx un infezione da parassiti. Prescrive delle gocce auricolari e dopo qualche tempo,portandola di nuovo al controllo nessun miglioramento quindi prescrive delle altre gocce auricolari ma dopo poco tempo di somministrazione, la mia micia peggiora in maniera notevole. Sbanda e cade, cammina con la testa inclinata, perde il pelo sotto l orecchio e sulle zampe anteriori,perde le crocchette da un lato della bocca fino a rinunciare a mangiarle e perde notevolmente peso in pochi giorni.

Insomma la mia gatta la stavo perdendo non avendo niente ma solo per averla portata ad un semplice controllo.A questo punto cambio veterinario ed alla prima visita trova la micia in condizioni disperate,sottopeso,1,8 kg, e quasi inerme. Le fanno subito le analisi del sangue e della tiroide e riscontrano una forte infezione,gli somministrano con puntura del cortisone ed un antibiotico che dura 14 giorni ed un altro in pastiglie x altri 8 giorni. Le danno un alimentazione multivitaminica sia in pasta che in scatola .Ora ha ripreso peso ma ha sempre la testa inclinata e la NON stabilità del corpo, inoltre è sempre nella sua cesta a riposare,spossata. Ha la pupilla dell'occhio destro diversa dal normale sinistro e sono disperato non sapendo più che fare vista la stazionarietà della situazione. Chiedo aiuto, soffre e mi fa soffrire.

Grazie infinite

Risposta

Buongiorno

I sintomi sono riferibili ad una sindrome vestibolare . Può dipendere anche da una grave otite, otite con perforazione del timpano ed estensione dell’infezione nell’orecchio medio. Bisogna capire se effettivamente il timpano è perforato o meno. In alternativa possiamo pensare ad una labirintite , da polipi dell’orecchio medio o a un problema centrale (cioè a carico del cervello). Purtroppo non so dirle dalla sua descrizione da cosa possa dipendere. sicuramente meriterebbe un approfondimento . Le cose di base da fare sono radiografie e una ispezione accurata del condotto uditivo. generalmente sono esami da farsi in anestesia.

Ovviamente si può addormentare solo se la situazione generale cardiocircolatorio, polmonare e metabolica è accettabile.

Cordiali saluti

 


Gatto di 19 anni con cistite idiopatica

Domanda del 08/05/2017

Buongiorno mi chiamo Rosanna o un gatto di 19 anni fino ad oggi sano da poco tempo a avuto episodi di cistite a fatto cure con antibiotici e antinfiammatori a fatto ecografia esami urine era tutto a posto i reni un po' da anziano ma funzionano non tracce di calcoli e ne clicemia è stato bene dopo le cure che a finito il 2 maggio urinava bene ieri sera mi a dato ancora episodi di piccole gocce di urina con un po' di muco e un leggero sangue io o il dubbio che siano le crocchette che gli diano infiammazione o provato quella della Optimus senior un campione che mi hanno dato premetto che le crocchette io gliele davo poco solo x tenere i denti puliti e gli davo quelle della vettura Life renale perché meno proteica con questi episodi di cistite gli do urynari caro c/d in maggioranza ora gli do prolife senior oppure sterilizzati urinary stress della hill's che ora non mi mangia royal Canin ageing +12 poi sempre royal sterilised healthy urinary sistem un tempo gli davo anche intestinal ,renale,urinary s/o , Almo Nature x sterilizzati li prendevo perché hanno le proteine basse perché il veterinario mi a detto che dovevo mantenere le proteine massimo fino al 10% x mantenere i reni a posto ora io non so più che alimenti dargli perché sento tante voci che le crocchette non vanno bene i cereali non vanno bene la prolife a riso e magari troppo non va bene ora io chiedevo che tipo di alimento posso dargli perché stia bene sempre con il tratto urinario e altri organi quali marche prendere come sapete anche voi il gatto si stanca della stessa alimentazione allora vario ogni tanto gli faccio anche il petto di pollo ai ferri o bollito grazie attendo una vostra risposta

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

L'alimentazione dipende dalla causa della cistite. Considerando l'età probabilmente è una cistite idiopatica (ma senza avere altri dati non sono sicuro) In questi casi, se non ci sono altri problemi, un alimento che va molto bene è il C/d Feline Urinary Stress della Hill's.

Esistono molti altri tipi di mangimi indicati per patologie delle basse vie urinarie, ma il loro impiego dipende dal problema(calcoli o no, pH delle urine ecc..) L'impiego di mangimi per gatti con problemi renali è indicato solo se sono presenti problemi renali (alterazioni di azotemia e creatinina, proteinuria, urine diluite ecc..) se non c'è nulla del genere sono controindicati. Se il gatto è anziano e sta bene sono indicati i c.d. senior. Il cibo casalingo può andar bene , ma perché non faccia danni va formulato da un collega nutrizionista in base alle caratteristiche del gatto, alle sue analisi , alle sue patologie ecc...Dare solo pollo o tacchino o pesce o quello che è equivale a dare una dieta completamente squilibrata

Cordiali saluti

 


 

Gatto randagio, anziano, molto magro. Consigli sull'alimentazione

Buongiorno dottore.

Nella mia attività di jogging mi sono imbattutto in un gatto randagio molto magro, che abita vicino a casa mia. Il gatto è pelleossa, e sembra molto anziano perché si muove lentamente, ma non so se ciò sia dovuto all'età o al suo estremo stato di magrezza. Da una settimana circa, ho preso ad andare nel suo luogo di stanza (il giardino di una villetta) 2-3 vv al giorno per alimentarlo. Sembra nessuno se ne prenda cura, nonostante TUTTI i gatti della zona (peraltro una zona di villette, quindi di gente benestante) siano ben nutriti, probabilmente perché sono gatti di proprietà di qualcuno che vengono lasciati scorrazzare in giro.

Portarlo dal veterinario per analisi significherebbe catturarlo e procurargli dello stress, quindi ho deciso di aspettare:

a) l'occasione di parlare con qualcuno del luogo che conosce il gatto e mi dia informazioni, anche mediche. Magari ci sono motivi particolari che rendono la sua magrezza cronica, come problemi alla tiroide.

b) vedere se nutrendolo riesce a prendere peso.

Al gatto l'appetito non manca. Ma vorrei capire che cibo devo dargli. Lei è in grado di consigliarmi una marca per gatti anziani? E inoltre, visto il suo stato di estrema magrezza, anche un cibo ricco di proteine e altri nutrienti utili a ingrassarlo un po'? Apprezzata sarà anche qualsiasi considerazione dettata dalla sua cultura ed esperienza.

Grazie.

*** ***, Verona.

 

Risposta

Gentile Sig. ***

La magrezza, come unico sintomo, non permette alcun tipo di diagnosi e una quantità di possibili diverse diagnosi differenziali (dalle meno gravi , per es. parassiti intestinali, alle più gravi). In realtà la cosa migliore sarebbe farlo vedere ad un collega. Riguardo l’alimentazione quello che potrebbe aiutare il gatto dipende dalla patologia, per questo eviterei diete ipernutrienti ( per es. se il problema fosse una insufficienza renale faremmo dei danni), per questo le suggerisco solo di alimentarlo con regolarità con un alimento di mantenimento per gatti adulti come ad esempio il Monge gatto

Cordiali saluti

 


Gatto con ascesso di difficile guarigione

Domanda del 07/04/2017

Gentile veterinario circa 3/4 settimane fa ho trovato un gattino ferito al petto senza forse sul ciglio della strada..

Premetto che vivo in un isola sperduta in Africa senza veterinari e prodotti animali( viene un ragazzo da l isola vicina durante l anno sporadicamente per sterilizzazioni e castrazioni) l ho curato con acqua ossigenata e un antibiotico umano il ciproxin in piccolissime dosi ma solo tre gg...penso che avesse 20 gg quando l ho trovato perché non vedeva bene e non sentiva...ad oggi la ferita non si rimargina e continua a fare una sacca di liquido vicino (penso pus) questo perché leccandola la apre e la infetta.....oggi lo vedo un po' abbacchiato che posso fare gli somministro l antibiotico?

La ringrazio anticipatamente se vorrà aiutarmi.

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Probabilmente è un ascesso che non riesce a guarire , bisognerebbe aprire bene per far uscire l’eventuale raccolta di pus, utilizzare un antibiotico per via generale (il ciproxin potrebbe andare bene) e pulire la ferita non con l’acqua ossigenata ma con un altro disinfettante (per es. betadine) . Se lui si lecca potrebbe essere utile improvvisare un collare Elisabetta , cioè un collarino ad imbuto che gli impedisca di arrivare a leccarsi. Si può fare con un po' di cartone.

Se può mi mandi una foto cosi provo ad aiutarla un po’ di più

Cordiali saluti

 


 

Gatto sterilizzato che tende al sovrappeso con la complicazione dei calcoli

Domanda del 11/03/2017

Buonasera dottore, il mio amato gatto sterilizzato sta diventando giorno dopo giorno sempre più obeso (10-11 kg)...ora ha sette anni circa e l'alimentazione è sempre la stessa: urinary della royal canin che, a causa di calcoli che ha già avuto due volte, mi hanno detto che dovrà prenderli a vita..infatti per un periodo avevo smesso perché molto cari e gli sono tornati! Nessuno mi sa dire che problema ha.. visto che soffre la macchina, quando gli vado a fare le analisi, la glicemia risulta alta ma mi dicono che è normale per via dello stress!

Mi consigli la prego!!

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

In generale se un gatto prende peso è perché mangia più del dovuto a fronte di una attività fisica ridotta o, spesso, nulla. L’unica alternativa è farlo mangiare molto di meno di quello che mangia. Di solito ci possiamo aiutare con diete fatte a posta, ma nel suo caso visto il problema della vescica può essere difficile. Se il problema sono calcoli di struvite può chiedere al collega che lo ha in cura se ritiene possa essere sufficiente una terapia acidificante da associare ad una dieta per dimagrire. Che la glicemia sia un po’ più alta nei gatti per lo stress è normale.

Difficilmente nei gatti i problemi di sovrappeso sono legati a patologie metaboliche.

Cordiali saluti

 

 


 

Calcivirus per una gatta norvegese

Domanda del 06/03/2017

Gent.mo

alla mia gatta norvegese regolarmente vaccinata è stato trovato il calicivirus "al limite" (??!!) .

La ricerca è stata fatta perchè la gatta ancora giovane presenta del tartaro sui denti.

Ho in casa un'altra gatta che vorrei far accoppiare, ma questo virus può essere pericolo per
i futuri gattini ? Devo tenere la gatta "ammalata" lontana dai gattini in attesa di vaccinarli?

Mi posso fidare del tampone o potrebbero esserci degli errori??

Mi si consiglia terapia con interferone,. ha effetti collaterali?

In attesa di un consiglio porgo distinti saluti

***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Che tipo di test è stato fatto (PCR, sierologico)? Se si tratta di un test sierologico è poco indicativo in quanto non distingue anticorpi dovuti alla vaccinazione da quelli legati all’infezione. Se si tratta di un tampone e PCR il metodo è più attendibile. In questo caso quantità basse di virus indicano , di solito, portatori cronici quindi non malati, ma che possono però diffondere il virus e infettare altri gatti. In questo caso è bene che il gatto infetto stia lontano dai cuccioli fino a che questi non vengano vaccinati.

L’isolamento deve essere molto rigido tenendo conto che il virus è molto resistente nell’ambiente (fino ad un mese). Eventualmente si può valutare l’ipotesi di vaccinare i gattini precocemente. L’impiego dell’interferone nella terapia delle calicivirosi è un po’ controverso. Generalmente si utilizza diluito in soluzione fisiologica per uso orale (interferone alfa) oppure si può utilizzare per via iniettabile (interferone felino omega). I risultati sono variabili i costi piuttosto elevati (soprattutto se si utilizza interferone felino ricombinante.

Personalmente lo consiglio per iniezione solo nelle forme di calicivirosi gravi, negli altri casi consigli l’interferone alfa per uso orale. Tuttavia se non ha sintomi (gengiviti, stomatiti, ulcere linguali, rinite , congiuntivite ecc...) non lo vedo molto indicato.

