Toxoplasmosi, gatto e gestanti un esempio pratico

06-9471293 349-1863345 - Lun e Ven 9-13 14-19 Sabato 9-13

Toxoplasmosi, gatto e gestanti un esempio pratico

Toxoplasmosi, gatto e gestanti un esempio pratico

 (0)    0

  Gatto VeterinarioArticoli sul mondo del gatto - Accessori Giochi Igiene  

Toxoplasmosi, gatto e gestanti un esempio pratico

Toxoplasmosi E Gestanti Un Esempio Pratico

Da una domanda di una nostra utente

La toxoplasmosi è una malattia parassitaria sostenuta da un protozoo Toxoplasma gondii. Il ciclo di questo parassita è strettamente correlato al gatto, che rappresenta l'ospite definitivo.

Questo vuol dire che solo nel gatto il parassita sviluppa nella sua forma adulta e va incontro ad una riproduzione sessuale.

Il micio si infetta ingerendo ospiti intermedi (uccelli, topi ecc..). Il protozoo si sviluppa nell'intestino e inizia a produrre le oocisti. Queste vengono eliminate nelle feci. Inizialmente non sono ancora infettanti, ma sporulano (e diventano contagiose) dopo 2-21 giorni (dipende dalla temperatura). Il gatto infetto però elimina oocisti solo per un periodo limitato, circa 1-2 settimane in tutta la sua vita, infatti , trascorso questo periodo sviluppa una condizione immunitaria tale da mantenere l'infezione latente, senza rischio di contagio. Le oocisti sporulate posso essere ingerite dagli ospiti intermedi (soprattutto
roditori) e si sviluppano in cisti localizzate a livello dei muscoli e del cervello.

Noi ci comportiamo come ospiti intermedi. La diffusione della patologia nell'uomo varia a seconda delle aree geografiche e del livello di igiene generale (può oscillare tra il 50 e l'90% della popolazione) Generalmente nel nostro caso l'infezione è asintomatica o causa di lievi patologie (una sindrome simil-influenzale).

Durante la gravidanza però può determinare aborto o malformazioni fetali.

Il periodo più pericoloso è il primo trimestre dove provoca aborto. Nel secondo trimestre è asintomatico nel 75% dei casi, nel restante 25% può determinare malformazioni di vario grado, nel terzo trimestre è asintomatica nel 95% dei casi. Va detto che il rischio di trasmissione al feto (e quindi di problemi) e inversamente proporzionale alla gravità dei sintomi, cioè il rischio è basso nel primo trimestre (10-15%) e elevato nel terzo (> 60%).

La via attraverso la quale noi possiamo contrarre la malattia possono essere varie, ma la maggior parte delle infezioni avviene per via alimentare.

L'ingestione di carni poco cotte (anche insaccati) o di verdure poco lavate e crude o (da noi meno rilevante) l'assunzione di acqua non pulita è la via più comune di infezione.

Riguardo al gatto le probabilità che un micio di casa, specialmente se alimentato con cibi cotti o industriali, sia infetto è molto bassa.

Tenendo conto di questo e del fatto che il periodo in cui un gatto nella sua vita può eliminare oocisti nelle feci è limitato (1-2 settimane) e facile capire quanto il rischio sia limitato.

Comunque qualche piccola precauzione può abbassare ulteriormente il pericolo. Come abbiamo visto le feci non sono pericolose finche le oocisti non sporulano, per questo basta rimuovere le feci del gatto il prima possibile per evitare il problema. Generalmente consigliamo alle gestanti di evitare di procedere alla pulizia della cassetta. Altro punto importante è evitare di alimentare il gatto con cibi crudi e, se possibile, evitare che esca e vada a caccia.

Riguardo al pelo, diciamo che , potenzialmente, se qualche oocisti finisce sul pelo del gatto e, inavvertitamente, noi lo ingeriamo potremmo contrarre l'infezione. Si tratta di una possibilità molto molto remota . Basta comunque evitare di carezzare il gatto e poi mettersi le mani in bocca (o toccare cibi) senza essersele accuratamente lavate (ma lavarsi le mani prima di metterle in bocca o toccare cibi dovrebbe essere una norma di igiene generale ).

Esame sierologico per la toxoplasmosi

Esame sierologico per la toxoplasmosi

Ricordiamo che in gravidanza si esegue di routine l'esame sierologico per la toxoplasmosi e, se positivo, ci rassicura abbastanza (vuol dire che si è venuti in contatto in passato con il toxoplasma e si ha una buona protezione dallo stesso) Se il risultato e negativo bisogna essere più prudenti. Nel gatto è possibile eseguire un test del sangue. Generalmente si valutano due tipi di anticorpi IgM e IgG. Per dirla semplicemente le IgM sono anticorpi che si sviluppano , in caso di infezione, precocemente (ma possono durare anche un anno) , mentre le IgG sono più tardive.

Possiamo avere tre scenari.

IgM e IgG negative: il gatto non ha mai incontrato il toxoplasma (o lo ha appena ingerito, cioè ancora non c'è stato tempo di sviluppare anticorpi);
IgM e IgG positive: l'infezione è recente (ma può risalire anche ad un anno prima);
IgM negative e IgG positive: in questo caso l'infezione e meno recente, se, ripetendo l'analisi , dopo 20-30 giorni le IgG sono stabili vuol dire che l'infezione è di vecchia data.

 

Ricapitolando brevemente la profilassi per l'infezione passa attraverso questi punti:

1) cuocere a fondo la carne prima di consumarla,assicurandosi che sia ben cotta anche nella la parte interna (no bistecche al sangue per intenderci)
2) mangiare solo verdure ben lavate e cotte
3) lavarsi le mani dopo aver toccato carni crude.
4) nutrire i gatti solo con cibi bolliti o in scatola ed impedire che vadano liberamente a caccia
5) rimuovere le feci del gatto dalla lettiera il più rapidamente possibile, buttando anche la sabbietta e lavando la cassetta ogni giorno con acqua bollente
6) evitare di pulire la cassetta o utilizzare un paio di guanti
6) lavarsi le mani dopo aver accarezzato i gatti
7) evitare contatti con gatti liberi di cui non si conosca il tipo di alimentazione

Quindi qualche precauzione e si può serenamente convivere con il proprio micio anche durante la gravidanza

Ultime due parole, i cani sono ospiti intermedi come noi e, salvo mangiarseli (ovviamente scherzo), non possono trasmetterci l'infezione.

 (0)    0

Il tuo commento è stato inviato con successo. Grazie per il commento!
Lascia un commento
Captcha