Camminando con il cane: come educare un cucciolo di cane al guinzaglio

06-9471293 349-1863345 - Lun e Ven 9-13 14-19 Sabato 9-13

Camminando con il cane: come educare un cucciolo di cane al guinzaglio

Camminando con il cane: come educare un cucciolo di cane al guinzaglio

 (0)    0

  Articoli sul mondo del cane - Abbigliamento Accessori Giochi Igiene

Camminando con il cane: come educare un cucciolo di cane al guinzaglio



Camminando con il cane: come educare un cucciolo di cane al guinzaglio 

Il cane e il guinzaglio

Perchè è importante educare un cane al guinzaglio? Questo accessorio, che a noi umani sembra così semplice e quasi banale, è in realtà qualcosa di assolutamente innaturale per il cane: il guinzaglio, infatti, costringe il tuo amico a camminarti a fianco impedendogli di spaziare liberamente. Camminando con il cane, emerge subito un importante aspetto comportamentale: l'animale appare entusiasta ed estremamente curioso di tutto ciò che lo circonda. La passeggiata, infatti, rappresenta per ogni cane non tanto il momento in cui espletare le necessità fisiologiche, quanto un'occasione preziosa per giocare, socializzare e fare esperienza.

In questo contesto, il tuo amico vede istintivamente il guinzaglio come una costrizione, in quanto lo limita in uno dei suoi bisogni ancestrali più forti, ovvero l'esplorazione e la conoscenza del mondo. Il corretto comportamento di un cane al guinzaglio, quindi, è uno degli obiettivi primari di ogni percorso educativo: non essendo insito nella natura del cane, infatti, questo atteggiamento deve essere acquisito con l'abitudine.

A questo scopo, è fondamentale che il proprietario fornisca al suo cane gli stimoli più adeguati unendo alla tecnica del "rinforzo positivo" una buona dose di gentilezza e pazienza. Un atteggiamento comprensivo, infatti, è in tal senso estremamente prezioso, in quanto asseconda i naturali ritmi di apprendimento del cane evitando l'insorgenza di ansie che potrebbero pregiudicare il buon esito dell'addestramento.

 

 

Perché il cane tira al guinzaglio?

Perchè il cane "tira" al guinzaglio?

Essendo un diretto discendente del lupo grigio, il cane ne ha conservato alcune peculiarità ataviche, come quella di cercare di liberarsi istintivamente quando sente una pressione sul petto o sul collo. In questa predisposizione va ricercato lo spontaneo atteggiamento del "tirare" al guinzaglio che contraddistingue tutti i cani, indipendentemente dalla taglia, dalla razza e dal contesto in cui si trovano. In più, essendo dotato di quattro zampe, il cane ha un'andatura naturalmente più veloce rispetto all'essere umano: per lui, quindi, il ritmo di camminata imposto dal proprietario risulta spesso una forzatura. A questa differenza di natura "anatomica" si aggiunge la difficoltà, da parte del cane, di camminare in linea retta a causa dei tantissimi odori dal quale si sente naturalmente attratto e che rappresentano un invito ad esplorare.

Nel momento in cui il cane tira dalla parte opposta a quella in cui vogliamo dirigerlo, quindi, ci sta comunicando la sua propensione alla massima libertà di movimento: lo dimostra il fatto che, allentando o allungando il guinzaglio, la maggior parte dei cani smette immediatamente di tirare. Purtroppo, non sempre ciò è possibile da mettere in pratica: in molti casi, infatti, allentare il controllo sul proprio cane può risultare estremamente rischioso, come quando ci si trova a passeggiare in un marciapiede pieno di gente o in un posto frequentato da altri cani. E' quindi indispensabile da parte del proprietario abituare il cane fin da cucciolo a camminare a comando e ad assecondare la pressione del guinzaglio senza tirarlo: questa particolare fase costituisce un nodo cruciale del processo di addestramento poichè, oltre ad evitare situazioni pericolose, rende la passeggiata un momento piacevole e rilassante per entrambi.

 

 

Come educare un cane al guinzaglio: il rinforzo positivo

Come educare un cane al guinzaglio: il rinforzo positivo

Come educare un cucciolo di cane a non tirare al guinzaglio? Come per altri aspetti del processo formativo, la positività è la chiave giusta per ottenere la risposta più corretta; allo stesso tempo, un atteggiamento paziente e comprensivo evita ansie e traumi che, oltre a rafforzare nel tuo cane l'ostilità verso il guinzaglio, possono creare fratture nel vostro rapporto. Per questo è molto importante cercare di infondere nel tuo piccolo amico un senso di calma e di tranquillità fin dai primissimi istanti della vostra passeggiata, ovvero dal momento in cui, ancora fra le pareti di casa, ti accingi a prendere il guinzaglio.