Cordiali saluti

 


 

 

Gatto con pupille di dimensioni nettamente diverse

Domand del 08/02/2017

Salve, le scrivo perché voglio parlarle del mio gatto. È arrivato nella piazza di casa mia un annetto fa, all'inizio era per i fatti sua, e non si faceva accarezzare. Dopo un pó ha capito che nessuno della mia famiglia li faceva male e quindi si è affezionato a noi. Adesso sta in casa mia ed è diventato membro della famiglia. È un gatto maschio non castrato, amorevole e socievole con tutti.

Tre o quattro giorni fa mi sono accorta che ha la pupilla dell'occhio sinistro più grande rispetto alla destra, e all'inizio sembrava velata da una parete blu, quindi le pupille sono completamente diverse. Non ha sintomi, non si lamenta ecc.. Anzi, mangia tantissimo fa le fusa e i suoi bisogni quotidianamente.

Siccome per il momento non ho possibilità di portarlo dal veterinario, vorrei sapere se devo preoccuparmi, oppure posso aspettare, perché informandomi su internet potrebbe essere "anisocoria" e sono molto preoccupata.

Attendo una vostra risposta.

Grazie in anticipo. ***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Con il termine di anisocoria si intende una situazione in cui la pupilla di un occhio appare , come diametro , diversa dall’altro. Bisogna capire se è legata ad una patologia degli occhi ( e in questo caso capire quale dei due non va bene), oppure se si tratta di un problema non legato direttamente ad un occhio (per es. un problema neurologico). Inoltre dobbiamo definire se si tratta di un problema acuto oppure se è un esito di qualcosa successo in passato e guarito.

Trattandosi di un micio vissuto libero potrebbe essere un esito di qualcosa successo in passato, tanto più che sta bene e non ha fastidio all’occhio, ma non posso esserne certo. Se mi può mandare una foto bene a fuoco potrei forse dirle di più.

Cordiali saluti

 

 


Adozione di un gatto randagio con problema ad un occhio

Domanda del 21/11/2016

Buonasera, da oltre due mesi questo gattino frequenta il terrazzo di casa mia.

Da qualche settimana, visto che il gattino entra in casa, si lascia accarezzare, poi scompare per riapparire quando gli torna l'appetito, ci siamo accorti che ha infezione all'occhio sinistro.

Nonostante mia moglie più volte durante le giornate pulisce con batuffolo di ovatta e acqua ossigenata l'occhietto, l'infezione non scompare anzi sembra che aumenti.

É congiuntivite?

Se si, dobbiamo utilizzare antibiotico oftalmico tipo Colbiocin?

Inoltre, dobbiamo mandarlo via o cercare di addomesticarlo?

Grazie, ***

 

Risposta

Gentile Sig. Domenico

Probabilmente si tratta di una congiuntivite virale (herpes virus o calicivirus) oppure di una infezione da clamidie. Intanto la pulizia con acqua ossigenata non va bene , per pulire usate della soluzione fisiologica. Per quanto riguarda la terapia dipende dalla situazione dell’occhio e dalla probabile causa. Dal momento che c’è anche il rischio di una ulcera corneale in questi casi è bene portare il micio da un collega per valutare la situazione e intraprendere la terapia più opportuna.

Mi sembra un bel micio simpatico , adottatelo e vedrete quanta allegria può portare un micetto

Cordiali saluti

 


 

 

Gatta con piccoli problemi di vomito

Domanda del 16/11/2016

Buongiorno,

mi chiamo *** *** e ho da poco adottato una gatta di circa 6 anni (sterilizzata, FIV/FELV negativa) proveniente da un'altra famiglia che sfortunatamente non poteva più tenerla con sè causa allergia (la micia viveva su di un balcone ormai). Premetto che ho già fatto fare delle visite dalla mia veterinaria di fiducia ed ho già appuntamento per il richiamo del vaccino per la FELV ma vorrei avere un altro parere medico se possibile.

Qualche giorno dopo averla portata a casa ha vomitato un pò dell'umido che aveva mangiato ed episodi simili (sporadici non tutti i giorni) sono capitati successivamente ma subito dopo la micia è tornata a mangiare e non ha mostrato mai segni di malessere o di febbre. Inizialmente ho pensato che la causa fosse dovuta al cambio d'ambiente e della pappa (e non ho detto nulla alla veterinaria) ma nei giorni a venire ho notato che oltre a quel poco di umido non digerito vi era un pò di schiuma bianca. Gli ex proprietari riferiscono che avvenimenti simili non erano mai accaduti.

E' possibile che si tratti di gastrite? La gatta nel mentre è stata trattata con Milbemax 1 cp e Onsior 6mg (1cp al die per 6 giorni, causa arrossamento delle fauci). Non presenta segni di diarrea e le feci sono formate e normocromiche. Urina regolarmente e si alimenta senza problemi. Sono abbastanza preoccupata nonostante non si comporti in modo strano. In attesa di una vostra gentile risposta vi ringrazio per la cortese attenzione e vi porgo Cordiali Saluti.

Buona Giornata.

*** ***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Se gli episodi di vomito sono avvenuti nei primi giorni e poi non se ne sono presentati degli altri, considerando le condizioni generali buone , le feci normali e l’appetito, potrebbe essere ricollegabile al cambio di ambiente e/o di alimentazione. La schiuma bianca è normale e indica un vomito di origine gastrica. Se gli episodi si ripresentano nel tempo potrebbe essere indicato una cambio di alimentazione (magari tornando a quello che mangiava nella precedente famiglia) e/o un approfondimento diagnostico (analisi, ecografia ecc...)

Cordiali saluti

 


 

Problemi per un gatto anziano

Domanda del 14/11/2016

Buongiorno sono *** e vi contatto per dei disturbi del mio gatto Charlie. E' un main coon e ha 15 anni e da un po' di tempo ha qualche disturbo che non capiamo.

Fa pipì ovunque (cosa che non ha mai fatto) e la situazione sta un po' sfuggendo di mano in quanto vediamo che nella lettiera non va più e la pipì la fa dove capita (in soggiorno, in camera ecc...).

Inoltre si incanta spesso, si appoggia con la testa al muro e sta li fermo e quando lo si chiama sembra spesso assente; ho pensato di scrivervi perchè non è nemmeno facile portarlo ad uno studio veterinario e volevo capire se già potete dirci qualcosina, un vostro parere.

A voi dicono qualcosa questi sintomi? E nel caso come possiamo procedere? Purtroppo sta diventando difficile stare dietro a questa situazione anche perchè vediamo che lui non sta bene.

Grazie mille e buona giornata

***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Problemi simili a quelli che mi descrive non sono infrequenti nei gatti anziani. Possono essere collegati a cause mediche o a disturbi comportamentali (disfunzione cognitiva del gatto anziano). Per definire il problema dobbiamo inizialmente escludere tutte le possibili cause mediche. Tra le cause più comuni nel gatto ipertiroidismo, insufficienza renale ed epatica, ipertensione , malattie epatiche, neoplasie cerebrali e dolori per lo più osteo-articolari (artrosi per es.).

Le cause più comuni sono l’ipertiroidismo e l’ipertensione (che nel gatto è per lo più legata e problemi renali) e i dolori osteo-articolari. Quindi le consiglio di escludere in prima battutati questi problemi (analisi emato-biochimiche con ormoni tiroidei, misurazione della pressione, visita ortopedica ed eventuali radiografie).

Se è tutto apposto rimane da considerare un problema comportamentale legato all’invecchiamenti cerebrale. In questi casi esistono dei farmaci che possono migliorare la situazione in maniera anche notevole. Il tutto ovviamente presuppone l’intervento di un collega per cui è necessario portarlo rpesso una struttura in grado di eseguire tutti questi controlli.

Cordiali saluti

 


 

 

Gattino che ha mangiato troppo formaggio

Domanda del 04/10/2016

Salve, ho un gattino di 5 mesi che 3 gg fa ha rubato un bel pezzo di formaggio e lo ha divorato. Ha avuto per 2 gg diarrea e la terza palpebra si è alzata.

Ho chiamato il mio vet. Che mi ha detto di metterlo a digiuno e di portarlo da lui il giorno seguente. Purtroppo ho la febbre e son sola e per tel non vuole darmi altri consigli, perché non appena entro nel suo studio sono 25 euro che volano.

Comunque il gattino da ieri sera non ha più diarrea e gli ho dato qualche croccantino perché piangeva disperato dalla fame, ma la terza palpebra è ancora visibile anche se bianca e non gonfia o arrossata e lui è comunque molto vitale, giocoso e per nulla abbattuto.

La mia domanda è: la correlazione della terza palpebra coincide con una intossicazione alimentare, ed è normale che non si sia ancora ritirata?

Grazie anticipatamente

*** ***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

La procidenza della terza palpebra nei gatti spesso si associa a disturbi intestinali e spesso è correlata alla presenza di parassiti. Può persistere anche se la diarrea migliora , specialmente se è legata alla presenza di parassiti. Le consiglio di far fare un esame delle feci e trattare il gattino con un antiparassitario adeguato. Se il problema persiste bisogna approfondire con visita ed eventuali altre analisi

Cordiali saluti

 


 

 

Gatto con infezione virale da possibile, herpes o calicivirus o clamidia. Cosa fare?

Domanda del 06/09/2016

Buonasera!il mio gattino di 3 mesi ha preso la congiuntivite,probabilmente mischiata da una gatta che vive nella stessa casa ed ha la congiuntivite cronica ed ereditaria.

Ho messo un po di colbiocin sul l'occhio malato, e ha la febbre,non mangia,non gioca. I veterinari in zona nn ci sono. Secondo lei la febbre gli passerà da sola, o ê indispensabile un antibiotico, e con il colbiocin può andare bene???

su internet ho trovato herpes felino e virus che non si debellano mai più. Sono molto preoccupata a leggere certe informazioni,la prego, mi aiuti.

***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Si tratta molto probabilmente di una infezione virale (herpes, calicivirus) o di una infezione da clamidia. Il trattamento dipende dalla causa e può o meno comprendere un antibiotico. La prognosi è buona se la terapia è quella corretta ed è tempestiva Le consiglio quindi di far visitare il gatto prima possibile per definire la migliore terapia

Cordiali saluti

 


 

Come rilassare un gatto per affrontare un viaggio

Domanda del 31/08/2016

buongiorno devo partire con il mio gatto di poco piu' di un anno mi hanno consigliato valeriana dispert 45 mg che dice gliela posso dare? in che dose.

grazie ***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

La valeriana nel gatto può avere , e spesso ha, un effetto eccitante e non calmante. Per questo sarebbe meglio utilizzare altri prodotti o valeriana in associazione con altre erbe. Per es. Korrector seda 1 cucchiaino da caffe due volte al giorno o Zylkene 75 1 capsula al giorno. Il trattamento andrebbe iniziato alcuni giorni prima della partenza (la cosa migliore sarebbe 15 giorni prima). Possono essere di aiuto anche i feromoni spray da spruzzare all’interno del trasportino ( feliway spray). Si tratta in tutti i casi di prodotti naturale e non tossici

Cordiali saluti

 


 

 

Come utilizzare correttamente l'antipulci nei gatti cuccioli, un esempio pratico

Domanda del 31/05/2016

Salve, ho trovato un gattino sul ciglio della strada 4 giorni fa. Pesa meno di 1 kg ed avrà all'incirca 2 mesi, 2 mesi e mezzo. Ieri sono andata da un negozio di animali per comprare un antipulci, mi hanno consigliato advantage 4 (ml) .

Mi hanno consigliato di applicare metà fialetta, quindi solo 2 ml, lungo tutta la spina dorsale partendo dalla nuca sino in giù, in 3 punti distinti della cute. Dopo 18 ore passare dalla somministrazione la situazione sembra peggiorata relativamente, poiché il gattino passa l 80% del suo tempo nel grattare il suo pelo infastidito. Allora consultandomi da varie fonti ho deciso di somministrare nuovamente la restante dose rimasta nella fialetta(2ml), con la stessa modalità del giorno prima . La domanda in questione: è un male somministrare la stessa fialetta di antipulci in due momenti distinti? Dopo quanto tempo il gatto sarà senza pulci e non si gratterà più ?

Attendo con urgenza la sua risposta, la ringrazio anticipatamente.

