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L’importanza del cibo umido nell’alimentazione del gatto

L’importanza del cibo umido nell’alimentazione del gatto

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  Gatto Alimentazione

L’importanza del cibo umido nell'alimentazione del gatto

L’importanza Del Cibo Umido Nell’alimentazione Del Gatto

L'alimentazione felina del gatto

Conoscere l'apparato gastrointestinale del gatto per alimentarlo in modo corretto

Nel momento in cui si decide di accogliere un felino in famiglia, è fondamentale prendersene cura con doverosi gesti d'amore, dalla disponibilità di uno spazio adeguato, alle delicate relazioni affettive. Nonostante il clichè tradizionale cataloghi il gatto come un animale indipendente e poco impegnativo, nulla deve esulare il padrone dall'accudirlo totalmente, per garantirgli un perfetto equilibrio psicofisico in tutte le fasi della sua vita. Il gatto, infatti, ha numerose esigenze esistenziali: per farlo crescere in forma è necessario ricoprirlo di attenzioni particolari e soprattutto fargli seguire una dieta sana e bilanciata.

Pochi sanno che il gatto è un carnivoro stretto, ovvero si nutre necessariamente di carne. Il suo apparato gastrointestinale è corto, e conformato esclusivamente per la rapida digestione ed assimilazione delle proteine animali, e per l'espulsione veloce dei residui di cibo (anche il glucosio, indispensabile per il buon funzionamento di muscoli e organi, nel gatto viene sintetizzato dalle proteine).

Un altro motivo per cui fisiologicamente il nostro pet necessita di proteine, e non di carboidrati, è legato al suo corredo enzimatico: il gatto non possiede l'enzima amilasi nella saliva, utile per la predistegione del cibo in bocca, mentre è fornito in modo carente di amilasi pancreatica. Un'alimentazione inadeguata, a base di cibi ricchi di amidi, potrebbe affaticare la digestione ed intossicare il pancreas ed il fegato, a danno del sistema immunitario. Ecco perchè è fondamentale scegliere alimenti il più possibile naturali, ricchi di proprietà benefiche che rispettino il suo delicato organismo.

Conoscere i motivi per cui un gatto tende a non bere acqua

La scarsa voglia di bere nel gatto

Conoscere i motivi per cui un gatto tende a non bere acqua

Non di rado capita di osservare il proprio gatto avvicinarsi sempre meno alla ciotola dell'acqua. Pochi sanno che la risposta a questo atteggiamento è nascosta nel DNA del gatto, o meglio nelle sue origini. In natura, gli antenati selvatici del nostro amico felino erano africani. Cacciatori di piccole prede, sono sempre stati forti della propria indipendenza negli ambienti desertici di tutto il continente, prima di avvicinarsi all'uomo ed essere addomesticati ed amati.

La propensione a non bere deriva da qui: dalla capacità di conservare acqua in corpo sufficiente per la sopravvivenza. Tuttavia, la tendenza a sopportare bene la sete, e dunque la scarsa voglia di bere, rappresenta una vera e propria insidia per il gatto. Il consumo insufficiente di acqua, nutriente essenziale della sua alimentazione, rischia di procurargli problemi di disidratazione, patologie renali (calcoli ed infezioni) e disturbi legati alle basse vie urinarie.

In caso di disidratazione, per esempio, è possibile notare nel gatto alcuni sintomi inconfutabili, quali la mancanza di elasticità cutanea, la secchezza della bocca, ed in particolare delle gengive, occhi infossati, respiro affannoso, aumento della frequenza cardiaca, mancanza di appetito, astenia e depressione. Tali circostanze, ovviamente, creano uno stato di allarme, per cui il gatto va subito portato dal veterinario di fiducia. Se trascurato, infatti, il problema di disidratazione conduce lentamente ed in modo sofferto alla morte prematura.

Queste motivazioni, da sole bastano ad incoraggiare i nostri amici a bere di più, con qualche utile espediente, se necessario.

La scelta di cibo umido per una maggiore idratazione

L'importanza dell'idratazione nel gatto

La scelta di cibo umido per una maggiore idratazione

L'acqua costituisce l'80% del corpo del gatto: questo dato, in rapporto a quello umano, la dice lunga sull'importanza della sua assunzione. Un gatto deve bere la giusta quantità di acqua al giorno, ovviamente rispetto al peso. É fondamentale osservare le sue abitudini, ed eventualmente modificarle, per capire se si tratta di un atteggiamento di rifiuto.

