Dieta Barf per cani: pro e contro dell'alimentazione casalinga del cane

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Dieta Barf per cani: pro e contro dell'alimentazione casalinga del cane

Dieta Barf per cani: pro e contro dell'alimentazione casalinga del cane

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  Cane Alimentazione

Dieta Barf per cani: pro e contro dell'alimentazione casalinga del cane


Dieta Barf per cani: pro e contro dell'alimentazione casalinga del cane


La dieta Barf e le somiglianze tra cane e lupo

Negli ultimi anni, nell'ambito dell'alimentazione casalinga per cani e gatti, il termine Barf ha iniziato a diffondersi rapidamente. Si tratta dell'acronimo di Bones and Raw Food (ossa e cibi crudi). Esiste anche una seconda definizione, Biologically Appropriate Real Food (cibo naturale biologicamente appropriato), utilizzato per definire una dieta casalinga per cani (una vera e propria filosofia) basata sulla somministrazione di alimenti crudi, che fa suoi diversi principi base della medicina olistica. L'obiettivo è quello di garantire agli animali una crescita sana.

Il cane, discendendo dal lupo, presenta organi e processi digestivi molto vicini a quelli del suo predecessore. Il lupo è un carnivoro che, grazie a migliaia di anni di alimentazione basata sul consumo di carne, è riuscito a sviluppare una struttura caratterizzata dal grande equilibrio tra massa grassa e magra. In seguito all'enorme sviluppo, e al grande successo, dei mangimi industriali, i cani si sono abituati a ricevere un'alimentazione eccessivamente lontana da quella del lupo, poco adatta alle loro caratteristiche.
Grande importanza, nella dieta Barf, è riconosciuta ad elementi quali frattaglie, cartilagini, ossa e verdure. Inoltre, è possibile aggiungere anche uova e latticini.
In particolare, le verdure riescono a riprodurre il contenuto di minerali e fibre che il lupo assume mangiando l'apparato digerente degli erbivori.

 


I pericoli di alcuni alimenti industriali scadenti per cani

I pericoli di alcuni alimenti industriali scadenti per cani

Le crocchette e l'umido proveniente dalla grande industria, rappresentano sicuramente un'alternativa comoda rispetto all'alimentazione naturale, ma non sempre valida.
I mangimi appartenenti alla fascia bassa del mercato, ad esempio, contengono ingredienti di scarsa qualità.
Occorre ricordare, infatti, che una parte rilevante degli alimenti industriali destinati agli animali presenta formulazioni basate su scarti di lavorazione. Inoltre, questi ultimi sono sottoposti a diversi processi al fine di rendere il prodotto più appetibile, ed evitare che possa ossidarsi a contatto con l'aria.

Chi non ha tempo sufficiente per assicurare al proprio amico a quattro zampe cibo naturale di qualità, oppure di proporre una cucina casalinga per cani, piuttosto che seguire una dieta Barf errata può acquistare dei cibi industriali di fascia alta Super Premium. Questi alimenti si caratterizzano, infatti, per il giusto equilibrio tra carne, cereali e verdure. Il fatto di non presentare coloranti, conservanti, sottoprodotti di origine animale e derivati della carne, assicura pasti di ottima qualità. Alcuni dei produttori di cibi Super Premium, per accertarsi della bontà dei loro prodotti, si avvalgono anche della collaborazione di nutrizionisti animali.
 

Non è raro sentire pareri contrari nei confronti di un'alimentazione che preveda carne cruda, frattaglie, ossa e cartilagini. In particolare, non sono pochi coloro che ritengono la carne cruda pericolosa; alcuni si spingono oltre, indicando come un cane abituato a consumarla sia destinato a divenire nel tempo più aggressivo.
In realtà, è sufficiente fare riferimento ad alcuni studi condotti negli ultimi anni per rendersi conto di come la crescita del consumo di alimenti industriali di scarsa qualità abbia portato ad un aumento delle patologie nei cani. Ad esempio, si è assistito ad un maggior numero di tumori e problemi a livello gastrointestinale. Anche le malattie genetiche (come la displasia), normalmente associate a fattori ereditari, vengono influenzate da uno stile di vita (quindi anche dall'alimentazione) poco sano, soprattutto se seguito fin dai primi mesi di vita del piccolo.