Cordiali saluti.

 

Risposta

Gentile Sig. ***

L’advantage 40 contiene 40 mg di imidacloprid in 1 ml di soluzione ed è indicato per gatti di peso inferiore ai 4 Kg.

Ho qualche dubbio però se lei mi parla di 4 ml che si possa trattare di una altro prodotto. Non si può utilizzare nei cuccioli di età inferiore alle 8 settimane, ma se il suo pesa 1 kg penso abbia un’età superiore. Va utilizzato tutto intero e va somministrato non su tutto il dorso come le hanno, erroneamente, consigliato, ma solo in un punto tra le scapole. Questo per evitare che il gatto si possa leccare ed ingerire il prodotto. Sull’effetto tuttavia metterlo in più punti non ha particolare effetto così come averlo diviso in due parti in tempi ravvicinati.

L’effetto si ottiene nel giro di 24 ore. tuttavia potrebbe continuare a grattarsi per qualche giorno anche senza le pulci. Tuttavia se il prurito persiste e non vede pulci sul corpo del gatto bisogna verificare che non ci siano altri problemi (per es rogna)

Cordiali saluti

 


 

 

Antizanzare per casa non tossico per il gatto

Domanda del 27/05/2016

Buongiorno

Le scrivo perché vorrei acquistare un antizanzare da mettere in casa ma che ovviamente sia innocuo per il mio gatto siberiano. Ho le zanzariere ma il gatto entra ed esce continuamente ed inevitabilmente le zanzare entreranno a loro piacimento.

Inoltre per proteggere il gatto dalla filariosi è sufficiente un antipulci più 'completo' in pipette da applicargli nei mesi a rischio o è più utile un'iniezione?

La ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti

***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

I prodotti che si utilizzano in casa per le zanzare non sono pericolosi se utilizzati correttamente. Questo vuol dire che vanno tenuti in funzione in ambienti ben areati e senza la presenza di persone o animali. Tenerli accesi a finestre chiuse e noi o gli animali presenti non è salutare per nessuno. Per quanto riguarda la filariosi la maggior parte dei prodotti antipulci efficaci anche come repellenti per le zanzare non si possono utilizzare nei gatti. Infatti sono generalmente a base di permetrine o simili che pur essendo piuttosto innocui per noi e per i cani sono molto tossiche per i gatti. Quello che consiglio per i mici sono prodotti naturali (per es. quelli a base di olio di neem) in associazione con un normale antipulci. A questo va sempre associato , in aree endemiche, una profilassi per la filariosi. Esiste un prodotto iniettabile ma è registrato solo per il cane. Sono disponibili prodotti per uso orale da somministrare una volta al mese (per es. quelli a base di ivermectina o milbemicina) e prodotti spot-on per le pulci attivi anche nella protezione dalla filaria (per es. quelli a base di selamectina)

Cordiali saluti

 


 

 

Gatta con rinocongiuntivite infettiva

Domanda del 25/05/2016

Buonasera, ho una gatta di 5 anni e mezzo, sterilizzata, non vaccinata. Oggi è stata visitata a causa di un raffreddore persistente che sto trattando con synulox da 7 gg senza miglioramenti apprezzabili. Oggi fatto prelievo del sangue per verificare felv o fiv. Presenta anche una congiuntivite a un solo occhio che la veterinaria mi ha detto di trattare con Colbiocin pomata o collirio. Entrambi non riesco ad applicarli essendo che la gatta vive in giardino e non riesco ad immobilizzarla.

Come posso fare? Esiste qualcosa da somministrare per bocca? Fermo restando che si attendono risultati delle analisi e il veterinario ha contemplato l'ipotesi di cambiare antibiotico vi ringrazio se vorrete darmi un consiglio

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Potrebbe trattarsi di una rinocongiuntivite infettiva. I patogeni coinvolti sono diversi (herpesvirus, calicivirus , clamidie). Importante escludere cause sottostanti (patologie che provocano immunosoppressione : per es. leucemia virale, immunodeficienza felina ecc..). La terapia si basa sull’impiego di antibiotici (soprattutto nella clamidiosi ,nella fattispecie tetracicline , mentre nelle forme virali si impiegano solo in caso di complicazioni batteriche), antivirali (famciclovir , L-Lisina) , interferone (per bocca come immunostimolante).

Se il raffreddore è molto grave può essere utile l’impiego di fluidificanti del muco e/o antibiotici per uso topico (aereosol). In caso di congiuntivite si utilizzano antibiotici locali (tetracicline in caso di clamidiosi) antivirali (ganciclovir), interferone per uso topico (gocce oculari). Purtroppo non sempre i gatti tollerano i colliri, ma il mancato impiego degli stessi può prolungare la malattia e portare, in alcuni casi, a congiuntiviti croniche.

Il collega che ha in cura la gatta saprà quale di queste terapie sia più utile nel suo caso.

Cordiali saluti

 


 

 

Vaccino contro la Leucemia Felina

Domanda del 19/05/2016

Alla Vostra cortese attenzione,
cercando una consulenza on line, mi sono imbattuta fortunatamente nel sito di Pet Shop Store, pertanto vorrei se possibile chiedere un parere professionale. Ho 2 gatte di 6 anni, non di razza e di peso all' incirca 8 e 5 kili. Ho sempre tenuto le gatte in casa, non a contatto con altri animali, per cui ho sempre e solo fatto il richiamo annuale. Purtroppo dovrò trasferirmi a casa dei suoceri dove c'è un gatto (lasciato un po a se stesso diciamo, cioè entra in casa per la pappa ma sta quasi sempre fuori in strada, e probabilmente non ha alcun vaccino, a parte il primo appena nato...credo); mi hanno consigliato di "proteggere"le mie facendo ad entrambe il vaccino contro la leucemia, ma mi chiedevo se come vaccino fosse molto pesante, dato che una di loro ha sempre avuto un po di problemi a digerire i pasti (infatti mangia solo un tipo di croccantini). Posso far fare quello senza problemi, o mi consiglia solo di lasciarle con il vaccino del richiamo annuale?

Grazie mille per la disponibilità

*** :)

P.s. dimenticavo... nella nuova casa, le farò anche uscire nel giardino interno

 

Risposta

Gentile Sig. ***

Se i gatti vivono in casa e non vengono a contatto con altri gatti il vaccino per la leucemia virale è superfluo. Se invece escono oppure se sono a contato con un gatto che esce è bene procedere anche con questa vaccinazione. Prima di farla però vanno testati entrambi. Le consiglierei anche di testare l’altro micio , se possibile, sia per valutare se sia o meno già infetto e sia per un controllare un’altra malattia dei gatti la FIV (immunodeficienza felina) per la quale, purtroppo non abbiamo un vaccino

Cordiali saluti

 


 

 

Gatto che vomita, cosa fare?

Domanda del 16/05/2016

Gentile Dottore

la mia gatta di 15 anni ha cominciato a rimettere spesso: ho provato a cambiare gradualmente alimentazione,frazionare i pasti senza risultati.

Faccio presente che non vi è pelo nel vomito e che una volta espulso il mangiato, rimette liquidi. Non è dimagrita e sembra stare bene. Può aiutarmi?

La ringrazio fin d'ora

*** ***

 

Risposta

Gentile Sig. ***

Il sintomo vomito è molto generico, quindi le cause possono essere tantissime. Tuttavia le consiglio di non trascurare il sintomo e di approfondire per capirne l'origine (alimentare, metabolica, peli ecc...) Può essere utile eseguire , oltre ad una visita medica, analisi del sangue (specialmente in un gatto anziano dove l'insufficienza renale e l'ipertiroidismo sono sempre in agguato) e una ecografia (per escludere problemi neoplastici quali il linfoma alimentare). Potrebbe essere anche necessaria una endoscopia, ma per iniziare direi analisi ed ecografia.

Solo una volta chiarita la causa si può procedere con una terapia adeguata

Cordiali saluti

 


 

 

Cistite del gatto

Domanda del 21/04/2016

La mia gatta di 13 anni ha la cistite da giorni. Il veterinario ha fatto antibiotico e adesso andiamo avanti con la cura omeopatica! Mangia solo Cibo specifico però fa ancora macchie marroni come mai?

Grazie

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Le patologie delle basse vie urinarie nei gatti sono un problema sia diagnostico che , soprattutto, terapeutico. Per prima cosa va definita la causa. Solo una piccola percentuale di cistiti (circa il 3%) sono di natura batterica. Per questo motivo prima di fare un trattamento antibiotico è bene fare una coltura delle urine. Solo se la cultura e positiva si procede con l'antibiotico altrimenti no. Inoltre i batteri coinvolti sono generalmente molto resistenti agli antibiotici per cui è necessario un antibiogramma per scegliere l'antibiotico migliore. Le forme batteriche sono più frequenti nei gatti giovani e dipendono spesso da malformazioni vescicali. Se non si trovano batteri bisogna verificare la presenza di calcoli o di altre patologie vescicali (tumori, polipi ecc...). Per questo è bene eseguire una ecografia. Se non troviamo batteri o altre possibili cause , rientriamo nel campo delle c.d. cistiti idiopatica felina.

Purtroppo circa il 60 % delle cistiti rientra in questa categoria. Tipicamente interessa i gatti anziani, sovrappeso e con scarse sollecitazioni ambientali. Le cause non sono ancora del tutto chiarite, ma un ruolo importante lo riveste lo stress. Lo stress può derivare da molteplici fattori (scarsi stimoli ambientali, altri gatti in casa, modifiche dell'ambiente in cui vive il gatto ecc...) Le cistiti idiopatiche sono caratterizzate da improvvisa presenza di sangue nelle urine accompagnata da bruciore vescicale , tendenza ad urinare spesso, fuori dalla lettiera spesso con dolore. La diagnosi di cistite idiopatiche si può fare , con certezza, solo con una endoscopia e un esame istologico.

Tutte le forme sono tendenti alla recidiva, soprattutto le forme idiopatiche quindi va predisposta sia una terapia acuta che un mantenimento nel tempo. Nel caso delle forme idiopatiche poi è fondamentale rimuovere ogni possibile causa di stress per il gatto, aumentare gli stimoli ambientali (giochi ecc..) e, se sovrappeso , farlo assolutamente dimagrire. L'alimentazione svolge un ruolo importante. esistono diversi tipi di dieta specifici per i vari possibili problemi

Come vede si tratta di una situazione complessa (anche più di quello che ho scritto avendo trattato l'argomento solo nei suoi punti salienti). Per questo non saprei dire perché il problema persista. Le consiglio, se non è già stato fatto , di approfondire (analisi urine, coltura, ecografia ecc...)

Cordiali saluti

 


 

 

Gatto punto dalle vespe, che fare

Domanda del 21/03/2016

Buonasera dottore, il mio gatto Layla ama giocare con api e vespe.....e le hanno punto due volte. Sono dovuta correre dal veterinario perché il musetto le si era gonfiato veramente tanto. Ora vivo nel terrore, la controllo sempre quando è fuori nel terrazzo e ho la paura che possano pungerle in bocca e rischiare il soffocamento. Cosa posso fare in questi casi? C'è un rimedio di emergenza? Ho chiesto al mio veterinario, il quale mi ha detto che l'unica cosa da fare è la puntura di cortisone immediata, che io, ahimè, non so fare. Per caso esiste un altro modo rapido e più facile per me?

Grazie di cuore

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Il cortisone iniettabile è l’unica cosa che può aiutare in questi casi. Tuttavia solo in caso di emergenza (notte, festivi ecc..), altrimenti è sempre consigliabile portare il gatto in ambulatorio dove il collega può procedere alla terapia più idonea

Cordiali saluti

 


 

Parto difficile per una gatta randagia

Domanda del 04/03/2016

Salve dottore,

Vorrei spiegarle uno strano caso, mesi fa una gattina randagia è venuta nel mio cortile e non l'ho accolta volentieri perché ho 3 gatti maschi già. Nel periodo di calore credo sia rimasta incinta, ma presenta una conformazione strana, praticamente presenta una pancia calata con celle protuberanze che farebbero pensare al grasso.
Ieri ha iniziato a sanguinare ed espelle pezzi di carne con grande difficoltà.

Ora la mia domanda: è malata oppure sta abortendo? E nel secondo caso quali farmaci potrei somministrale?

