Intervenire in caso di dermatite cronica per un cane

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Intervenire in caso di dermatite cronica per un cane

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  Cane Veterinario

Intervenire in caso di dermatite cronica per un cane

Intervenire In Caso Di Dermatite Cronica Per Un Cane

Buongiorno, sono un vostro cliente e vorrei sottoporre al Vostro Veterinario un problema che affligge uno dei miei cani già a 7 mesi di vita.

Si tratta di un LABRADOR puro, che soffre di una sempre più forte dermatite acuta (vedi analisi allegate)
In pratica si gratta in continuazione sotto le ascelle, le cosce, nelle orecchie, nelle gambe, nelle zampe tra un dito e l'altro, ecc...

Ovviamente abbiamo chiesto consulto anche a più Veterinari della zona ed hanno prescritto vari farmaci, ma senza trovare un miglioramento.

Gli viene fatto la seguente terapia: Artuvetrin ogni 20 giorni, Apoquel 1,5 compressa al giorno, oltre i lavaggi giornalieri dell'orecchio..

Viene alimentato con Vostre crocchette Profile Grain Free Adult Sensitive Pesce e Patate.

Per meglio esporre allego alcune foto.

Grazie, ***

 

Risposta

Gentile Sig. ***

La situazione dermatologica del suo cane indica una dermatite cronica di una certa rilevanza visto le ampie zone inspessite e pigmentate sull’addome e sulle ascelle. Anche l’otite mi sembra seria e , molto probabilmente, collegata agli stessi problemi della pelle.

Tra le diagnosi differenziali la più probabile è quella di dermatite atopica. Si tratta di una patologia frequente in molte razze e il labrador è una di quelle che risulta maggiormente colpita. Le cause di questo tipo di patologia sono in parte allergiche, ma un ruolo importante è rivestito da anomalie della barriera lipidica che protegge la cute. Queste anomalie permettono a batteri e a altra sostanze di venire a contatto più facilmente con le cellule cutanee esercitando un’azione infiammatoria.

La dermatite atopica compare in soggetti di età compresa tra i sei mesi e i tre anni , è caratterizzata da prurito che risponde ai cortisonici, e colpisce prevalentemente le parti meno coperte di pelo (ascelle , addome, inguine, zampe , area perineale, orecchie e margini del padiglione auricolare, aree perioculari e ), meno colpite le zone più pelose del torace e addome. La patologia è caratterizzata essenzialmente da prurito, in conseguenza del quale il cane si gratta producendo arrossamento della cute.

Su questa situazione spesso si innestano infezioni secondarie da batteri o lieviti (malassezia). Nelle forme croniche la pelle tende ad inspessirsi e a prendere una pigmentazione bruno nerastra. 

La diagnosi si basa su diversi punti. In prima istanza vanno escluse le ectoparassitosi (acari della rogna, demodex , cheyletiella, pidocchi ) attraverso l’esecuzione di raschiati cutanei multipli e/o ricerca diretta dei parassiti. A volte può essere comunque indicato anche in assenza di riscontri eseguire una terapia per escludere definitivamente il problema.

Se non ci sono parassiti si eseguono tamponi cutanei per colture batteriche e micotiche a cui fa seguito una appropriata e prolungata terapia. Se il problema si risolve possiamo pensare a infezioni primarie batteriche o da lieviti.

Se il problema migliora , ma il prurito persiste si affronta il problema allergie. Le tre allergie più comuni sono quella da pulci , l’allergia alimentare e quella ambientale. Se il cane ha le pulci (anche in quantità limitate) e una volta trattato il problema si risolve la causa è quella e sarà sufficiente tenere l’infestazione sotto controllo per eliminare (o comunque limitare fortemente il problema).

Le allergie alimentari vanno investigate non tanto con i test allergici (che fondamentalmente non sono molto attendibili) ma con delle prove utilizzando idrolisati (mangimi in cui le proteine sono “spezzate” in frammenti così piccoli da non dare reazioni allergiche) oppure diete monoproteiche (cioè composte solo da alimenti che il cane non ha mai mangiato). Se il problema si risolve o si continua con queste diete oppure si testano gli alimenti singolarmente per vedere quali tollera e quali no.

I Test allergici servono infine per definire allergie ambientali o da pollini. L’importanza dei test allergici è legata alla possibilità di far allestire una terapia desensibilizzante appropriata per il singolo cane (immunoterapia allergene-specifica) oppure ci può permettere di ridurre l’esposizione agli allergeni (per es. con la lotta agli acari della polvere se l’allergene è quello).

Vediamo di elencare una serie di punti relativi alla terapia:

1) Eseguire delle prove con alimenti ipoallergici (idrolisati o monoproteici). Queste prove vanno prolungate per un tempo ragionevole (almeno 6-10 settimane per ogni alimento) utilizzando sia prodotti industriali che diete casalinghe. Se non si ottengono risultati con il primo alimento dobbiamo provarne altri (magari provando un idrolisato, una monoproteica industriale e una casalinga. Una cosa fondamentale è l’assoluta esclusività , cioè deve mangiare tassativamente solo quell’alimento e nient'altro.

2)Controllo serrato delle infestazioni da pulci. Bisogna tener conto che è sufficiente una puntura di pulce per indurre una reazione allergica di un paio di settimane.

