Vietato il cioccolato ai cani e ai gatti, uno degli alimenti più pericolosi

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Vietato il cioccolato ai cani e ai gatti, uno degli alimenti più pericolosi

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Vietato il cioccolato ai cani e ai gatti, uno degli alimenti più pericolosi


Vietato il cioccolato ai cani e ai gatti


Perché il cioccolato fa male ai cani e ai gatti: teobromina, cos'è, come agisce e perché è così pericolosa per i nostri amici a quattro zampe

Noi tutti amiamo il cioccolato e non perdiamo occasione per utilizzarlo, che si tratti di squisite torte per compleanni, feste e ricevimenti o, semplicemente, di non meno gustose tavolette dalle varie forme e dimensioni per consolarci nei momenti no. La Pasqua, poi, è la festa del cioccolato per eccellenza, grazie alla tradizione che vuole che ogni anno si regalino ai bambini uova di cioccolato vuote con all'interno la sorpresa.
Purtroppo però, il cioccolato, in tutte le forme, dalle barrette al latte a quelle fondenti, dalle praline alle creme, fino al cacao in polvere, rientra a pieno titolo tra i cibi velenosi per i nostri animali domestici, sia cani che gatti, e deve essere tenuto quanto più possibile lontano da loro.

Il cioccolato contiene, infatti, un alcaloide chiamato teobromina, una sostanza stimolante appartenente alla stessa famiglia della caffeina.
La teobromina, generalmente, ha un effetto stimolante sul sistema nervoso centrale e su quello cardiovascolare, che – negli esseri umani – provoca semplicemente un leggero aumento della pressione sanguigna.
I cani e i gatti, ma anche altri animali come per esempio il cavallo, invece, non metabolizzano la teobromina come noi e, per questa ragione, gli effetti fisiologici sopra elencati – che negli esseri umani possono essere perfino benefici, fino a una certa soglia – rischiano di presentarsi in maniera molto più grave e pericolosa. I casi di avvelenamento da cioccolato negli esseri umani è una circostanza rarissima, infatti, ed è conseguenza dell'ingerimeno di dosi veramente massicce, soprattutto da parte di persone anziane, mentre invece negli animali domestici è purtroppo una circostanza molto frequente e può causare, nei casi più gravi, perfino la morte.

Purtroppo, fino a non molto tempo fa, le informazioni in merito erano piuttosto scarse e non era raro vedere padroni premiare il proprio cane con un bel pezzetto di cioccolato. Ma oggi, si conoscono molto bene gli effetti che la molecola di teobromina ha sulla salute degli animali.
Per questa ragione, tra gli alimenti che dobbiamo imparare a ritenere estremamente dannosi per cani e per gatti, il cioccolato non deve essere mai dimenticato ed è senza dubbio uno dei cibi da non dare mai, né agli uni, né agli altri.

 

 cibi che fanno male ai cani e ai gatti

In che quantità il cioccolato può essere solamente tossico o velenoso? Quali sono le dosi letali di teobromina per cane e gatto?

È sempre bene, da quanto visto, evitare in maniera categorica di far mangiare cioccolato sia ai cani che ai gatti. E bisogna anche cercare di scongiurare che l'assunzione possa avvenire in maniera accidentale.

Ma qual è la quantità di cioccolato davvero pericolosa per i nostri amici a quattro zampe?
Per rispondere a questa domanda possiamo dire che, innanzitutto, dipenderà dalla taglia e dall'età del cane o del gatto.
Più grande è il cane, più teobromina può ingerire senza rischiare di andare incontro ad un effetto letale. Ciò non toglie che potrebbe presentare comunque sintomi, anche gravi, di avvelenamento. C'è anche da tenere presente che i cani più anziani tendono ad avere effetti collaterali più problematici. Stessa cosa dicasi per i gatti.
Ma molto dipende anche dal tipo di cioccolato ingerito. Esistono infatti delle differenze, in termini di quantità di teobromina contenuta, relative al tipo e al formato di cioccolato, con una conseguente diversa intensità delle manifestazione sintomatiche.