Cordiali saluti

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Non mi è possibile sapere con precisione cosa stia succedendo, ma se qualcosa fuoriesce dalla vagina (penso che intendesse questo dicendo che espelle pezzi di carne) probabilmente o sta abortendo o a problemi con il parto.

Se è così la gatta va aiutata ma lei direttamente non può fare molto, dovrebbe rivolgersi ad un collega. Essendo un randagio dovrebbe provvedere la ASL veterinaria di zona. Le procedure dipendono da zona a zona qui a Roma, per es. bisogna contattare i vigili urbani, in alternativa provi a contattare una associazione che aiuti i gatti in difficoltà oppure un collega per cercare, se possibile, un aiuto

Cordiali saluti

 


 

 

Gatta che improvvisamente ha iniziato a fare i bisogni fuori dalla lettiera

Buongiorno, è da circa 20 giorni che la mia gattina di quasi 5 anni non fa più la pipì nella sua lettiera, ma la fa nel corridoio, cosa devo fare?

Premetto che ho cambiato casa da un'anno e questa è la prima volta che si comporta in questo modo..
nel mese di dicembre ho messo la porta basculante per farla uscire in terrazzo per abituarla a fare i bisogni fuori, è andata tutto ok...

Appena arrivato in questa casa la lettiera era dentro casa ma in un’altra parte non vicino dove adesso la fa...

Aspetto un vostro aiuto,

vi ringrazio anticipatamente

*** ***

 

Risposta

Gentile Sig. ***

Le cause possono essere o psicologiche (qualunque cosa turbi o stressi la
micia) oppure fisiche (cistite). Per fugare il dubbio di problemi di cistite basta effettuare una analisi delle urine. Per il resto non sempre è facile capire cosa infastidisca il gatto. Non penso dipenda dal cambio di casa (è passato troppo tempo) mentre lo spostamento della lettiera potrebbe essere un motivo. Provi a rimettere la lettiera nel vecchio posto e vedere se la cosa si risolve. In alternativa pensi a qualunque cambiamento anche di lieve entità successo in concomitanza con l'inizio del problema.

Cordiali saluti

 


 

 

Cucciolo di gatto siberiano, consigli sull'alimentazione

Egr dottore,

Mi ha indirizzato l' allevatore ( skyberian) da cui ho preso il gatto siberiano, posso avere qualche consiglio generale ed anche in merito alla gastroenterite lieve che ha avuto?

Abbiamo comprato da voi farmina kitten di cui prende 50 g /die circa ed ogni tanto l' umido.

È' nato il 25/9/15 vive in appartamento e non esce mai , pertanto potrebbe aver ingerito qualche briciola o corpo estraneo ( anche se casa È' sempre molto pulita)

È stato vaccinato e non ha avuto altri problemi del genere se non ( da piccolissimo ma hanno fatto test etc per eventuali parassitosi etc risultati negativi)

Avendo già acquistato da Voi e dovendo fare un ulteriore ordine tra 15 giorni vorrei un consiglio su quale cibo ( secco , umido e con che frequenza etc etc)

Cordiali saluti

 

Risposta

Gentile Sig. Eugenio

Trattandosi di un cucciolo le consiglio di utilizzare alimenti dedicati a gatti cuccioli e di evitare, almeno fino a 10-12 mesi, quelli per adulti.

Riguardo la scelta tra umido e secco, io preferisco l'umido. Sicuramente è meno pratico, ma ci aiuta a mantenere una buona idratazione e una basa concentrazione delle urine. Questo è importante per la prevenzione delle patologie delle basse vie urinarie (cistiti, calcoli vescicali ecc...). Può andar bene anche una alimentazione mista (umido+secco). Sono meno favorevole all'impiego di soli croccantini nell'alimentazione dei gatti. La quantità dipende dalla marca.

Per questo deve pesare il micio e controllare quanto riportato sulle tabelle nutrizionali che trova su ogni confezione. In alcuni casi le dosi sono indicate in base al peso , in altri in base all'età del cucciolo. Se si utilizzano insieme secco e umido prendiamo come punto di partenza le dosi dell'uno o dell'altro e facciamo le proporzioni.

Di solito la cosa migliore è somministrare circa 2/3 della dose consigliata di umido e 1/3 della dose consigliato di secco. per es. se la dose di secco è di 60 gr e quella di umido di 150 gr (N.B. sono dosaggi a caso, solo per spiegare) dobbiamo somministrare 20 gr (1/3 della dose) di secco e 100 gr (2/3 della
dose) di umido.

Nel sito troverà diversi prodotti per cuccioli tutti di buona qualità (per es. Alimenti umidi per gattini Trota con Mela Kitten 85 gr Dalla Grana , Prolife Kitten Pollo & Riso bustina monodose 85 gr. tra gli umidi e Monge Gatto Kitten 1,5 kg e Prolife Kitten Pollo & Riso 1,5 kg per i
secchi)

Cordiali saluti

 


 

 

Gatto con occhio che lacrima

Domanda del 25/01/2016

Il mio gatto è da ieri che ha l'occhio destro che lacrima vistosamente, vive esclusivamente in casa e ha acceso alla terrazza solo in presenza di qualcuno altrimenti sta sul divano. Lo sto pulendo accuratamente come faccio con i miei occhi in caso di congiuntivite ma non sembra migliorare, cosa devo fare?

Grazie mille e cordiali saluti *** e ***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Le cause di congiuntivite nei gatti possono essere molteplici. Le più comuni sono infezioni da Herpesvirus, Calicivirus e Clamidia. Anche se il gatto vive in casa, non possiamo escludere le forme virali. Inoltre non bisogna trascurare la possibilità di un trauma corneale. Le terapie possono essere diverse e richiedere sia farmaci per uso locale (colliri, pomate ecc...) sia per via generale (antibiotici, antivirali ecc...). Le consiglio di far visitare il suo gatto per chiarire quale sia l'origine del problema e intervenire di conseguenza. Le sconsiglio di attendere perchè alcune forme possono esitare in problemi seri (ulcere corneali, cronicizzazione della lesione ecc....)

Cordiali saluti

 


 

 

Marcata dermatite per un gatto, come risolverla?

Domanda del 23/12/2015

Salve mi chiamo *** e scrivo da Messina. Con me e la mia famiglia vive il mio adorato Milo, un gatto di 11 anni (non è di razza).

Da qualche giorno ha una strana infezione alla pelle nella zona del ventre: presenta numerosi 'brufoletti', arrossamenti e una sorta di 'bolle' nell'interno coscia. Mia madre ha iniziato questa mattina ad applicargli la pomata Gentamicina poiché in passato ha avuto problemi simili alla stessa zona, ma non così preoccupanti. Nonostante il sollievo temporaneo, lui non smette di mordersi, leccarsi e grattarsi. Allego delle foto per mostrarvi il problema. In una delle foto sembra perda pelo in alcune zone ma non è cosí, è la posizione in cui è messo (quantomeno credo sia così, perchè ha sempre avuto il pelo in questo modo).

Sulla pancia ha iniziato a perdere pelo dopo che ha subito la castrazione, il veterinario ci aveva spiegato che puó succedere in alcuni gatti (ha perso un poco di pelo anche in prossimitá delle orecchie) ed ha spesso avuto arrossamenti o quei 'brufoletti', si morde e gratta spesso lí, anche se non avevo mai visto la sua pelle nella condizione in cui è ora. Sono molto preoccupata e non ho modo di andare daun veterinario, vi prego di aiutarmi.

Grazie.

***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Quello che vedo è una diffusa e marcata dermatite con lesioni a placca. Le cause possono essere molteplici , per es. allergie , malattie c.d. eosinofiliche (placca eosinofilica ecc..) , dermatite da pulci, dermatite da contatto ecc...

La pomata a base di gentamicina e cortisonico può dare una mano, ma senza sapere quale sia la causa di base è difficile poter indicare altre terapie.

Probabilmente potrebbe essere utile l'impiego di un antibiotico per bocca e di un cortisonico, ma deve contattare un collega per valutare opportunità, tipo di farmaci e dosi

Cordiali saluti

 


 

 

Educare un cucciolo di gatto

Domanda del 18/11/2015

Buonasera, mi chiamo *** e ho preso un micino di 2 mesi circa 15 giorni fa. È stato sverminato e vaccinato e ha fatto l'antiparassitario. Viveva in casa con la mamma e i suoi 8 fratellini. Mangia regolarmente sia umido che solido e usa la lettiera. Danni ne fa ma è normale...mi sale sul tavolo e sul piano della cucina e morde i fili anche se ho messo il copricavo...mi segue ovunque e anche questo penso sia normale visto che ha lasciato la mamma troppo presto. Il problema principale è che non mi fa dormire e col lavoro che faccio se non sono concentrata rischio molto. Capisco che essendo un animale crepuscolare alle 5 senta il bisogno di andare a caccia ma ho bisogno di riposare. Ho provato a chiudere la stanza ma miagola anche per 3 ore di fila e i vicini si lamentano. Quando dorme fa tenerezza perché vuole il contatto col mio corpo...è tanto piccolo...ma se si alza è terribile. Vorrei sapere come devo fare per non traumatizzarlo ma per ottenere risultati validi. Vorrei anche sapere se c'è un metodo per fargli capire che in un determinato posto non può andare...i "no" secchi funzionano poco. La ringrazio molto per il suo aiuto...

***

 

Risposta

Gentile Sig.ra Monica

Purtroppo i gatti, soprattutto i cuccioli, hanno dei ritmi che non coincidono con i nostri. Comunque crescendo le cose possono migliorare. Per i primi periodi possiamo cercare di ovviare al problema mettendo in atto alcune strategie. I gatti e i cuccioli soprattutto hanno fame nelle prime ore del giorno. Per ovviare a queste richieste mattutine cerchiamo di dargli il cibo la sera il più tardi possibile per cercare di ritardare il momento in cui il cucciolo chiederà cibo al mattino. Una soluzione comoda può essere l’impiego di ciotole che si aprono ad un determinato orario. le può trovare in vendita abbastanza facilmente. Chiudere le porte serve a poco e non risolve il nostro problema. Ci può aiutare invece cercare di creare una zona in casa dove il cucciolo abbia sufficienti stimoli e possa sfogare i suoi istinti . Per questo si può ricorrere alle torri per gatti ( sono strutture composte da cucce e ripiani a varie altezze sostenuti da pali rivestiti di corda)La possibilità di salire soddisfa l’istinto del gatto a posizionarsi su piani alti (così magari evita di salire sul tavolo o sui mobili), la corda gli permette di farsi le unghie salvando un po’ i mobili di casa e la cuccia chiusa può essere un ambiente dove lui si può rilassare e dormire senza disturbarci. Un’altra cosa importante è fornire al cucciolo dei giocattoli. Ne esistono di tanti tipi l’importante è che sia studiati per i gatti, resistenti e atossici. Un gioco molto utile è costituito da un contenitore rotondeggiante cavo a fornito di numerosi buchi. All’interno vanno inseriti dei croccantini. Il gatto li può estrarre, ma solo armeggiando a lungo. Questo è un buon gioco. Comunque la sera cerchi di giocarci il più possibile. Più riusciamo ad arricchire di giochi e novità la vita del gattino durante le ore pomeridiano serali, meno avrà necessità di interagire con noi la mattina presto. Il “no” funziona con i can , ma non con i gatti. L’unica cosa che può aiutarci a non fargli fare qualcosa è associare quella cosa a uno stimolo negativo. Classico l’uso di uno spruzzino con cui spruzzare un pochino di acqua sul cucciolo quando sale per es. sul tavolo. Oppure fare forte rumore per spaventarlo al momento in cui fa quello che vogliamo inibire. L’idea è che il gatto associ a quell’azione (es. salire sul tavolo) un fatto negativo e per questo non lo faccia più. Comunque l’educazione dei gatti è difficile e sempre un po’ relativa. Per lo più sanno benissimo cosa non vogliamo che facciano, ma da qui a non farlo ce ne corre....

Cordiali saluti

 


 

 

Come monitorare cuore e respiro in un gatto

Domanda del 08-10-2015

Salve ho un gatto persiano europeo di anni 12 mi è stato chiesto di monitorare il respiro ed il cuore. Potrei sapere quanti respiri deve fare in un minuto per essere in salute?