Non appena vede il "suo" umano compiere questo semplice gesto, il cane ha spesso una reazione di ansia e di impazienza: a questo punto è importante cercare di tranquillizzarlo, in modo da evitare che la vostra passeggiata cominci all'insegna del nervosismo e della disattenzione. Solo quando si sarà calmato, infatti, il tuo amico potrà recepire le tue istruzioni e mantenere la giusta posizione. In questi casi è sufficiente dare al cane il comando "seduto" e premiarlo con un bocconcino. Quando sarà completamente calmo, si potrà agganciare il guinzaglio e uscire; se il cane dovesse manifestare nuovamente ansia, si dovrà ripetere nuovamente il comando "seduto" e attendere che si rassereni. In questo modo, il tuo quattrozampe comprenderà che non deve agitarsi, altrimenti non lo porterai a passeggio.

Può essere utile, nei primi giorni, mettere il guinzaglio al cane durante il pasto lasciandolo penzolare al suo fianco: sfruttando un momento piacevole, questo sistema aiuta il tuo amico a creare un'associazione positiva che può agevolare la confidenza con il guinzaglio. Nella fase successiva si può procedere ad un'evoluzione di questa pratica tenendo in mano il guinzaglio per pochi minuti al giorno, dopo ogni pasto, e passeggiando accanto al cane in giro per casa: in questo modo, il tuo amico si allenerà a considerare il guinzaglio un amico e a non entrare in agitazione ogni volta che lo vede.

Una volta fuori, è importante cercare di camminare fianco a fianco: ogni volta che il cane tira, basta fermarsi e dargli il comando "seduto", accarezzandolo e premiandolo con un bocconcino se obbedisce. Il metodo del "rinforzo positivo" deve essere applicato anche durante la camminata, in modo da far capire al cane che sta procedendo correttamente: premiarlo mentre ti cammina al fianco senza tirare il guinzaglio, infatti, rafforza nel tuo amico l'atteggiamento giusto, abituandolo gradatamente e senza traumi.

Affinchè questo comportamento venga acquisito fino a diventare automatico, è essenziale essere sempre coerenti: agire in modo discontinuo, applicando il metodo solo in alcune occasioni e lasciando tirare il guinzaglio in altre, avrà solo l'effetto di confondere il cane inficiando i risultati dell'addestramento. Allo stesso modo è necessario procedere quando il cane è adulto. In età adulta, infatti, il tuo amico può facilmente dimenticare un comportamento acquisito se non vengono reiterate le situazioni che lo richiedono. Le passeggiate, quindi, devono essere frequenti e regolari; come da cucciolo, anche da adulto il cane deve essere premiato quando ti cammina al fianco senza tirare il guinzaglio, e corretto in caso contrario.

 

 

Cane al guinzaglio: gli errori da evitare

Gli errori da evitare

Se il cane tira al guinzaglio o diventa ansioso all'idea della passeggiata, usare le maniere "forti" non potrà che peggiorare la situazione. In passato, molti metodi d'addestramento erano basati sulla convinzione che per ottenere obbedienza dal cane fosse necessario "fargli capire chi comanda": di conseguenza, il comportamento della maggior parte dei proprietari tendeva ad ottenere sottomissione piuttosto che vera e propria adesione da parte del proprio cane.

Purtroppo, alcune pratiche fondate su tale presupposto sopravvivono ancora oggi, anche se nuovi sistemi fondati su una maggiore conoscenza della mente e della psicologia del cane stanno progressivamente soppiantando i metodi tradizionali. Le metodologie di addestramento più all'avanguardia, a tal proposito, riescono ad ottenere risultati più rapidi e duraturi grazie al "rinforzo positivo" e ad altre tecniche di associazione; in più, mirano a sfatare alcuni luoghi comuni sull'educazione del cane. Uno degli errori peggiori, in questo senso, consiste nel controllare il cane che tira al guinzaglio usando un atteggiamento costrittivo.

Guinzagli troppo corti o peggio ancora collari a strangolo con le punte rivolte verso l'interno, oltre a creare disagio o addirittura dolore, ottengono l'effetto contrario in quanto abituano il cane ad associare il guinzaglio ad un evento negativo. Il risultato sarà un cane insicuro, stressato e timoroso.
Per lo stesso motivo, risulta assolutamente controproducente sgridare o percuotere il cane. Ma anche il "rinforzo positivo" ha le sue regole: i bocconcini dovranno essere piccoli e facilmente masticabili in modo da premiare il cane senza distrarlo dall'addestramento. Per mantenere costante l'attenzione del tuo piccolo amico, inoltre, la sessione dovrà svolgersi in un posto tranquillo e poco frequentato.

