La calivirosi felina

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La calivirosi felina

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  Gatto Veterinario

La calivirosi felina


Buongiorno, le scrivo per chiederle un consiglio:

la settimana scorsa è arrivata a casa ***, una ragdoll di tre mesi che abbiamo preso in un allevamento a Padova. La gattina è stata vaccinata con i due vaccini. L’allevatrice mi ha anche detto che la gattina non è riuscita a bloccare il calicivirus e quindi devo sterilizzarla perché la gravidanza potrebbe stressarla molto e un abbassamento delle difese immunitarie potrebbe permettere il riapparire dell’infezione. Ovviamente a 6 mesi la gattina verrà sterilizzata.

1. quali rischi corre ***?
2. Devo fare dei controlli particolari?

Quando siamo andati a prendere ***, nell’allevamento c’era anche un altro cucciolo, *** e ci siamo ovviamente strainnamorati ma l’allevatrice ci ha detto che a differenza di *** lui ha avuto la stessa infezione ma in maniera molto più aggressiva tanto che era magrissimo e per dei giorni ha avuto anche gli occhi verdi.

Ieri ho sentito l’allevatrice che mi ha detto che ha portato *** dal veterinario e che il gattino adesso sta bene e che è anche pronto per entrare in una nuova famiglia. Domani le faranno il primo vaccino. Il mio veterinario mi ha altamente sconsigliato di prendere *** in quanto mi ha detto che queste infezioni quando prese in modo aggressivo possono creare dei danni permanenti e poi per proteggere anche ***.

Lei cosa mi consiglia???

In attesa di una sua risposta le porgo Cari Saluti

 

Risposta

La calivirosi felina è una malattia sostenuta da un virus (FCV -feline calicivirus) . Si tratta di un virus diffuso in maniera ubiquitaria nella popolazione felina. Non sembra sia in grado di trasmettersi all’uomo o ad altri ospiti. La trasmissione della malattia avviene attraverso le secrezioni oro-nasali. Di solito vviene per contatto diretto, ma il virus può resistere nell’ambiente per un mese in climi caldi e secchi , per tempi più lunghi in ambienti umidi e freddi. Inoltre è stata dimostrata la sopravvivenza nelle pulci per circa 7-8 giorni e la possibilità che queste contagino i cuccioli. I sintomi più comuni sono congiuntivite, rinite, lesioni ulcerative della lingua, delle labbra del naso, stomatite.

Può presentarsi anche con infezioni polmonari e zoppie per disturbi articolari diffusi. Esiste una forma altamente virulenta chiamata “virulent systemic feline calicivirus (VS-FCV) disease” caratterizzata da sintomi respiratori, edemi cutanei (testa e zampe), ulcerazioni e alopecia (muso, occhi, orecchi, polpastrelli), ittero (epatite, pancreatite), petecchie, ecchimosi, epistassi, feci emorragiche (disturbi della coagulazione, tromboembolie). La gravità della sintomatologia è molto variabile e dipende dal ceppo virale, alcuni provocano forme più gravi, altre più lievi, dall’età e dalle condizioni del sistema immunitario del gatto. Alcuni gatti non si ammalano, ma rimangono portatori per tempi lunghi, anche per tutta la vita. Anche i gatti guariti in percentuali variabili possono rimanere portatori della malattia.

Per la prevenzione esiste un vaccino, che però non impedisce l’infezione, ma previene la malattia. I gatti vaccinati possono rimanere portatori dell’infezione. Gatti portatori possono avere delle ricadute in seguito a problemi vari soprattutto a malattie che provocano immunosoppressione. Alcuni gatti possono esitare in stomatiti croniche. La sterilizzazione è indicata , tenendo conto che il virus è stato isolato in feti abortiti (però non esiste la certezza che possa essere causa di aborto) e che le madri possono trasmettere la malattia ai cuccioli. Se la micia sta bene non farei nulla di particolare, ma, come dicevo anche nell’altra risposta, eviterei situazioni stressanti e la convivenza con gatti sani (per il rischio di contagio)

Riguardo l’altro micio rimango dell’idea che sia meglio evitare

Cordiali saluti

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