Grazie

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Quello che deve monitorare è la frequenza respiratoria a riposo. Quindi deve osservare il gatto quando è completamente rilassato, meglio se dorme. In condizioni normali la frequenza respiratoria a riposo è inferiore a 20 respiri al minuto. Se supera i 25-30 c’è qualcosa che non va. Sopra i 40 c’è sicuramente un problema serio. Mi raccomando ero deve essere completamente rilassato , meglio se addormentato. Il gatto vigile ha frequenze più alte. Per respiro si intende un ciclo completo di sollevamento ed abbassamento del torace.

Cordiali saluti

 


 

 

Gatto che starnutisce

Domanda del 24/08/2015

Gentilissimo Dottore,

Ho un gatto che si chiama Macchia ed ha 12 anni...da quasi un anno ha iniziato ad avere degli starnuti frequenti che recentemente si manifestano anche almeno ogni 15 minuti.

So che dovremmo andare dal veterinario, ma Macchia é una gattina particolare che appena percepisce gli odori del veterinario diventa ingestibile.

Giusto per farle capire: per farla sterilizzare da piccola l'hanno dovuta mettere dentro ad un sacco e addormentarla da li; e un annetto fa, l'abbiamo portata per una visita per una chiazza di mancanza di pelo e hanno dovuto prelevare il campione di pelo da dentro il trasportino perché non sono riusciti a tirarla fuori.

Vorrei chiederle se ci sono delle cure che posso provare a farle per escludere determinate patologia più semplici che non richiederebbero necessariamente la visita dal veterinario.

Ringrazio, cordiali saluti

*** ***

 

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Non è possibile sapere da quello che mi dice quale sia il motivo del problema del micio. Le possibilità sono tante dalle più semplici (rinite cronica , sinusite ecc..) alle più problematiche (micosi, neoplasie ecc...)Quindi sarebbe il caso di vitare il gatto per capire quale sia il problema.

Terapie date a caso non solo potrebbero non funzionare (il che sarebbe il minimo) ma potrebbero anche essere dannose (per es. utilizzare cortisonici in corso di micosi può nettamente peggiorare la situazione).

Trattandosi di un micio agitato potrebbe essere il caso di sedarlo, cosa d'altro canto necessaria per effettuare eventuali tamponi , radiografie delle cavità nasali ecc...)

Cordiali saluti


 

Allergia per un gatto British Shortair

Domanda del 10/08/2015

Salve, mi chiamo ***. Da qualche mese ho adottato due splendidi gatti british shortair di 3 anni. Uno dei due ha mostrato fin da subito problemi di Allergie ( già da cucciolo ne soffriva, sangue nelle feci e crosticine). Intorno agli occhi gli si formano crosticine, con caduta del pelo e si gratta molto sul viso. Il pelo è lucido, ma con molta forfora.

Un mese fa l'ho curato per un' ulcera all'occhio dovuta ad un herpes ( curata con colliri antibiotici ed herpless per un mese). Ora lo nutro con Farmina N/D grain free pesce e arancia, niente scatolette. In passato mangiava solo z/D hill's, ma mi è stato consigliato di sostituirle poiché non possono essere assunte per lunghi periodi. Spesso però ricompaiono le crosticine e noto soprattutto che il micio ha bruciore agli occhi, che trovo arrossati e gonfi.

Cosa posso fare per aiutarlo? Non ho idea a cosa possa essere allergico, ma mi spiace vederlo soffrire. La veterinaria dice che può essere un'allergia ambientale e non solo alimentare, ma non mi ha detto di più. Può consigliarmi qualcosa? Devo cambiare alimentazione? Grazie per l'attenzione.

 

Risposta

Gentile Sig.ra Maria Teresa

Difficile dire a cosa sia allergico. le allergie alimentari sono una possibilità ma non l'unica ne la più frequente. per definire l'origine alimentare deve utilizzare diete idonee. In linea di massima abbiamo tre opzioni:

1) diete industriali monoproteiche : Si tratta di diete in cui la componente proteica e di carboidrati si ottiene utilizzando alimenti che normalmente non rientrano nella dieta del cane (per es. carne di maiale, cervo, coniglio
ecc...) L'idea è che l'animale è allergico a qualcosa che sta mangiando per cui se utilizziamo qualcosa con cui non è mai venuto a contatto l'allergia dovrebbe regredire.

2) dieta casalinga monoproteica : stesso concetto di prima , ma , poiché alcuni animali non rispondono alle diete industriali mentre rispondono bene a quelle casalinghe. Si usa di solito carne di cavallo o mailae e come carboidrati patate e simili.

3) diete industriali idrolisate: In questo caso il tipo di proteine non è importante ma è importante il come vengono trattate durante la preparazione del mangime. In parole povere le proteine vengono spezzate in strutture più piccole e sotto certe dimensioni scompare l'effetto allergizzante (per es Z/d è una di queste)

In linea di massima prima di escludere le allergie alimentari vanno provate tutte e tre le soluzioni. La cosa fondamentale è che perr ogni tipo dobbiamo fare almeno un mese di dieta prima di dire qualcosa e, soprattutto, non devono mangiare nessun altro alimento anche in piccole quantità.

Se non è un problema alimentare rimangono tutte le altre cause di allergia. In questo caso l'unica cosa che si può fare sono i test allergici e la terapia desensibilizzante.

Le consiglio di farlo vedere ad un dermatologo, per definire con certezza la diagnosi di allergia e mettere in pratica correttamente le prove alimentari.

Cordiali saluti

 


 

Latte ad un gatto non più cucciolo

Domanda del 20/07/2015

salve,mi hanno detto che è grave dare il latte in polvere, primolatte gattino ad un cucciolo gia svezzato è pericoloso,io non lo sapevo ,c'era scritto anche come integratore per gatti in crescita,ma ho letto a una veterenaria on line che poi mi ha risposto,e ha detto che puo eseere un danno permanente se va in diarrea.

 

Risposta

Buongiorno

La maggior parte dei cani e dei gatti dopo lo svezzamento perde la capacità di digerire correttamente il lattosio. Per questo motivo non è indicato continuare ad utilizzare latte nella dieta sia che si tratti di latte vaccino sia che si tratti di latte in polvere per cuccioli. In qualche caso infatti l’utilizzo di questi alimenti può portare a diarrea. Tuttavia non ritengo possa determinare danni permanenti, nella maggior parte dei casi sospendendo la somministrazione scompare anche la diarrea.

Cordiali saluti

 

 


 

 

Gatto con crisi epilettiche

Domanda del 14/07/2015

Salve signor veterinario, è la quarta volta che la mia micia ha delle crisi epilettiche, l'ho detto al mio veterinario di fiducia ma mi ha detto che prima di prescriverle un farmaco vuole capire ogni quanto tempo le viene per capire quale farmaco prescriverle, Dopo 4 volte non credo sia un caso, E' orribile perchè comincia a sbattere forte tutte le parti del corpo e questa volta (le altre volte no) ha anche fatto dei miagolii strani tipo disperazione mentre aveva questa crisi..poi le esce la bava ma questo credo sia normale., come posso risolvere??? Ormai viviamo con la paura.. le succede ogni 2-3 mesi... è una gatta ansiosa iper attiva ma ha quasi 2 anni non penso abbia malattie gravi.. l'ultima volta che ha fatto una visita stava bene, mi può dare qualche consiglio?

Grazie

 

Risposta

Buonasera

Il problema che mi descrive probabilmente è legato ad una forma di epilessia primaria , cioè una patologia in cui il problema sono solo le crisi senza che queste si colleghino ad altre patologie cerebrali (problemi circolatori, malattie infettive , neoplasie ecc..) Per la diagnosi definitiva è necessari escludere tutte le altre possibili cause. Per questo si eseguono analisi del sangue (emato-biochimico con elettroliti ed elettroforesi e sierologici per le malattie infettive quali FELV-FIV-Toxoplasmosi ecc..). Se dalle analisi non risulta nulla, per una diagnosi certa definitiva va eseguita una risonanza magnetica con prelievo del liquor. Considerando che, da quello che ho capito, sono diversi mesi che la gatta ha le crisi, che tra una crisi e l’altra e sana e che si tratta di una gatta giovane, l’ipotesi dell’epilessia primaria è la più probabile (ma non è comunque certa senza l’esclusione di tutti gli altri problemi). La terapia di questa patologia si mette in atto solo quando la gatta ha più di una crisi al mese o più crisi consecutive nella stessa giornate. In caso contrario si preferisce non mettere in terapia perché i possibili rischi della cura superano quelli che il gatto corre in corso di crisi.
Il mio consiglio è, se possibile, di approfondire in maniera da definire meglio la diagnosi e intraprendere una terapia solo se le crisi diventano più frequenti (o se dalle analisi troviamo una possibile diversa causa)

Cordiali saluti

 


 

 

Gatta sterilizzata con scarso appetito

Domanda del 03/07/2015

Buonasera, sono molto preoccupata e Vorrei un parere da lei per quanto riguarda le mie due gatte, una è sterilizzata e da quando è stata Operata (circa2mesi fa) ha scarso appetito, non è mai stata una mangiona ma ora rifiuta anche il pollo bollito, unico alimento umido di suo gradimento,mangia qualche pezzo di prosciutto cotto e si e no 25gr di croccantini al giorno,non mi sembra dimagrita ma secondo me è pochissimo, ho notato inoltre che ogni tanto mentre mangia le lacrima l'occhio e si allontana dalla ciotola,é successo anche questo pomeriggio e da quel momento non riesce a mangiare,è come se avesse dolore o più che altro qualcosa in bocca che le da fastidio, ho controllato ma non è arrossata e sembra tutto ok, cosa può essere? i croccantini sono della Royal canin, ma alterno con purina one, ultima e Hills altrimenti si stufa -. - '
Per quanto riguarda l'altra mia gatta (intera) le volevo chiedere se è un problema il fatto che mangi i croccantini per gatte sterilizzate, sembra che li preferisca ai suoi, la ringrazio in anticipo.

 

Risposta

Buongiorno

Difficile dire quale possa essere il problema. A volte con il caldo i gatti mangiano molto poco e quella potrebbe essere una spiegazione. Tuttavia va sempre escluso qualche altro problema. Le consiglio di far visitare la piccola per valutare eventuali problemi. I croccantini per gatti sterilizzati sono sono un po’meno calorici rispetto a quelli per gatti interi quindi non ci sono grossi problemi se li mangia anche la gatto non sterilizzata

Cordilai saluti

 


 

 

Alimentazione per un gatto anziano

Domanda del 08/05/2015

Buongiorno, Le scrivo da Livorno in Toscana.
Volevo un suo consiglio sul cibo da somministrare al mio gatto.
Le spiego, ho un gatto di 19 anni che in qualche mese ha fatto un calo pazzesco.
Non ha più molto equilibrio, urina senza accorgersene,miagola spesso e anche di notte, è insecchito e da tempo ha perso tutti i denti incisivi sia l'arcata superiore sia l' inferiore.
Volevo sapere quale tipo di alimentazione era giusto dargli per farlo essere in forza anche in previsione di questi forti caldi che ci sono qui da noi.
Ha qualche consiglio su marche ottime di cibi umidi? O cibi casalinghi da potergli dare?

Grazie

Cordiali Saluti

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Per un gatto di 19 anni potrebbero essere indicati alimenti cosi detti “senior”. Quasi tutte le principali marche hanno una linea dedicata agli animali anziani. Tuttavia le consiglierei di far controllare il micio per capire se questo generale deperimento sia dovuto all’età o a qualche patologia. Infatti in caso di patologie (per es. vista l’età insufficienza renale o ipertiroidismo) l’alimentazione va modificata di conseguenza.