Un altro errore che molti proprietari commettono è tendere il guinzaglio e strattonare il cane per convincerlo a smettere di tirare dalla parte opposta: questa tensione, infatti, innesca nell'animale una reazione istintiva che lo porta ad insistere nel suo comportamento. Questo fenomeno trova la sua spiegazione scientifica nella terza legge di Newton, in base alla quale "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria". In altre parole, più il cane si sentirà costretto, più sentirà il bisogno di liberarsi, con risultati deleteri per il buon esito dell'addestramento.

 

 Educare un cucciolo di cane al guinzaglio: meglio il collare o la pettorina?

Meglio il collare o la pettorina?

Nella scelta fra collare e pettorina influisce una molteplicità di fattori: i due accessori, infatti, differiscono fra loro per livello di sicurezza, comfort e controllo dell'animale. In quanto predisposta per trattenere il cane fra petto e fianchi, la pettorina è molto più comoda rispetto al collare ed è quindi senz'altro da preferire: la sua speciale struttura è progettata per controllare il cane lasciandogli una certa libertà di movimento ed evitando che si faccia male quando tira o strattona.

In commercio esistono varie tipologie di pettorina: le più diffuse sono quella a X (o scapolare) e quella ad H. La prima, costringendo molto la zona delle spalle, non è particolarmente consigliata se il cane è delicato o particolarmente vivace in quanto, nel lungo periodo, può irritare la cute e causare danni alle articolazioni. Attualmente, quindi, la pettorina ad H (o svedese) resta sicuramente la migliore. Il suo aggancio posizionato sulla schiena, infatti, evita danni al collo, alla trachea e alle zampe anteriori; i lacci sul petto impediscono alla pettorina di stringere o sfregare anche in caso di tiraggio e strattonamento. La presenza degli anelli di congiunzione tra le varie parti distribuisce la potenza del cane in modo equilibrato, consentendo un più efficace controllo da parte del proprietario.

Fra i collari, invece, il più indicato è quello "a cavezza", in quanto permette di esercitare sull'animale un controllo più "gentile" rispetto ad altri modelli. Consigliato per i cani più irrequieti, questo collare è composto da due fettucce, una intorno al collo e una intorno al muso. Il modello ancora oggi più diffuso è il collare fisso, in nylon o cuoio, dotato di una chiusura regolabile: il suo limite consiste, principalmente, nella difficoltà di ottenere una regolazione ottimale. La misura giusta, solitamente, è quella che lascia una distanza di un dito fra il collare e la pelle: spesso, però, l'allacciatura risulta troppo larga o troppo stretta, col rischio che il cane sfili da solo il collare o, al contrario, si faccia male. Decisamente da evitare è il collare a strozzo (o a strangolo): questo oggetto, usato solo in alcuni casi estremi (ad esempio, cani con forti problematiche comportamentali) e da addestratori molto esperti, può diventare un'arma se utilizzato senza le giuste competenze.

 

 

educare un cane al guinzaglio: come scegliere il guinzaglio ideale
Come scegliere il guinzaglio ideale

Quando il cane è ancora in fase di addestramento, il guinzaglio ideale è quello che assicura al proprietario una capacità di controllo ottimale. Per questo andrebbero sempre evitati i guinzagli estensibili, che lasciano all'animale un eccessivo "spazio di manovra". Meglio orientarsi su un guinzaglio classico, in pelle o nylon, scegliendo una lunghezza compresa fra il metro e mezzo e i due metri.

 


Libro educare cane al guinzaglio

Libri utili

Se, nonostante la tecnica del rinforzo positivo e gli altri accorgimenti del caso, il tuo cane continua a tirare il guinzaglio durante le vostre passeggiate, leggere un libro sull'argomento può suggerirti la soluzione più adeguata. Uno degli approfondimenti migliori, in questo senso, è offerto dal testo di Turid Rugaas "Aiuto, il mio cane tira!", edito da Edizioni Haqihana. In questo libro, Rugaas illustra con grande chiarezza di immagini ed esempi il metodo più efficace per educare il cane senza punizioni o sistemi bruschi: la tecnica utilizzata, infatti, si avvale di un metodo gentile incentrato su quella fiducia reciproca che deve essere alla base non soltanto dell'addestramento ma di ogni aspetto del rapporto uomo-cane.

 (0)    0

Il tuo commento è stato inviato con successo. Grazie per il commento!
Lascia un commento
Captcha