La sterilizzazione del gatto femmina e maschio

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La sterilizzazione del gatto femmina e maschio

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La sterilizzazione del gatto femmina e maschio

La Sterilizzazione Del Gatto Femmina E Maschio

L'adozione di un gattino comporta tutta una serie di attenzioni che non consistono solo nell'acquisto di alimenti di buona qualità, giochini con cui farlo divertire, trasportini per i viaggi e oggetti di toletta, ma anche controlli sanitari, visite mediche veterinarie, vaccinazioni e interventi di castrazione/sterilizzazione, necessari quando il micio diventa un gatto sessualmente adulto.

Vantaggi e svantaggi dell'intervento di castrazione/sterilizzazione

Vantaggi e svantaggi dell'intervento di castrazione/sterilizzazione

Prima di tutto va fatta una correzione concettuale che si è ormai molto diffusa: la castrazione riguarda il gatto maschio, la sterilizzazione la gatta femmina, per cui parlare di sterilizzazione del gatto maschio è un errore, mentre è corretto parlare di sterilizzazione del gatto femmina.

In entrambi i casi si tratta di un vero e proprio intervento chirurgico con il quale il veterinario asporta le gonadi maschili (testicoli) e femminili (ovaie), poiché sede di produzione degli ormoni sessuali che regolano il comportamento riproduttivo e quello della dominanza territoriale.

Solitamente la sterilizzazione e la castrazione hanno una ragione sanitaria importante alla base, motivo per cui i veterinari la consigliano sempre, a meno che non si intenda far figliare i gatti.

L'assenza dell'accoppiamento e il continuo manifestarsi del calore nelle femmine, con recettività di riflesso nei maschi, comporta un costante bombardamento ormonale che non trova mai sfogo nell'accoppiamento e nella gravidanza. Non si intende sfogo emotivo, perché negli animali l'istinto all'accoppiamento è esclusivamente volto alla procreazione e perpetuazione della specie, si tratta quindi di un istinto naturale del tutto slegato dall'idea umana del sesso.

Il vantaggio principale ottenuto dalla castrazione del gatto maschio, dunque, è l'esclusione di tutta una serie di patologie relative alla sfera sessuale, quali: prostatiti, tumori testicolari, tumori prostatici, etc; analogamente nella femmina, la sterilizzazione comporta l'esclusione di altrettante patologie che riguardano la sfera genitale e sessuale, quali: tumori mammari, ovarici, uterini, ovaie policistiche, gravidanze isteriche, etc.

Lo svantaggio dell'operazione può essere la tendenza ad ingrassare del gatto, comunque controllabile con un'alimentazione adeguata.

Solo qualora si desideri far accoppiare e far nascere dei gattini, sarà opportuno non procedere all'intervento.

Qual è l'età giusta per l'intervento di sterilizzazione/castrazione

Qual è l'età giusta per l'intervento di sterilizzazione/castrazione

Considerando che la maturità sessuale dei gatti maschi è più tardiva rispetto a quello delle gatte femmine, l'età giusta per sterilizzare o castrare il proprio micio non è standardizzabile.

In media un gatto maschio raggiunge il primo picco ormonale intorno ai 10-12 mesi di età, mentre la femmina può presentare il primo calore anche più precocemente, verso gli 8-10 mesi.

Vanno sempre però ipotizzati casi particolari rispettivamente più tardivi o più precoci perché, come nell'uomo e nella donna, si deve considerare una media dalla quale dei soggetti specifici si possono allontanare.

Alcuni veterinari sono soliti castrare/sterilizzare prima del completo sviluppo sessuale, vale a dire intorno ai 6-8 mesi, mentre molti altri preferiscono che i gatti maschi siano giunti ai 12 mesi e le gatte femmine abbiano avuto almeno un ciclo estrale.

La motivazione di questo rimando all'intervento chirurgico riguarda essenzialmente la necessità di far completare ai gatti lo sviluppo fisico, scheletrico, muscolare e ormonale.

Una sterilizzazione/castrazione troppo precoce, infatti, tenderebbe ad arrestare la crescita.

Non mancano però i casi in cui l'intervento viene eseguito tardivamente, vale a dire già dopo i 4-5 anni di vita: in questi casi non vi sono rischi particolari, a meno che il soggetto non abbia patologie in corso, ma è sempre meglio non superare i 7 anni, poiché affrontare un'operazione in giovane età consente riprese più rapide e rischi anestesiologici minori.

Come scegliere il veterinario per la castrazione/sterilizzazione

Come scegliere il veterinario per la castrazione/sterilizzazione

Non esiste una regola precisa da utilizzare quando bisogna scegliere il veterinario per l'intervento di castrazione/sterilizzazione, perché tutti i veterinari laureati, abilitati ed esercenti hanno l'esperienza e le basi teoriche e pratiche per eseguirli.

La differenza sta più che altro nel rapporto di fiducia che si crea con il professionista scelto, per cui sarebbe opportuno iniziare con un veterinario e proseguire con lo stesso per il resto della vita del gatto (sempre ammesso che ci si sia trovati bene). In questo modo il medico veterinario conosce già tutto lo storico clinico del micio e sarà pronto a trattarlo in base al suo carattere, alla sua tendenza a farsi manipolare o meno, così come alla sua indole più o meno aggressiva.

Può valere come rassicurazione la sicurezza che il veterinario prescelto ispira, così come la professionalità e la pulizia dell'ambulatorio. Per ultimo, potrebbe essere utile chiedere al veterinario stesso in cosa consiste l'operazione, cosa dovrete aspettarvi, quali possono essere gli inconvenienti e valutare personalmente il tipo di risposte offerte.

Alimentazione post-castrazione/sterilizzazione

Alimentazione post-castrazione/sterilizzazione

Come detto precedentemente, dopo l'intervento di castrazione/sterilizzazione il gatto può tendere ad ingrassare.

L'ingrassamento, però, non è direttamente conseguente all'operazione ma semplicemente a due comportamenti che, sommandosi, innescano un aumento di peso: da un lato, il micio ha più fame, quindi richiede più cibo, dall'altro, tende a diventare meno attivo, più pigro e dormiglione, consumando quotidianamente meno calorie. Se il proprietario asseconda questi due atteggiamenti, aumentando la quantità di cibo fornita e riducendo le ore dedicate al gioco, il gatto (maschio o femmina che sia) tenderà ad un incremento ponderale.

Evitare quest'evenienza è possibile, non solo non assecondando le nuove abitudini del felino, ma anche somministrando il cibo adatto.

Numerose aziende di elevata qualità, infatti, producono linee specifiche per i gatti castrati e sterilizzati, mantenendo gusto e appetibilità a fronte di una basso apporto calorico.

Molti, inoltre, agiscono anche a livello sistemico migliorando il metabolismo ed evitandone il rallentamento.
In questo modo il gatto castrato/sterilizzato potrà permettersi di dormire più ore al giorno e mangiare un quantitativo supplementare di cibo specifico, non solo senza rischiare di ingrassare, ma addirittura mantenendo un perfetto peso forma.

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