Cordiali saluti

 


 

 

Adozione di un gattino

Domanda del 31/05/2015

gentile dottore, vorrei porle questo quesito x me molto importante . ho deciso di adottare una gattina picolissima in stallo da una volontaria .la gattina è ceca per rinotracheite con erpes sotto cura .vorrei accoglierla x una compagnia al mio gatto negativo a tutti test quindi sano ,anche lui da piccolo ha sofferto della stessa patologia con erpes. la mia paura è se la gattina fosse positiva alla leucemia ?la piccola avrà circa due mesi . la ringrazio e le auguro una buona giornata

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

La possibilità che la piccola possa essere positiva per una malattia infettiva esiste. Quello che le consiglio è di far eseguire i test. La gatta è piccola e una eventuale positività potrebbe anche essere transitoria e non portare a nessun disturbo. Tuttavia se positiva c’è il rischio che possa trasmettere il problema all’altro gatto e per questo eviterei di prenderla. Inoltre il problema di rinotracheite potrebbe essere anch'esso trasmesso al suo gatto. Le infezioni alle prime vie aree dei gatti possono dipendere non solo da herpes ma anche da calici virus e clamidie e non è detto che si tratti dello stesso problema che il suo micio ha avuto da piccolo. Come consiglio se vuole prendere un altro gatto e non far correre rischi al suo micio ne prenda uno sano e con test negativi

Cordiali saluti

 


 

 

La calivirosi felina

Domanda del 19/05/2015

Buongiorno, le scrivo per chiederle un consiglio:

la settimana scorsa è arrivata a casa ***, una ragdoll di tre mesi che abbiamo preso in un allevamento a Padova. La gattina è stata vaccinata con i due vaccini. L’allevatrice mi ha anche detto che la gattina non è riuscita a bloccare il calicivirus e quindi devo sterilizzarla perché la gravidanza potrebbe stressarla molto e un abbassamento delle difese immunitarie potrebbe permettere il riapparire dell’infezione. Ovviamente a 6 mesi la gattina verrà sterilizzata.

1. quali rischi corre ***?
2. Devo fare dei controlli particolari?

Quando siamo andati a prendere ***, nell’allevamento c’era anche un altro cucciolo, *** e ci siamo ovviamente strainnamorati ma l’allevatrice ci ha detto che a differenza di *** lui ha avuto la stessa infezione ma in maniera molto più aggressiva tanto che era magrissimo e per dei giorni ha avuto anche gli occhi verdi.

Ieri ho sentito l’allevatrice che mi ha detto che ha portato *** dal veterinario e che il gattino adesso sta bene e che è anche pronto per entrare in una nuova famiglia. Domani le faranno il primo vaccino. Il mio veterinario mi ha altamente sconsigliato di prendere *** in quanto mi ha detto che queste infezioni quando prese in modo aggressivo possono creare dei danni permanenti e poi per proteggere anche ***.

Lei cosa mi consiglia???

In attesa di una sua risposta le porgo Cari Saluti

 

Risposta

La calivirosi felina è una malattia sostenuta da un virus (FCV -feline calicivirus) . Si tratta di un virus diffuso in maniera ubiquitaria nella popolazione felina. Non sembra sia in grado di trasmettersi all’uomo o ad altri ospiti. La trasmissione della malattia avviene attraverso le secrezioni oro-nasali. Di solito vviene per contatto diretto, ma il virus può resistere nell’ambiente per un mese in climi caldi e secchi , per tempi più lunghi in ambienti umidi e freddi. Inoltre è stata dimostrata la sopravvivenza nelle pulci per circa 7-8 giorni e la possibilità che queste contagino i cuccioli. I sintomi più comuni sono congiuntivite, rinite, lesioni ulcerative della lingua, delle labbra del naso, stomatite.

Può presentarsi anche con infezioni polmonari e zoppie per disturbi articolari diffusi. Esiste una forma altamente virulenta chiamata “virulent systemic feline calicivirus (VS-FCV) disease” caratterizzata da sintomi respiratori, edemi cutanei (testa e zampe), ulcerazioni e alopecia (muso, occhi, orecchi, polpastrelli), ittero (epatite, pancreatite), petecchie, ecchimosi, epistassi, feci emorragiche (disturbi della coagulazione, tromboembolie). La gravità della sintomatologia è molto variabile e dipende dal ceppo virale, alcuni provocano forme più gravi, altre più lievi, dall’età e dalle condizioni del sistema immunitario del gatto. Alcuni gatti non si ammalano, ma rimangono portatori per tempi lunghi, anche per tutta la vita. Anche i gatti guariti in percentuali variabili possono rimanere portatori della malattia.

Per la prevenzione esiste un vaccino, che però non impedisce l’infezione, ma previene la malattia. I gatti vaccinati possono rimanere portatori dell’infezione. Gatti portatori possono avere delle ricadute in seguito a problemi vari soprattutto a malattie che provocano immunosoppressione. Alcuni gatti possono esitare in stomatiti croniche. La sterilizzazione è indicata , tenendo conto che il virus è stato isolato in feti abortiti (però non esiste la certezza che possa essere causa di aborto) e che le madri possono trasmettere la malattia ai cuccioli. Se la micia sta bene non farei nulla di particolare, ma, come dicevo anche nell’altra risposta, eviterei situazioni stressanti e la convivenza con gatti sani (per il rischio di contagio)

Riguardo l’altro micio rimango dell’idea che sia meglio evitare

Cordiali saluti

 


 

 

Feci gattini neonati

Domanda del 04/05/2015

salve, la mia gatta di 2 anni ha partorito 6 cuccioli il 29 aprile. oggi i piccoli manifestano feci molli simili a diarrea, di cattivo odore, il che mi sembra strano per dei gattini cosi piccoli che si alimentano dalla mamma. premetto che la mia gatta è l'unica sopravvissuta di una cucciolata che dopo un mese di vita si è ammalata con la mamma di una possibile panleucopenia, mostrando come sintomi la diarrea incontrollata. lei è guarita con le cure ed è stata vaccinata.ho letto che dovrebbe essere immune ormai. può aver trasmesso il virus ai figli in gravidanza? oppure di cosa può trattarsi? la ringrazio in anticipo

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Trattandosi di cuccioli di pochi giorni di vita potrebbe essere normale sia la consistenza che l’odore. Tuttavia le consiglio comunque di farli visitare per essere sicuri che non ci siano problemi. Se la mamma è vaccinata dovrebbe aver trasmesso l’immunità , almeno per in primi 45-50 giorni ai cuccioli per cui escluderei come problema la panleucopenia. Potrebbe però trattarsi di altre forme virali o batteriche per questo è consigliabile, nel dubbio, una visita.

Cordiali saluti

 


 

 

Gatta che si lecca continuamente

Domanda del 04/03/2015

Ho una gatta di 12 anni che da due si lecca continuamente al punto da non avere piu' pelo nella pancia, nei gomiti e nella parte interna delle zampe posteriori. Dal veterinario e' stata trattata piu' volte con medrol 4mg, va' un pochino meglio per un periodo ma poi ricomincia, si gratta a tal punto da procurarsi ferite. Abbiamo provato a cambiare cibo con quello per allergici e intolleranti ma nulla da fare. Ci dispiace tanto vederla cosi....

grazie, saluti
***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Dai sintomi che mi riferisce le possibili diagnosi, almeno le più probabili, sono : allergia e leccamento da cause psicologiche. Per quanto riguarda l'aspetto psicologico alcuni gatti possono presentare atteggiamenti di leccamento compulsivo in seguito a molteplici fattori. I più comuni sono collegati alla convivenza con altri mici, ma potenzialmente qualunque cosa possa turbare la loro routine può innescare questo comportamento. Quindi bisogna fare mente locale a cosa possa aver innervosito la gatta. In alcuni casi una visita da un collega comportamentalista potrebbe essere utile. Le allergie possono essere una seconda possibile causa. In questo caso il cortisone (medrol)migliora la situazione ma non risolve perché non elimina la causa ma cura solo i sintomi. Le allergie alimentari sono solo una possibilità (che va comunque valutata) ma non sono l’unica causa. Consiglio comunque di provare più alimenti anche cibo fresco prima di escludere una causa alimentare. Un po’ strano però che un gatto manifesti per la prima volta problemi allergici a 12 anni, di solito iniziano più giovani (2-4 anni). Se l’alimentazione non funziona si possono effettuare i test allergici per valutare le possibili cause. Per concludere da non dimenticare sono el patologie su base ormonale. In particolare io controllerei la funzionalità tiroidea. Alcuni gatti ipertiroidei (patologia molto comune nei gatti anziani) possono presentare simili alterazioni. Se non si riesce a venirne a capo le consiglio una visita con un collega dermatologo per ulteriori accertamenti

Cordiali saluti

 


 

 

Gattino barcollante

Domanda del 14/02/2015

Buonasera,
volevamo alcune informazioni per quanto riguarda un gattino di 19 giorni.
Nato in una cucciolata di 5 fratelli da una mamma di 9 mesi. Il gattino si alimenta direttamente dalla mamma ma deve prendere anche latte da biberon in quanto dopo una visita rispetto hai fratelli pareva più magro, il gattino pesa ora 290 g. Il "problema" e che rispetto a gli altri gattini si trascina sulle coperte ma appena si alza in piedi barcolla e cade. Per questo motivo è stato riportato dalla veterinaria che ha detto che potrebbe trattarsi di atassia. Ci e stato detto anche di dare al gattino il farmaco Bettola per l'assorbimento della vitamina b.
Vi contattiamo in quanto non siamo sicuri di questa diagnosi, vorremmo sapere se a 19 giorni è normale questo comportamento oppure ha effettivamente dei disturbi. Abbiamo anche un video che ritrae il gattino.
ve lo inviamo via email sperando che ci potete aiutare.
Grazie buona serata
cordiali saluti

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Non è un comportamento normale, il cucciolo ha difficolta a mantenere l'equilibrio molto evidenti. Si tratta di una forma di atassia, ma il termine in sostanza indica una incoordinazione dei movimenti con difficoltà o impossibilità di mantenere l'equilibrio. Il problema è che le cause possono essere tante (malformazioni congenite, malattie infettive, carenze alimentari, infiammazioni ecc...) per questo è necessaria una accurata visita con un collega neurologo ed eventuali analisi od esami strumentali per capirne l'origine e poter quindi intraprendere una terapia adeguata

Cordiali saluti

 


 

 

Gatti e viaggi

Domanda del 05/11/2014

Buongiorno ho trovato una cucciola di gattina due mesi fa barbaramente abbandonata. L' ho adottata allattata e svezzata. Purtroppo per questioni lavorative spesso sono per qualche giorno in trasferta pertanto trasferisco Borchietta dai miei genitori che l'accudiscono amorevolemente. La trasferta prevede un'ora di macchina ed ho la premura di trasferire anche tutta la sua ogettistica (lettiera cuccia tiragraffi giochini ciotole e tappetini) per mantenere i suoi odori e ridurre lo stress da ambiente. Il mio quesito è se questi cambi frequenti d'abitazione e il viaggio comporta malessere per la mia gattina. Grazie

Dott.ssa
*** ***

Risposta

Gentile Sig.ra Ylenia

I gatti non amano molto gli spostamenti, ma se la cosa entra un una certa routine di solito si adattano senza particolari problemi.


Cordiali saluti

 


 

 

Calcoli nella vescica del gatto

Domanda del 27/10/2014

Salve, avrei bisogno di un informazione/parere veterinario. Ho il mio gatto maschio di 3 anni con un calcolo di circa 79mm nella vescica. Lo abbiamo scoperto perché da un po' di tempo notavo che andava a fare pipì più spesso, si leccava con maggior frequenza e ultimamente aveva sangue nelle urine. Il veterinario ci ha detto che è da operare,dovrebbe fare una cistostomia per rimuovere il calcolo ed un uretrostomia per prevenire eventuali ostruzioni dell'uretra. Non convinta del secondo intervento, anche perché il gatto non ha problemi a fare pipì, sono andata a cercare su internet di cosa si trattasse e mi sono abbastanza spaventata perché è considerato un intervento molto invasivo e nessuno garantiva l'ottima riuscita di questo. Ora non so davvero cosa fare, voglio solo ed esclusivamente il bene del mio gatto e non voglio che soffra o rischi la vita per una scelta mia sbagliata o considerazione troppo affrettata del veterinario! Al momento è sotto antibiotico ma il veterinario mi ha messo ,diciamo , alle strette dicendo che andrebbe operato in settimana!