Il cacao amaro in polvere, ad esempio, è in assoluto il più pericoloso tra tutti i tipi di cioccolato perché contiene una quantità di teobromina circa sedici volte superiore rispetto al comune cioccolato al latte. Mentre, invece, il cioccolato bianco contiene quantità talmente trascurabili di teobromina da rendere estremamente improbabile che, se ingerito, possa danneggiare seriamente la salute del cane o del gatto.

Possiamo dire che, nel caso del cane, dobbiamo tenere presente i seguenti valori che indicano la quantità di teobromina potenzialmente tossica per un cane:

Cioccolato al latte: 25 grammi circa, per ogni chilo di peso corporeo del cane
Cioccolato fondente: 18 grammi per ogni chilo di peso corporeo del cane
Cioccolato in polvere: 1,8 grammi per ogni chilo di peso corporeo del cane
 

Da questi dati si evince chiaramente che per un cane di circa 7 Kg, una dose di 12 grammi circa di cacao amaro in polvere è potenzialmente letale. Ma già assumendo 1,3 grammi di cacao amaro per chilogrammo compaiono importanti sintomi di tossicità.

Per un cane di piccola taglia, come ad esempio un Chihuahua, dal peso corporeo di circa tre chilogrammi, 50 grammi di cioccolato fondente sono sufficienti a indurre sintomi gravi. Se si tratta invece di cioccolato al latte, la quantità tossica da assumere per avere sintomi gravi è decisamente superiore.
Ciò non vuol dire che il cane possa mangiare il cioccolato al latte, sia chiaro. È bene evitare sempre del tutto di fare assumere cioccolato al cane, anche perché gli zuccheri in esso contenuti affaticano il pancreas e a lungo andare potrebbero favorire la comparsa di malattie croniche come il diabete.
Stesso discorso, in proporzione, vale per i gatti che, essendo più piccoli, hanno ancora più bassa soglia tolleranza alla teobromina in termini di quantità.



veleno per cani - veleno per gatti

Quali sono i sintomi da avvelenamento da teobromina?
Dopo quanto tempo compaiono i primi sintomi?

Gli effetti osservabili nei cani e nei gatti che hanno assunto una certa dose di teobromina attraverso il cioccolato sono vari e, generalmente, comprendono:

• vomito
• diarrea
• aumento della minzione
• contrazioni muscolari
• asma
• iperattività
• disidratazione
• problemi digestivi
• convulsioni
• tachicardia
 

La tachicardia, in particolare, può manifestarsi in maniera talmente grave da essere persino fatale, perché può risolversi in un infarto. In alcuni casi sono stati riscontrati episodi di epilessia, anche molto gravi.
Tutti questi sintomi possono apparire insieme o singolarmente e il loro manifestarsi più o meno violento dipenderà dalla quantità e dal tipo di cioccolato ingerito.
In genere, i primi sintomi si manifestano dopo circa 2-4 ore dal momento dell'ingestione. Per questo è importante intervenire tempestivamente, se possibile, ancora prima che la sostanza velenosa entri in circolo nel sangue.

 

Cosa fare se si sospetta che il cane o il gatto abbiano mangiato cioccolato

Cosa fare se si sospetta che il cane o il gatto abbiano mangiato cioccolato e cosa tenere in casa per fronteggiare qualsiasi situazione di emergenza

Se ci si accorge o si sospetta che uno dei nostri animali domestici abbia ingerito del cioccolato, è opportuno portarlo immediatamente dal veterinario, il quale dovrà essere messo immediatamente al corrente dell'accaduto, per consentirgli di intervenire immediatamente con la terapia più adatta.
In genere, i metodi di intervento sono volti a impedire che la teobromina contamini il sangue e, allo stesso tempo, a controllare i sintomi dell'avvelenamento e includono la lavanda gastrica, la fleboterapia per evitare la disidratazione, la somministrazione di calmanti e antiaritmici per regolare il battito cardiaco, l'induzione al vomito o la somministrazione di antiemetici, a seconda dei casi.