Scongiurato il pericolo di disidratazione e patologie renali, capita spesso che l'approccio all'acqua venga ostacolato dal recipiente che contiene il liquido stesso. Per favorire l'idratazione del gatto, infatti, è fondamentale scegliere una ciotola che non sia di plastica (questo materiale trattiene gli odori del cibo, ed il gatto non ama sentirne mentre beve), tenerla sempre pulita e distante da quella del cibo.

Anche le dimensioni contano! Il gatto non ama ciotole piccole, bensì di ampia dimensione e dai bordi bassi. Vengono in soccorso, a proposito di strategie pro-idratazione, anche le fontanelle d'acqua, in varie misure e stili, dotate di zone di raccolta. Mentre giocano, i nostri amici sono invogliati a bere con maggiore interesse e curiosità.

Tuttavia, una delle più vantaggiose opzioni per tenere alto il livello di idratazione nel gatto consiste nell'arricchire la sua dieta bilanciata di cibo umido, privo di additivi e con ingredienti naturali. Il cibo umido di qualità, in sostituzione di quello secco (crocchette), è provvidenziale per il gatto che tende a bere poco. I volumi di acqua contenuti nel cibo umido in scatola, cotto a vapore e pastorizzato, sono decisamente maggiori.

Oltre a questa favorevole peculiarità, il gusto del cibo umido è impareggiabile. Per soddisfare il palato dei mici più esigenti, il cibo umido viene proposto in diverse appetibili consistenze, dalla mousse al patè ai prelibati bocconcini, più o meno arricchiti da sostanze nutritive benefiche (sali minerali e vitamine, arginina e taurina).

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  •  Commenti ( 4 )
Fabio
 Fabio
Buongiorno. Se è solo una porzione di fegato e lui sta bene ci rifletterei un po’ sopra prima di operarlo. Cordiali saluti. Dott. Fabio Maria Aleandri - Medico Veterinario
Marzia
 Marzia
Grazie è stato veramente gentile e chiaro. Per ora è completamente asintomatico anzi sta proprio bene. Il fegato è solo una porzione di un quarto mi hanno detto paura che il rischio che l’intervento sia troppo alto
Fabio
 Fabio
Buongiorno. Il problema del micio , se non ho capito male, è quella che chiamiamo ernia peritoneo-pericardica, cioè uno o più organi addominali erniano all’interno del pericardio e si posizionano tra il pericardio stesso (cioè la membrana che riveste il cuore) e il cuore. Si tratta di una patologia congenita legata a un difetto dello sviluppo embrionale. L’entità del problema è variabile, a volte troviamo erniate solo parti del fegato , altre volte possono essere interessati altri organi addominali (stomaco, intestino , milza) Può decorrere in forma asintomatica cioè non dare nessun fastidio al gatto. Spesso è un reperto casuale quando per altri motivi si fanno radiografie toraciche o ecocardiografie o radiografie addominali. In altri casi possiamo avere invece sintomi legati al malfunzionamento degli organi erniati e/o dei polmoni e cuore : vomito, diarrea , difficoltà respiratorie, intolleranza agli sforzi, tosse, versamento pericardico, cardiopatie, versamento toracico e/o ascite . I problemi cardiaci possono dipendere dall’anomalo rapporto del cuore con i visceri addominali, ma spesso all’ernia si associano anche malformazioni cardiache. Nei casi sintomatici la chirurgia è l’unica soluzione. Nei casi asintomatici o con sintomi lievi la scelta è tra la terapia chirurgica e quella conservativa. Non è possibile a priori consigliare l’una o l’atra , la decisione va presa valutando attentamente tutta la situazione del micio. Purtroppo il fatto che al momento della diagnosi non ci siano sintomi non ci mette al sicuro da possibili complicazioni future. Se i colleghi hanno optato per la chirurgia probabilmente la situazione è più preoccupante di quanto possa sembrare. Cordiali saluti. Dott. Fabio Maria Aleandri - Medico Veterinario
Marzia
 Marzia
Buona sera ho un gatto Exotic Shorthair in apparenza in ottima salute mangia gioca dolcissimo all’inverosimile. Durante una visita cardio in vista di una semplice anestesia per castrazione il veterinario mi informa che è affetto da una ernia addominale in questo caso del fegato nel pericardio consigliandomi di intervenire Visto che Ha solo otto mesi.Sono molto spaventata perché vorrei capire se non è meglio lasciarlo vivere una vita serena in appartamento tranquillo e non sottoporlo ad un intervento ai miei occhi così pericoloso
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