Lei cosa mi consiglia???
Far fare solamente la cistostomia? O addirittura non operare proprio???
Ho anche la paura che il veterinario possa prendere decisioni ,per lui più giuste, durante l'intervento dato che mi ha fatto capire che dipende da cosa trovano quando aprono la vescica, e ritrovarmi poi con il gatto completamente operato senza che io abbia avuto la possibilità di dare o meno il consenso!
La ringrazio anticipatamente,
*** ***

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

L’urolitiasi, cioè la presenza di calcoli o cristalli nella vescica, è la seconda causa più comune della cosi detta malattia delle vie urinarie inferiori del gatto (FLUTD). All’incirca è di circa 1/3 di tutti i casi. 

Possiamo osservare delle situazioni in cui sono presenti nella vescica solo dei cristalli e altre in cui troviamo veri e propri calcoli. Nel primo caso i cristalli si presentano come una sorta di sabbia (renella) che si accumulo nella vescica. Nel caso dei calcoli troviamo delle formazioni dure di dimensioni, forma e colori variabili. La maggior parte degli uroliti sono composti di fosfato ammonio magnesiaco (struvite) o di ossalato di calcio (insieme costituiscono il 90% dei calcoli). Più rare le altre composizioni.
I calcoli possono essere composti da struvite o ossalato con un frequenza pressoché uguale, mentre i cristalli sono per lo più composti da struvite.
Importante, non sempre abbiamo calcoli puri di struvite o di ossalato, ma spesso le due componenti convivono.
L’urolitiasi si verifica più frequentemente nei gatti adulti di età media o anziani, sedentari e sovrappeso. Sembra che gli uroliti di ossalato siano più frequenti nei gatti maschi, mentre quelli di struvite lo sono nelle femmine.
Le conseguenze della presenza di uroliti sono essenzialmente un’azione irritante sulla vescica (quindi cistiti, perdita di sangue nelle urine, difficoltà ad urinare, urinazioni frequente ecc...) e la possibilità di provocare un’ostruzione dell’uretra con conseguente blocco dell’urinazione.
Il problema più grave è il secondo, perché, oltre ai prevedibili dolori e fastidi per il gatto, può portare a intossicazione, infezione renale, insufficienza renale acuta e, se non risolto in tempi brevi, a morte. La causa di ostruzione possono essere sia i cristalli(soprattutto), sia i calcoli (meno frequentemente) sia coaguli di sangue e accumuli di detriti cellulari.
Le cause dell’urolitiasi sono tante e complesse: il tipo di alimentazione, la quantità di acqua assunta dal gatto, fattori stressanti ambientali (per es convivenza con più gatti), la frequenza dell’urinazione (più il gatto trattiene le urine e peggio è), il Ph delle urine (ph acido favorisce la formazione di ossalati, Ph basico di struvite), nonché tutta una serie di fattori predisponenti individuali (infatti a parità di situazioni non tutti i gatti sviluppano uroliti).
Da un punto di vista terapeutico i calcoli di struvite possono essere disciolti mediante apposite diete (che tendono ad acidificare le urine, a ridurre l’apporto di magnesio e a diminuire la saturazione dall’urina) e un aumento del volume di urina (mediante un aumento dell’assunzione di liquidi da parte del gatto). I calcoli di ossalato invece si sciolgono con difficoltà e quasi mai si riesce ad eliminarli con la dieta.
In caso di calcoli di grosse dimensioni (come nel nostro caso) è preferibile tuttavia rimuovere chirurgicamente i calcoli e poi mettere in atto una serie di misure preventive (alimentazione, aumento dell’assunzione di acqua, riduzione degli stress ambientali) al fine di impedire la ricomparsa della patologia. L’uretrotomia, cioè l’intervento suggeritole, ha come scopo di prevenire le ostruzioni uretrali nei maschi. Infatti è nei maschi che si corre il rischio di occlusione. Questo è dovuto alle ridotte dimensioni dell’uretra, soprattutto subito a monte della sua apertura sul pene, dove l’uretra stessa subisce un restringimento. Sostanzialmente l’intervento prevede l’apertura dell’uretra in un punto in cui il suo diametro è più ampio, riducendo così i rischi di occlusione. Per ottenere questo il pene viene amputato in profondità. L’intervento quindi è effettivamente demolitivo e fastidioso nel post operatorio, ma se fatto da un bravo chirurgo i risultati sono buoni.
Una cosa importante l’apertura viene fatta a valle degli sfinteri per cui non ne consegue incontinenza urinaria. L’uretrostomia previene abbasta efficacemente le ostruzioni, ma non in tutti i casi, specialmente se l’intervento non è stato eseguito a regola d’arte. Ultima cosa, previene le occlusioni, ma non il riformarsi dei calcoli, per cui va sempre fatta seguire da una opportuna terapia preventiva. Quando farlo? Sicuramente se abbiamo avuto già un episodio di ostruzione oppure se il problema è di abbondanti cristalli che non si riescono a controllare con le terapie. Nel caso di calcolo singolo il rischio di occlusione è basso per grossi calcoli, ma più elevato per calcoli di piccole dimensioni. Come esperienza personale preferisco riservare la chirurgia ai casi più problematici e tentare nei meno preoccupanti l’approccio medico. Tuttavia io non conosco con precisione le caratteristiche del nostro caso e quindi deve essere il collega che lo ha in cura a decidere, in base alla clinica, alle analisi delle urine e del sangue e alla situazione ambientale e comportamentale del gatto, se, nel nostro caso, sia o meno consigliabile l’uretrostomia


Cordiali slauti

 


 

 

Gatto ferito al collo

Domanda del 17/09/2014

ciao a tutti ho bisogno di chiedervi consiglio per un gatto randagio che sta fuori casa mia di cui mi occupo.. purtroppo ha una ferita aperta sul collo... ho provato di tutto: cicatrene, antibiotico(antirobe) e deroxan ma lui continua a grattarsi e a togliere quel pò di crosticina che si riesce a formare...ho provato anche a fasciare la ferita, ma lui grattandosi fa girare la fasciatura intorno al collo peggiorando la situazione...anche il collare elisabettiano non va bene perchè poggerebbe proprio sulla ferita...avete consigli da darmi? poi un'altra domanda sapete dirmi se il vermifugo LEN è efficace? ho dei dubbi perchè ha un prezzo molto più basso del drontal e non vorrei che fosse così perchè il LEN è poco efficace.... grazie ciao

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Le possibili cause di lesioni simili a quella che mi descrive possono essere tante, da parassiti a malattie autoimmunitarie a lesioni da leccamento a lesioni secondarie ad allergie ecc... difficile dire di che si tratta senza una visita e, spesso, senza ulteriori accertamenti. Un caposaldo della terapia comunque è impedire che il gatto si lecchi o gratti anche se in quella posizione è molto difficile specialmente per un gatto che vive libero. Le consiglio una visita per una diagnosi più precisa e una terapia mirata.

Il mebendazolo (il principio attivo del farmaco da lei menzionato) è efficace nei confronti di molteplici parassiti sia vermi tondi (ascaridi, anchilostomi,uncinaria, tricuridi) che vermi piatti (tenie, ma, attenzione, non il Dipylidium).L’efficacia è buona ma il trattamento va ripetuto per 3-5 giorni e il dosaggio per le tenie è doppio rispetto a quello per i vermi tondi. Esiste anche una versione a base di mebendazolo micronizzato che accorcia i giorni di trattamento a 2. Come tutti gli antiparassitari non è attivo sulle forme larvali, per questo il trattamento va ripetuto dopo 18 giorni in caso di anchilostomi e dopo 30-60 giorni per gli ascaridi. La comodità per i gatti è la possibilità di avere il prodotto in gocce, spesso più facili da somministrare. Gli effetti collaterali sono minimi e si può utilizzare anche nei cuccioli mentre va evitato nelle femmine in gravidanza, soprattutto nei primi 15 giorni.

L’altro farmaco è a base di Pyrantel e Praziquantel. Lo spettro di azione è simile al mebendazolo, ma in più è attivo contro il Dipylidium (per intenderci quando parliamo di Dipylidium ci riferiamo a quei piccoli vermi bianchi, simili nell’aspetto agli ossiuri dei bambini, che spesso troviamo nelle feci o intorno all’ano dei nostri animali). Poco tossico, è però indicato solo dopo le 3 settimane di vita. A differenza del mebendazolo richiede un’unica somministrazione sempre però da ripetere dopo 3-4 settimane.

Quindi differenze poche: il mebendazolo in gocce è più pratico da somministrare nei gatti, anche di piccola taglia ed ha un costo inferiore, però va utilizzato per più giorni (cosa non semplice nei randagi) e non è attivo contro il Dipylidium. Il Pyrantel/Praziquantel è meno pratico (compresse) e più costoso, ma ha uno spettro più ampio (comprende il Dypilidium) e si utilizza in un’unica somministrazione.

Scegliere uno o l’altro dipende dal tipo di parassiti (nel caso di Dipylidium non utilizzare il mebendazolo) dalla possibilità o meno di ripetere la somministrazione per più giorni, dal numero di gatti (per i costi) e dalla possibilità di somministrare con più facilità gocce o compresse.

Per chiudere non sempre i farmaci più costosi sono più efficaci e viceversa. In tutti i casi la scelta non deve essere arbitraria ma dipende da tanti fattori da valutare caso per caso

 

Cordiali saluti

 


 

 

Antiparassitari per cani e gatti che vivono insieme

Domanda del 08/09/2014

Salve, Sono *** ed ho una cagnolina, Amy, di quasi 1 anno, un gatto di circa 4 anni e una gattina piccola (non sappiamo l'età perché l'abbiamo raccolta dalla strada).

Volevo avere un parere ed un consiglio sull'argomento ANTIPARASSITARI.

Io uso frontline combo per cani e per gatti (ovviamente distintamente, a tutti 3). Ma so che non protegge da zanzare e pappataci. Il cane non va quasi mai in posti con erba alta ma, si sa, le zanzare sono anche dentro casa.. Mi è stato detto che Advantix e il collare scalibor proteggono , oltre che da pulci, zecche e pidocchi, anche da zanzare e pappataci. Ma mi è stato anche detto che non si possono usare se si hanno gatto in casa. E mi hanno consigliato olio di manuka (dicono essere più forte dell'olio di neem di cui ho sentito oarlare). Io però non mi fido molto a "proteggere" Amy solo con quello. 

Lei saprebbe delle altre indicazioni?

Amy comunque ha fatto la profilassi contro la filaria , tramite vaccino. (Ma a questo proposito mi hanno detto che sono meglio le pastiglie). La Sua opinione? 

La ringrazio anticipatamente e Le porgo cordiali saluti. 

*** ***

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Effettivamente i prodotti a base di permetrine (come quelli da lei indicati) risultano tossici per il gatto. Per questo motivo ne è sconsigliato l’impiego quando il cane vive in stretto contatto con un micio. In questi casi io personalmente consiglio dei preparati a base di olio di neem che risultano piuttosto efficaci nell’effetto repellente per le zanzare. Di solito però consiglio anche di associare un antiparassitario per pulci o zecche per maggiore tranquillità. Non ho esperienza con l’olio di manuka che però so essere efficace. Mi raccomando di trattare anche il gatto e di procedere anche con lui con la profilassi per la filariosi. L’iniezione per la filaria (per inciso non è un vaccino, ma solo un farmaco a lento rilascio) per quanto mi riguarda è efficace e presenta due vantaggi, uno pratico (ci libera dalla necessita di dare con regolarità il farmaco) e uno legato alla durata di azione,r un anno, cosa che ci mette al sicuro da zanzare fuori stagione. Non è indicato per i gatti dove si possono prendere diverse precauzioni. 

Un’ultima considerazione importante, ricordate sempre che non esiste un prodotto efficace al 100 % nel tenere lontane le zanzare così come una profilassi infallibile per la filariosi, quindi , oltre ai vari trattamenti, ricordate sempre di non far dormire il cane e il gatto di notte all’aperto e di utilizzare tutto quello possibile per tenere lontane le zanzare (zanzariere, zampironi, diffusori ecc...)