Chi ritiene la dieta Barf cani eccessivamente rigorosa, dovrebbe considerare come, in realtà, non si tratti di una vera e propria dieta, ma solamente un ritorno ad un regime alimentare naturale, lo stesso al quale il cane avrebbe accesso se vivesse libero. In pratica, si tratta di eliminare quelle sostanze poco salutari presenti in diversi mangimi industriali scadenti (farine di mais ed antiossidanti in primis). Non trovano posto aromatizzanti, conservanti ed additivi, tipici dei mangimi industriali.
Altro elemento predominante nel cibo industriale è l'elevata percentuale di grano (in alcuni casi la percentuale è superiore al 40%). Oltre alla farina di mais, già indicata in precedenza, vengono impiegate farine di amido e di riso, tutti elementi che non rientrano nel patrimonio genetico dell'animale. Infatti, sia i cani che i gatti non dispongono di amilasi, un enzima che si trova nella saliva la cui funzione è quella di consentire la digestione degli amidi. Questi ultimi, pertanto, finiscono per arrivare nello stomaco senza essere digeriti, costringendo il pancreas ad un lavoro supplementare.

 

 

I principi cardine della dieta Barf per cani: gli alimenti base

I principi cardine della dieta Barf per cani: gli alimenti base

Gli elementi fondamentali della dieta Barf cani sono la carne senza osso, le ossa polpose (ossia coperte da uno strato non indifferente di carne), gli organi, la trippa verde e le verdure. Per quanto riguarda le percentuali, le ossa polpose devono raggiungere, in linea di massima, il 45%, la carne senza osso il 25%, mentre gli organi, la trippa verde e le verdure si attestano sul 10%.

Un cane che non ha mai affrontato la dieta Barf potrebbe iniziare a consumare ossa morbide, partendo da quelle di animali di dimensioni più contenute (quaglia, pollo, anatra, faraona, coniglio), fino all'agnello e al capriolo.
In particolare, se si tratta di un cucciolo o di un cane di piccola taglia, la quaglia è la scelta perfetta. Animali come bovini ed equini, in virtù della loro stazza, presentano ossa eccessivamente dure, che potrebbero essere rischiose per i denti del cane, oltre a rendere la digestione più difficile.
Chi decide di utilizzare le costole (di capriolo e capra), non deve somministrarle singolarmente. È importante che le ossa vengano fornite esclusivamente crude; la cottura, infatti, porterebbe le stesse a perdere elasticità.

Quando si inizia una dieta Barf, è bene partire da un'unica proteina, sopratutto quando il cane presenta problematiche digestive pregresse. In questo caso ricordarsi che il grasso può portare il cane a produrre feci molli; meglio optare per dei tagli magri.

Tra gli organi, i più utili sono cuore e fegato; quest'ultimo non dovrebbe superare il 5% della razione totale. Anche reni, polmoni, stomaci di pollo e milza possono far parte della dieta Barf. La trippa dei supermercati, e quella sul banco dei macellai, è sottoposta non solo a lavaggio e cottura, ma anche a sbiancamento, risultando molto diversa da quella al naturale e, pertanto, risulta inutile al cane. Al contrario, la trippa verde, acquistabile sui siti online specializzati nei prodotti Barf, oppure da chi macella in proprio, è un alimento ottimo soprattutto perché agevola la digestione.

Per quello che concerne le verdure, la scelta è molto ampia. Devono essere evitate solamente cipolla, scalogno, pomodori, porro, peperoni e melanzane. Allo stesso tempo, meglio non abbondare con cavoli, spinaci e biete. Prima di servirla frullarla, in modo da favorire il processo digestivo.
È possibile mischiare più verdure assieme e, una volta tritate, quanto ottenuto può essere conservato senza problemi in freezer.

Seppure non facenti parte della dieta base, le erbe (dal timo alla salvia, fino all'origano e alla maggiorana) possono rendere più ricco il pasto, ma devono essere impiegate con parsimonia. Tra le spezie trova spazio la curcuma.
La frutta, infine, deve rappresentare unicamente un extra e, pertanto, essere somministrata in dosi ridotte. Volendo, il cane non ha difficoltà ad assimilare la frutta secca, dalla quale vanno escluse, ad ogni modo, le noci di macadamia, particolarmente tossiche.
La dieta Barf può prevedere una serie di integratori; anche in questo caso si tratta di elementi di origine naturale. Tra i più comuni si ricordano l'aceto di mele biologico, l'olio di semi di lino o di germe di grano, i semi di lino, un'erba medica come l'alfalfa, il miele e il lievito di birra.

 

 
Cuccioli e cani con patologie: la Barf è possibile? 

Cuccioli e cani con patologie: la Barf è possibile?

