L’utilizzo del cane nella Pet Therapy e come supporto alle terapie per l’autismo

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L’utilizzo del cane nella Pet Therapy e come supporto alle terapie per l’autismo

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L’utilizzo del cane nella Pet Therapy e come supporto alle terapie per l’autismo

L’utilizzo Del Cane Nella Pet Therapy E Come Supporto Alle Terapie Per L’autismo

Il cane da sempre è considerato il migliore amico dell'uomo, oggi grazie alla capacità di interagire con le persone, anche le più fragili, viene sempre più spesso adottato nella pet therapy.

 Cos'è la pet therapy con il cane?

Cos'è la pet therapy con il cane?

Il termine pet vuol dire animale, mentre therapy, come si può ben intuire, vuol dire terapia. Si tratta quindi di una terapia basata sull'uso degli animali domestici, in primo luogo cani, ma anche cavalli, delfini, asini, cioè animali che hanno un elevata propensione ad interagire con le persone. La pet therapy con il cane costituisce un'integrazione alle terapie comunemente utilizzate per le patologie che toccano il sistema nervoso o quando è necessaria una riabilitazione psico-fisica.

Tra le patologie, o meglio disturbo, comunemente trattate con la pet therapy vi è l'autismo, il ritardo mentale, demenze. Grazie al Decreto del Presidente del Consiglio del 28 Febbraio 2003 la pet therapy è entrata di diritto tra le terapie riconosciute e di conseguenza oggi è maggiormente accessibile ed essendo stata riconosciuta la professione, è più difficile cadere nelle mani di sedicenti terapeuti.

È bene precisare che non ogni rapporto con un animale costituisce una terapia, ma solo quando la relazione si svolge in un contesto clinico e con l'aiuto di professionisti esperti nel comportamento umano e nel comportamento animale e il cui ruolo è in un certo senso di mediazione. Questo vuol dire che facendo vivere nello stesso contesto un cane con un bambino autistico non si ottengono benefici perché non è il cane ad essere un terapeuta, ma è la relazione che si costruisce, mediata dal professionista, ad essere terapeutica.

Perché il cane nella pet therapy

Perché il cane nella pet therapy

Il cane da sempre è uno degli animali più vicini all'uomo, è in grado di leggere le espressioni e gli atteggiamenti fisici, riesce a cogliere tristezza, ansia, sofferenza, depressione, preoccupazione. A questi stati il cane risponde con il gioco, le coccole, la vicinanza. Riesce quindi a trascinare la persona in una serie di emozioni positive in grado di motivare il soggetto fino al superamento dello stato di difficoltà.

Il cane per poter entrare in un percorso di pet therapy deve avere anche dei requisiti, in particolare deve essere in salute e quindi viene sottoposto ad esami specifici, inoltre deve avere un'indole capace di essere da stimolo per il paziente. Vengono preferiti i cani di 2-3 anni, cioè che hanno già seguito un percorso di addestramento. Dal punto di vista caratteriale vengono messi da parte solo i cani apatici perché non darebbero il giusto stimolo al paziente, i cani eccessivamente esuberanti e non in condizione di essere vicino ad un malato. Questo non vuole dire che escluse tali caratteristiche si può scegliere indistintamente un cane qualsiasi. Al contrario, in base alle valutazioni eseguite sul singolo paziente, si procede a scegliere il cane più adatto al percorso terapeutico dello stesso andando a compensare i disturbi da superare.

Esistono delle razze maggiormente utilizzate per la pet therapy, ad esempio Terranova, Golden Retriever, Setter Irlandese, Border Collie, che hanno un carattere docile, ma alla stesso tempo possono stimolare il paziente. Contando soprattutto il carattere non è raro che siano usati cani meticci per la pet therapy con cani.

Attività assistite da animali e terapie assistite da animali

Attività assistite da animali e terapie assistite da animali

Comunemente quando si parla di pet therapy con il cane lo si fa in modo generico accomunando ogni caso in cui ad un paziente viene affiancato un animale. In realtà la pet therapy deve essere distinta in due principali campi di applicazione.

Attività assistite da animali (AAA)

Il primo consiste nelle attività assistite da animali (AAA), in questo caso l'obiettivo è rendere più lieve la degenza delle persone assistite in strutture ospedaliere, case di riposo. Molto utilizzata ad esempio per alleviare la sofferenza e motivare le persone anziane in lungodegenza o i bambini. Si tratta di un'applicazione più semplice.

Terapia Assistita dagli Animali (Animal Assisted Therapy- AST)

Il secondo campo di applicazione prende il nome di Terapia Assistita dagli Animali (Animal Assisted Therapy- AST). Le possibilità di uso di questa forma di pet therapy sono molteplici, ad esempio disturbi del comportamento, dello sviluppo e tutti quei disturbi che compromettono il sistema nervoso.

I dati clinici dimostrano che durante la pet therapy il paziente si trova in uno stato di rilassamento che apporta benefici anche al sistema fisiologico, in particolare vi è una diminuzione del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa, un rallentamento delle onde elettrico-cerebrali. Allo stesso tempo vi è un'aumentata produzione di cortisolo ed endorfine, anche conosciuti come gli ormoni del benessere.

In realtà la pet therapy con i cani è stata utilizzata con successo anche nelle comunità per coadiuvare i trattamenti volti a superare problemi di tossicodipendenza. Secondo i professionisti del settore permette di lavorare su emozioni, sentimenti, mali dell'anima e di conseguenza agisce in profondità sulle cause che hanno portato all'assunzione di droghe.

Autismo e Pet therapy con il cane come assistenza alle terapie autistiche

Pet therapy e autismo

Tra i campi di applicazione in cui la pet therapy ha dato ottimi risultati vi è di sicuro l'autismo. L'autismo è un disturbo del comportamento che porta all'isolamento del bambino che vive in una realtà distinta dal contesto, vi è un rifiuto della comunicazione con gli altri e comportamenti ripetitivi. Proprio per questo una delle maggiori difficoltà che incontrano famiglia e scuola è nell'interazione con il paziente. La pet therapy nell'autismo si affianca alle terapie neuro-cognitive e nelle terapie volte a migliorare la capacità di comunicazione del bambino.

L'obiettivo è far in modo che il bambino autistico esca dal suo guscio ed inizi una comunicazione con il mondo e le persone circostanti.

Gli esperti affermano che in caso di autismo, una terapia assistita con animali permette al bambino di superare l'isolamento in cui è chiuso, ciò perché il cane non viene avvertito come una minaccia, sensazione invece provata nei confronti delle persone che nel tentativo di avvicinarsi al bambino lo fanno sentire anche più soffocato. In questo modo il bambino riesce ad interagire meglio con l'ambiente circostante, a dividere gli spazi con un altro essere vivente.

La pet therapy nel trattamento dell'autismo permette anche di avere stimoli sensoriali, infine, il rapporto con il cane viene subito percepito come reale perché alle coccole risponde con affetto sincero ed è spontaneo.

Il bambino autistico che segue la pet therapy mostra un aumento dell'attenzione e dell'interazione non solo con il cane, ma anche con il terapeuta e se al percorso si affianca la famiglia, anche se in un secondo momento, è possibile migliorare anche tale interazione.

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