Cordiali saluti

 


 

Eutanasia per un gatto

Domanda del 14/08/2014

Buonasera,
il mio micio, iary (12 anni), è un mese che sta male.
Tutto è iniziato con un ascesso alla guancia sx. Lo abbiamo portato dal veterinario il quale gli ha siringato la guancia e prescritto degli antibiotici e antidolorifici.
I farmaci non facevano effetto, l'infezione non regrediva e la guancia era sempre gonfia ( il micio aveva dei denti marci). Il veterinario ha cambiato antibiotici,  fino ad arrivare alla penicillina,  ma la situazione era sempre la stessa, senza contare che il gatto non mangiava. Il veterinario è intervenuto di urgenza (i valori nel sangue erano pessimi) e così nonostante fosse restio (per paura che l'infezione si estendesse alle ossa) lo ha operato togliendogli 4 denti di cui uno con un granuloma .
Nonostante tutto siamo tornate, il gatto non mangiava (tranne nei due giorni dopo l'operazione,  si presume per effetto dell'anestesia) e continuava a isolarsi.
Il veterinario gli ha aperto la guancia, prelevato del tessuto e raschiato l'osso e ha mandato il tutto ad analizzare (una settimana fa : i risultati dovrebbero arrivare a giorni). Nel frattempo il gatto non mangia e tende a isolarsi. Noi lo alimentiamo  tramite siringa con degli omogeneizzati. Ieri siamo tornate dal veterinario,  il quale ci ha proposto di fargli una flebo.nel frattempo ha fatto le analisi del sangue: globuli bianchi altissimi e i livelli nel pancreas sono > 2500 (la macchina non li rileva). Il veterinario voleva sopprimerlo, ma mi sono opposta perché nonostante tutto è reattivo,  fa le fusa, dorme con me. Inoltre proprio la scorsa settimana è stato operato per la biopsia e non abbiamo ancora i risultati.
Il veterinario sospetta che il gatto sia pieno di metastasi e che tra poco morirà.
Non c'è davvero nulla da fare?
Il micio non è una larva, perché dovrei sopprimerlo?

 

Risposta

Gentile Sig. ***

Si ricorre correttamente all’eutanasia solo se siamo certi che la malattia sia terminale, non curabile e l’animale soffre in maniera evidente. Per ora mi sembra che nel suo caso non rientriamo in questi parametri per cui io aspetterei (almeno da quello che mi dice e da come mi descrive il micio). All’analisi del sangue le uniche alterazioni che ci sono sono quelle che mi ha descritto? SE il valore superiore a 2500 si riferisce all’amilasi nel gatto è poco indicativa di problemi al pancreas. Per definire se esiste un problema in quell’organo è necessario ricorrere ad una ecografia. D'altro canto un ascesso dovuto a problemi dentali, se non si procede precocemente a drenare l’ascesso ed estrarre i denti può essere causa di problemi anche seri con ripercussione epatiche e renali gravi.   Quindi aspetterei la risposta dell’istologico e se non risultano problemi tumorali approfondirei la questione del pancreas e valuterei la situazione degli organi (rene e fegato) con eventuali terapie. Valuterei anche l’ipotesi da cambiare antibiotico.
 
Cordiali saluti  

 


 

 

Gatto adottato

Domanda del 14/08/2014

Buonasera, la disturbo per avere dei consigli su come comportarmi con il mio micetto "adottato"....
Circa un mese fa',ho iniziato a prendermi cura di un gatto che ha vissuto per un anno in appartamento e poi (causa malattia grave della padroncina) e'stato lasciato libero di vivere da " randagio ".....  Io ho iniziato a dargli del cibo e tra noi si e'instaurato un rapporto meraviglioso....mi aspetta,vuole la mia compagnia......purtroppo non posso portarlo a casa con me perche' ho un bimbo allergico agli acari e vivere con un animale e'sconsigliato....in piu' ,mio marito nn gradisce animali in casa....... Alice (anche se e'maschio l'hanno chiamata cosi'!!! ;(    )   si spaventa ad ogni rumore,e'un po'insicuro..si fida solo di me.... ho trovato un posto fisso dove dargli il cibo e vicino ho anche creato una cuccia per lui,anche in vista dell' Inverno..ma pare non essere interessato al momento!! Essendo maschio, e'gia'stato assalito da un altro gatto credo per il territorio,ma non ha riportato danni per fortuna...!!!....Vorrei qualche consiglio su come gestire questo gatto che vorrei tenere vicino a me ,ma nn posso portare in casa......Dice di sterilizzarlo per evitare lotte con altri gatti  e odori fastidiosi? io vivo in un palazzo e mi aspetto gia'i vicini.....Mi consiglia qualche vacinazione contro qualche malattia particolare? Il padrone di prima,lo ha vacinato,ma non so'per cosa........ ora ho iniziato ad usare delle fialette antipulci,zecche.......una volta al mese.....Riuscira'a a resistere al freddo invernale?
per ora,la ringrazio per la sua disponibilita'....
distinti saluti
*** ***

 

Risposta

Gentile Sig. ***

Intanto le faccio i miei complimenti per essersi presa cura di un micetto sfortunato e vedrà ,saprà ricompensarla ampiamente con il suo affetto e la sua riconoscenza. La vita dei gatti “liberi” presenta sicuramente vantaggi per loro (una vita con più interazioni e meno “noiosa” di quelli che vivono in casa) ma certamente anche tanti pericoli. I principali sono le macchine e le malattie infettive. Per quanto riguarda i rischi sanitari sicuramente può essere utile vaccinarli. I vaccini disponibili sono quelli per le malattie infettive respiratorie, per la gastroenterite virale e per la leucemia virale. Sono disponibili anche in un’unica iniezione e, anche se probabilmente è già stato vaccinato, le consiglio di ricominciare comunque con una prima somministrazione seguita da un richiamo dopo 20-30 giorni e poi richiami successivi con la frequenza che le saprà consigliare il collega del luogo (infatti dipende dalla situazione locale e dai possibili rischi decidere per richiami annuali o meno frequenti). La sterilizzazione è anch’essa consigliabile. Per quattro motivi. Il primo etico, già esistono tantissimi gatti liberi, metterne al mondo degli altri non è il caso. Il secondo legato alla gestione dei “vicini”, evitiamo il più possibile pipì maleodoranti re schiamazzi notturni che potrebbero infastidire qualcuno (con il rischio di “rappresaglie” sul micio). Il terzo riguarda i rischi di investimento o comunque di incidenti. I gatti sterilizzati si muovono in un raggio spaziale più piccolo e non sono più attenti ai pericoli (quando un maschio insegue una femmina in calore tende ad essere meno attento). Ultimo motivo, ma importante, è la prevenzione delle malattie. Sterilizzarlo riduce le “risse” e quindi morsi e graffi (che  possono portare a infezioni), ma ricordiamo che le principali malattie infettive, quali  immunodeficienza felina e peritonite infettive, riconoscono tra le vare cause di contagio i morsi e i rapporti sessuali.   
Infine ricordiamo l’utilità di proteggere il gatto dai parassiti esterni ed interni. Per questo sono disponibili prodotti i più vari, le consiglio di chiedere ad un collega locale quale sono i più utili nel suo contesto.
 
Cordiali saluti

 


 

 

Gatto con problemi epatici/ittero

Domanda del 31/07/2014

Buonasera, ho trovato il suo contatto su internet e spero che lei possa aiutarmi...
circa tre settimane fa ho notato che Mea la mia gatta di 14 anni non era arzilla come il giorno prima ma abbattuta,inappetente e ha iniziato a vomitare del liquido scuro misto a quel po' di cibo che ingeriva... L'ho portata subito dal veterinario il quale ha fatto analisi eco e radiografia e il risultato é il seguente: dall'eco tutto ok il resto degli organi ma fegato brillante e utero di 3 cm (lei non è stata sterilizzata e non ha mai avuto gravidanze,in realtà non è nemmeno mai uscita dall'appartamento perché il precedente vet le aveva diagnosticato erroneamente fiv e felv ora risultati negativi), dalla radiografia non era visibile nessuna metastasi nel caso in cui ci dovesse essere qualche tumore non visibile con l'eco e le analisi totalmente sballate,globuli bianchi alti 25000 (5500-19000), got 87
(15-40) gpt 230 (32-87) fosfatasi alcalina 177 (20-110) colesterolo 189
(70-150) prot totali 9 (6-7,5) bilirubina 3,81 (0-0,3), i restanti valori nella norma... Si pensa al peggio e cominciamo il Bombardamento, samyr, tad, ranitidina e rossovet endovena con 100 ml di ringer lattato la mattina e 100 ml di elettrolitica il pomeriggio... Dopo una settimana non vomita più ma mangia sempre pochissimo, le urine si schiariscono e si rifanno le analisi, questa volta in un altro laboratorio... Got 40 (<90) gpt 78 (<78) fosfatasi alcalina 196 (<78) bilirubina tot 9,3 (<0,4) globuli bianchi 22000 (4500-15500)... Nulla da fare cominciamo con il valium per stimolare l'appetito ma non mangia ancora abbastanza, è passata da 2,7 a 2,4 e iniziamo a darle con la siringa 100 ml al giorno di l/D della hill's mischiato con un po' di recovery della royal, 4 cm di vmp pasta al
giorno,1/4 di urea col ogni 12 ore, 1ml di carpantin ogni 12 ore e 1 ml di laevolac al gg, altri 10 gg di flebo e farmaci sopra citati Mea inizia a fare qualche leccatina al cibo ma mangia sempre con la siringa 100 ml al gg per supportare il quantitativo che deve ingerire io spero che sia un buon segno e oggi ripetiamo le analisi.. Got 23 (<90) gpt 58 (<78) bilirubina
10,1 (<0,4) fosfatasi alcalina 240 (<78) gli altri valori sempre nella norma, continuano con la stessa cura ma stavolta diminuiamo la flebo una volta al giorno con un po' di cortisone sotto cute ma adesso Mea è solo tanto abbattuta,Sara per il cortisone??? non so più che fare o cosa pensare...  Cosa stiamo sbagliando? Il dottore dice che una biopsia sarebbe l'ideale ma in queste condizioni non sopravviverebbe all'anetesia quindi dobbiamo continuare così, oggi Mea pesa 2,200 kg

 

Risposta

Gentile Sig.ra ***

Il quadro indica una marcata infezione (globuli bianchi alti) con interessamento epatico, soprattutto delle vie biliari (bilirubina alta). Da dire che gli enzimi epatici (Got Gpt Fosfatasi) sono aumentati in maniera limitata, mentre la bilirubina è molto alta. Questo tenderebbe a far pensare a problemi più marcati nella funzione secretoria del begato (produzione di
bile) e non ad una massiccia morte di cellule epatiche (nel qual caso i valori degli altri enzimi sarebbero stati molto alti ed inoltre non sono evidenti segni di insufficienza epatica quali diminuzione della glicemia e delle proteine plasmatiche). L'aumento della bilirubina può dipendere da una massiccia distruzione di globuli rossi e quindi non da problemi al fegato, ma in questo caso dovremmo avere anche una forma di anemia. Visto che manca possiamo pensare o a problemi del fegato a a qualcosa che impedisce il passaggio della bile(ostruzione delle vie biliari).  La presenza di occlusioni può essere valutata attraverso l'ecografia, ma mi sembra di capire che non sia stato osservato nulla in proposito. Riguarda a malattie epatiche sono molto frequenti nel gatto delle forme di colangio-epatite cioè infezioni alle vie biliari con interessamento della componente cellulare epatica . Si curano con antibiotici antinfiammatori (per es. cortisonici) supportati da vari farmaci tendenti a migliorare la funzionalità epato-biliare.  Nel nostro caso non mi sembra che la gatta sia stata sottoposta a terapia antibiotica (almeno non leggo antibiotici nell'elenco di terapie da lei riportate). Tuttavia la diagnosi di certezza di patologie epatiche spesso è possibile solo dopo la biopsia. Va considerato anche che più spesso le patologie epatiche sono secondarie ad altri disturbi quali infezioni, malattie ormonali, terapie ecc... Un'ultima osservazione che riguarda l'utero. I 3 cm si riferiscono al diametro dell'utero? In questo caso non so se è stata presa in considerazione l'ipotesi di una infezione uterina. I sintomi sono simili a quelli che mi riporta compreso un risentimento a volte molto marcato della funzionalità epatica.

Spero veramente tanto che la piccola si riprenda

Cordiali saluti