Come già anticipato, la dieta Barf per cani può essere presentata anche ai cuccioli. Raggiunte le 8 settimane di vita, infatti, un cane ha a già a disposizione un morso piuttosto potente e, in questo modo, non ha difficoltà a mordere carne cruda e piccole ossa. È possibile iniziare fornendo al cucciolo una serie di alimenti crudi, limitandosi ad un paio di volte a settimana. Questo non significa, comunque, dare poca importanza alla qualità e alla tipologia del cibo offerto. Non sono poche le persone che si limitano a offrire al piccolo amico a quattro zampe quello che ha in dispensa. Ad esempio, una dieta esclusivamente a base di carne di pollo cruda si rivela poco soddisfacente a livello nutritivo. Si rivela un'ottima abitudine, invece, quella di somministrare al cucciolo le uova. Alcuni esemplari trovano gustoso anche il guscio che, tra l'altro, rappresenta un ottimo integratore naturale di minerali (soprattutto calcio).
Le persone che intendono indirizzare il proprio cane verso questa dieta dovrebbero considerare che, in presenza di problematiche a livello renale ed epatico, oppure in caso di alterazione della parete intestinale, sarà opportuno effettuare delle modifiche alle indicazioni di base, magari provvedendo a cucinare alcuni alimenti invece di proporli crudi.

 



Gli svantaggi della dieta Barf
Gli svantaggi della dieta Barf

Nonostante finora siano stati presi in considerazione solamente gli aspetti positivi della dieta Barf, in realtà tale alimentazione presenta anche degli svantaggi. Nella dieta Barf cane pro e contro hanno visto contrapporsi due schieramenti agguerriti. Gli aspetti negativi sono legati soprattutto alla difficoltà di trovare alimenti di elevata qualità. Il rischio più grande, considerata l'importanza della carne cruda nella dieta nella dieta casalinga cane, è quello di contaminazioni batteriche. Da questo punto di vista è bene ricordare come il processo di congelamento delle carni rappresenti già un ottimo modo per eliminare buona parte dei batteri presenti. Inoltre, un esemplare che stia seguendo già da tempo un'alimentazione casalinga cane naturale, basata su cibi naturali sani e freschi, è destinato a rafforzare le proprie difese immunitarie.

Un altro rischio legato alla dieta Barf cani è relativo al consumo di ossa. Il timore è che, trattandosi di ossa crude, spezzandosi potrebbero dar luogo a scaglie potenzialmente in grado di incastrarsi nella gola. Seguendo le indicazioni fornite in precedenza sul tipo di ossa da fornire al cane, tale rischio viene minimizzato. Per ridurlo ancora di più è possibile tritare assieme carne ed ossa.

Un discorso a parte è quello relativo alle proteine; chi critica la Barf cani ritiene quest'ultima eccessivamente ricca di proteine, in quanto si basa quasi esclusivamente sul consumo di carne, escludendo i carboidrati.
Altro elemento di discordia è l'eccesso di calcio, che potrebbe portare a danni a livello di ossa e reni. Una presenza elevata di fegato nella dieta casalinga cane porterebbe, invece, ad un sovra dosaggio di vitamina A.

Per tale motivo, prima di iniziare una dieta Barf, è opportuno consultarsi con un veterinario per ottenere qualche consiglio in merito. Il parere di un esperto potrà chiarire nel migliore dei modi la differenza tra alimentazione casalinga cane sana e sbilanciata. Anche appellarsi ad un nutrizionista potrebbe essere importante, in quanto questa figura può fornire indicazioni importanti per calcolare la quantità di cibo ideale in base all'età, al moto e ad altri elementi variabili da esemplare ad esemplare.

In linea di massima
, un cane sano adulto abituato ad uscire con il padrone almeno un paio di volte al giorno, dovrebbe consumare una quantità di cibo pari al 3% del suo peso ideale. Un cane il cui peso forma è pari a 20 kg potrà mangiare circa 600 grammi di cibo al giorno senza ingrassare. Se si tratta di un animale molto attivo, e con tendenza a dimagrire facilmente, la percentuale potrà salire al 4%, arrivando ad 800 grammi di cibo al giorno.

 

Per avere maggiori informazioni sulla dieta Barf per cani è possibile fare riferimento ai libri "Dieta BARF: guida pratica per l'alimentazione, La Dieta Barf per Cani (scritto da Swanie Simon)" e "Dieta naturale per il tuo cane (ad opera di Enio Marelli e Petra Rus)".


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