Piante d’appartamento velenose per i cani

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Piante d’appartamento velenose per i cani

Piante d’appartamento velenose per i cani

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Piante d’appartamento velenose per i cani

Piante D’appartamento Velenose Per I Cani

Il cane e la pianta

Come il gatto, anche il cane ama mordicchiare qualche volta i ciuffi di graminacee più alti presenti nel giardino. In questi casi, le quantità ingerite di vegetale e la frequenza degli episodi sono in genere estremamente ridotte e ben difficilmente conducono l’animale ad una intossicazione. In appartamento, l’incontro con la pianta da parte del cane è ancora più raro;

ma quando l’animale sperimenta stati d’ansia oppure si trova ancora in tenera età (cuccioli), può accadere che provi a strappare e mangiare porzioni di pianta.

Molte delle piante d’appartamento più comuni sono potenzialmente pericolose per i cani. Se si verifica un episodio di ingestione di una pianta velenosa è estremamente importante contattare il veterinario tempestivamente ed informarlo possibilmente anche in merito alla quantità presunta ingerita e alla qualità della pianta.

Manifestazioni di intossicazione e avvelenamento del cane

Manifestazioni di intossicazione e avvelenamento del cane

In funzione del tipo di pianta e della modalità con cui il cane è entrato in contatto con essa, possono verificarsi differenti sintomi, anch’essi estremamente utili al veterinario per comprendere al meglio il quadro clinico e definire l’intervento terapeutico corretto. In termini generali, si possono distinguere due gruppi di sintomi: quelli che compaiono immediatamente dopo il contatto con la pianta ovvero sintomi che si manifestano a distanza anche di 1-2 ore dall’ingestione.

Sintomi immediati

Al primo gruppo appartengono normalmente gli starnuti e la tosse insistenti, l’irritazione delle mucose nasali e degli occhi, il forte prurito ed eventualmente anche il vomito. Tali sintomi possono sorgere anche in seguito al solo contatto fisico con la pianta.

Sintomi ritardati

Quando invece i segni di avvelenamento dell’animale compaiono dopo parecchio tempo dall’ingestione, il quadro clinico è spesso più serio, poiché vi è l’interessamento di organi interni o apparati interi. In questa seconda circostanza, si può assistere ad uno stato di malessere generale, caratterizzato da diversi sintomi, non necessariamente tutti presenti, quali convulsioni, difficoltà respiratoria, battito cardiaco alterato, dolori, vomito, irrequietezza o forte torpore, ecc.

Per aiutare il padrone del cane a distinguere le piante pericolose per il cane da quelle innocue, è riportata di seguito un elenco delle essenze d’appartamento più diffuse che, per le loro proprietà tossiche o velenose, dovrebbero essere tenute in debita considerazione. Per ragioni di ordine espositivo, le stesse sono raggruppate in base alla sintomatologia prevalente che provocano all’animale.

Piante che colpiscono il sistema cardiovascolare

Piante che colpiscono il sistema cardiovascolare

Le piante che hanno proprietà tossiche sul sistema circolatorio sono il:

mughetto, la stella di natale e l’oleandro.

I composti organici che agiscono sull’organismo del cane appartengono alla famiglia dei glucosidi e sono molto conosciuti in ambito farmacologico, poiché hanno diverse applicazioni in campo umano come sostanze cardioattive.

La concentrazione dei composti velenosi all’interno delle piante sopra indicate è molto alta e questo determina una soglia di avvelenamento estremamente bassa. In caso di una ingestione quantitativamente importante, l’animale rischia anche l’avvelenamento acuto grave, che non necessariamente è anticipato con sintomi premonitori e può portare in breve tempo allo stato di coma.

Considerata la pericolosità di queste essenze, l’intervento rapido del veterinario è essenziale. In alternativa, è possibile agire direttamente sull’animale cercando di indurre il vomito con sostanze emetiche o tecniche manuali.

Piante che alterano il sistema nervoso centrale

Piante che alterano il sistema nervoso centrale

Sebbene siano piante che raramente popolano l'assortimento floreale domestico interno,

il tasso e l’ortica

sono comunque molto comuni nei giardini e la pericolosità soprattutto del primo è degna di nota. Il sempreverde dal portamento arbustivo, Taxus bacata, è infatti una pianta molto velenosa e nociva anche per l’uomo. Soltanto l’involucro carnoso di colore rosso (arillo), che avvolge il seme è privo di composti tossici. Se ingerite in quantità rilevante, le foglie o i semi del tasso possono provocare la morte improvvisa del cane mentre, a dosi ridotte, causano tremori e collasso. Come per le piante viste nel precedente paragrafo, anche in questo caso occorre urgentemente avvisare il veterinario e indurre l’emesi.

L’ortica può rappresentare un problema soprattutto per i cani da caccia o quelli abituati a perlustrare gli habitat di questa pianta (terreni umidi, aree ombrose del giardino, ecc.), dove è possibile riscontrarne la presenza anche in notevole quantità. L’accumulo delle punture da ortica nella cavità orale causa sovente forti bruciori alle mucose, salivazione e tremori.

Piante che provocano disturbi gastroenterici

Piante che provocano disturbi gastroenterici

A questa categoria appartiene un nutrito gruppo di essenze floreali molto comuni sia in casa che nel giardino. Queste sono le

azalee, il narciso, l’iris, il giglio rampicante, il vischio, il rododendro, la stella di natale, i bulbi di tulipano, la belladonna, l’amarillide, nonché i bulbi delle ben note liliacee come aglio e cipolla.

Naturalmente, i bulbi diventano pericolosi se il cane ha la possibilità di dissotterrarli dal giardino ovvero, nel caso di cipolla ed aglio, di prelevarli dalla cucina o dall'orto. Oltre ai problemi a livello gastrico, la stella di natale causa forti irritazioni e dermatiti anche con il semplice contatto delle foglie e dei fiori. In quest’ultimo caso, il primo intervento di soccorso è rappresentato dal lavaggio con abbondante acqua, in modo da diluire e rimuovere i composti irritanti.

L’ingestione di parte delle piante sopra elencate causa forti dolori addominali, vomito e diarrea nonché, nei casi più gravi, anche il collasso cardiocircolatorio. Anche in questo caso l’emesi indotta come primo soccorso può contribuire ad aiutare il cane avvelenato, ma resta comunque sempre necessario ricorrere alla consulenza specifica del veterinario, il quale, sulla base dei precisi sintomi e delle indicazioni del padrone, effettuerà la terapia mirata.

Piante che irritano le mucose della bocca, naso e occhi

Piante che irritano le mucose della bocca, naso e occhi

Filodendro, dieffenbachia, anturio e alocasia,

se ingerite, possono provocare forti infiammazioni caratterizzate da gonfiore e arrossamenti. Di per sé queste manifestazioni non sono particolarmente gravi, ma se il gonfiore interessa anche la faringe, può verificarsi un’ostruzione delle vie respiratorie, con conseguente rischio di asfissia.

È possibile sospettare che l’animale abbia avuto contatto con queste piante dal fatto che rimane costantemente a bocca aperta, presenta una profusa salivazione e cerca l’acqua.

I fenomeni di irritazione da contatto possono essere alleviati con abbondanti lavaggi d'acqua. Solo nei casi più gravi può essere necessario contattare il veterinario.

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