3) Esecuzione dei test allergici (esclusi quelli alimentari in quanto poco attendibili). La finalità è di confermare l’atopia (tuttavia esistono cani atopici con test normali e viceversa cani normali con test positivi) ridurre , se possibile, l’esposizione del cane agli allergeni a cui è risultato sensibile, e procedere (se possibile) alla immunoterapia allergene–specifica.

Quest’ultima consiste nella somministrazione di quantità gradualmente crescenti di un estratto allergenico in un soggetto allergico per migliorare i sintomi associati alla successiva esposizione verso l’allergene coinvolto. La durata del trattamento varia dai 6 ai 12 mesi. Si tratta di iniezioni da ripetere con frequenza via via decrescente nel tempo. I trattamenti devono essere eseguiti presso una struttura veterinaria per i possibili rischi di reazioni allergiche.

Riguardo l’efficacia tra il 50 e l l’80 % dei soggetti ha dei miglioramenti che in alcuni casi sono molto marcati , ma più spesso sono di entità limitata

4) In caso di allergie agli acari (come nel suo caso) è importante ridurre la carica degli acari nell’ambiente. Si può ricorrere all'impiego di acaricidi, all’utilizzo molto frequente dell’aspirapolvere , all’impiego di materassini impermeabili per la cuccia e frequenti lavaggi degli stessi e a pulizia frequente e accurata dell’ambiente. 

5) Utilizzo di terapie antibatteriche e antimicotiche appropriate e ripetute ogni qualvolta si ripresenti una complicazione di natura infettiva. Tuttavia l’impiego di questi farmaci va fatto con cautela e solo la dove sia realmente necessario per evitare di eseguire trattamenti inutili e aumentano il rischio di antibiotico resistenza.

Quindi l’impiego degli antibiotici e degli antimicotici deve seguire a un tampone positivo , impiegando i principi attivi che si sono rilevati, mediante antibiogramma, i più efficaci 

6) Eliminare lavaggi con shampoo aggressivi e schiumogeni. Sono utili bagni con prodotti molto delicati e specifici.

Nel nel caso di concomitante seborrea si possono utilizzare prodotti antiseborroici, mentre in caso di infezioni , shampoo disinfettanti. La frequenza va definita caso per caso, in linea di massima meno frequentemente possibile. 

7) Impiego di EFA (acidi grassi essenziali) soprattutto omega –6 e acido linoleico . Diete ricche di EFA o una integrazione degli stessi per via orale possono coadiuvare le altre terapie migliorando la sintomatologia e/o rendendo necessaria una terapia antipruriginosa a dosi più basse. Molto utile è anche l’impiego di formulazioni per uso topico contenenti EFA , olii essenziali o miscele di lipidi 

8) Terapia antipruriginosa : questi farmaci agiscono sul sintomo prurito e sull’infiammazione. Sono assolutamente sintomatici, cioè finche vengono somministrati si evidenzia una riduzione/scomparsa del prurito, che però si ripresenta più o meno rapidamente se non si rimuove la causa (allergeni) 

a) Glucocoricoidi (cortisone) . Il cortisone può essere impiegato per uso topico (sulla pelle mediante creme o spray) o per bocca. L’impiego topico può dare buoni risultati, soprattutto se le lesioni sono limitate. L’impiego per uso orale è efficace nel ridurre e eliminare il prurito. Il trattamento va fatto a dosaggi scalari (cioè le dosi vanno progressivamente ridotte nel tempo).

A volte può essere utilizzato a cicli in alcuni casi può invece essere necessaria una terapia continuativa a basse dosi e a intervalli di alcuni giorni tra una e l’altra. Gli effetti collaterali sono molteplici (aumento della seta e della fame, aumento dell’urinazione, maggiore sensibilità alle infezioni, disturbi epatici e renali ecc..) Per questo motivo l’impiego va limitato il più possibile.

Non sono consigliati trattamenti con corticosteroidi iniettabili ne , soprattutto, con formulazioni deposito (cioè iniezioni da ripetere ogni 15-30 giorni) salvo casi particolari in cui non si riesca a somministrare i farmaci per via orale. 

b) Ciclosporina e Tacrolimus . L’impiego della ciclosporina nella terapia dell’atopia si dimostra efficiente, ma presenta alcuni problemi. In particolare l’assorbimento del farmaco è variabile nei cani per cui in certi casi può essere utile monitorare le concentrazioni ematiche del farmaco per definire il giusto dosaggio. Un altro problema è il costo piuttosto elevato soprattutto se paragonato a quello del cortisone. 

Il tacrolimus ha una efficacia molto superiore alla ciclosporina , ma viene utilizzato soprattutto per uso topico 

c) Oclacitinib molecola con efficacia antipruriginosa marcata. Gli effetti collaterali sono in generale meno gravi rispetto ai cortisonici 

Quindi abbiamo diversi farmaci e terapie a cui ricorrere, ma una cosa deve essere ben chiara: molto difficilmente il cane guarisce in via definitiva, nella maggior parte dei casi le terapie dovranno essere cicliche o persistenti. Inoltre non esiste un protocollo applicabile in tutti i casi, ma le terapie vanno definite e modulate cane per cane.

Nel suo caso il problema mi sembrerebbe questo (cioè una dermatite atopica) e sembrerebbe anche mal controllato. Tuttavia esistono anche altre patologie cutanee simili. Le consiglio quindi una approfondita visita dermatologica con un collega specialista nel campo al fine di definire bene la diagnosi e mettere a punto una terapia adeguata.

Cordiali saluti

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