Il veterinario, inoltre, potrebbe ritenere opportuna la somministrazione di farmaci per tenere sotto controllo le convulsioni, nel caso si presentassero.
Se si riesce a intervenire con tempestività, ci sono molte possibilità che il nostro amico a quattro zampe sopravviva senza riportare particolari danni.
Se si è impossibilitati a raggiungere un ambulatorio veterinario, una delle prime cose da fare è cercare di indurre il vomito, per ridurre quanto più possibile la quantità di cioccolato ancora presente nello stomaco.
Il metodo più semplice e meno traumatico per provocare il vomito è far ingerire all'animale un cucchiaino di perossido di idrogeno (da tenere sempre in casa nel kit di primo soccorso!), operazione che va ripetuta per un paio di volte a distanza di 15 minuti.

Dopo questo primo intervento, che deve essere comunque effettuato entro le prime due ore dall'ingestione del cioccolato, si può cercare di far assumere al cane o al gatto una piccola quantità di carbone attivo. La molecola del carbone attivo, infatti, si lega facilmente alla teobromina impedendole di entrare nel sangue.
Il carbone attivo funziona bene, sia nei cani che nei gatti, anche su altri tipi di tossine, come quelle contenute in insetticidi, erbicidi e topicidi. È quindi bene tenerne in casa sempre qualche dose a disposizione.
Un'altra accortezza importante è quella di evitare che l'animale si disidrati, cercando di farlo bere il più possibile.
Una volta che la teobromina è entrata in circolo nel sangue, il tempo di dimezzamento è di circa 17 ore dal momento dell'ingestione del cioccolato. Per questo se dopo 24 ore il cane o il gatto sono ancora vivi, possono essere ritenuti fuori pericolo.

 

cibi velenosi per cani - cosa fa male ai gatti

Sicurezza in casa: la cosa migliore da fare è togliere la cioccolata dalla portata dei nostri amici a quattro zampe

È molto importante, per la sicurezza dei nostri amici a quattro zampe, tenere sempre il cioccolato fuori dalla loro portata. Ciò eviterà ingestioni accidentali pericolosissime, da quanto abbiamo visto finora, soprattutto perché spesso i cani e i gatti vengono lasciati in casa da soli per ore e ciò impedirebbe un pronto intervento salvifico. Soprattutto nel periodo pasquale, quando le nostre case sono piacevolmente invase da grandi quantità di cioccolato, è importante conservare le uova di Pasqua in luoghi chiusi e inaccessibili a cani e gatti.
C'è da dire che i gatti, a differenza dei cani, non avendo i recettori del gusto dolce, sono generalmente meno inclini a mangiare cioccolato e, in generale, tutti i tipi di dolci.
Ciò non toglie che potrebbero per errore ingerirne una quantità che rischierebbe – per la loro piccole dimensioni – di intossicarli gravemente. Inoltre i gatti, più dei cani, riescono a raggiungere saltando anche luoghi molto in alto, come mensole e scaffali. È dunque fondamentale tenere il cioccolato in un luogo chiuso, come stipi e dispense.

I cani, al contrario dei gatti sono molto golosi e amano il sapore dolce quanto il salato. Tendono dunque a non essere selettivi e a mangiare tutto, o quasi, quello che gli viene offerto.
È necessario ribadire che l'ingestione di cioccolato non deve mai essere favorita e che mai, mai e poi mai bisogna dare di propria spontanea volontà del cioccolato a cani e gatti, ne va della loro salute e della loro stessa vita. Se proprio non riusciamo a resistere agli occhioni imploranti dei nostri amici pelosi che chiedono un boccone, dobbiamo essere sempre sicuri che non si tratti di un boccone avvelenato. In commercio esistono moltissime soluzioni golose del tutto innocue o snack appositi e in grado di soddisfare anche i desideri più particolari dei nostri inseparabili amici. Annoverando il cioccolato tra i cibi che i cani e i gatti non possono mangiare, non si tratterà di farli rinunciare a qualcosa di buono da mangiare ma di tutelare la loro salute, il loro benessere e, soprattutto, la loro vita. Ed è proprio questo che loro si aspettano da noi.

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