06-9471293 349-1863345 - Lun e Ven 9-13 / 14-17

Disinfestazione e sicurezza degli animali da compagnia, come comportarsi?

Disinfestazione e sicurezza degli animali da compagnia, come comportarsi?

 (0)    0

  Gatto Veterinario

Salve, martedì sera verso le 17 abbiamo avuto una disinfestazione nel perimetro esterno e anche sugli stipiti del garage. Io ho un gatto che durante la disinfestazione è stato in casa (come consigliato). Io da martedì a oggi venerdì non ho lasciato il gatto andare fuori casa e neanche in garage per paura dell'insetticida. Secondo voi l'effetto è sparito o devo aspettare ancora? Hanno anche utilizzato un lavandino in garage per pulire un secchio. Io subito dopo ho lavato il lavandino con acqua corrente. Secondo voi il lavandino è ancora contaminato o la sostanza si è annullata?? L'insetticida era liquido che andava spruzzato sulle superfici nel mio caso muro, pavimento esterno e stipiti portone del garage. Inoltre volevo chiedere i sintomi di avvelenamento da permetrina e in quanti giorni si manifestano i sintomi?

Grazie
Cordiali saluti



Risposta del Veterinario Dott. Fabio Maria Aleandri

Buonasera
Le piretrine sono composti naturali ottenuti da alcune piante, hanno un effetto insetticida ma sono poco stabili nell’ambiente. Per questo motivo sono state sintetizzate molecole simili ma più stabili, i piretroidi. Nell’insetticida da lei indicato sono presenti due piretroidi, permetrina e tetrametrina.

I piretroidi presentano una marcata tossicità per i gatti. Le vie più comuni di ingestione di questi prodotti nei gatti sono due: per bocca (specialmente attraverso l’acqua accidentalmente inquinata) o per via cutanea. Quest’ultima è la più comune e dipende principalmente dall’impiego di prodotti insetticidi a base di piretroidi per cani (nei cani i piretroidi hanno una bassa tossicità e si utilizzano comunemente come rappellanti per gli insetti, soprattutto zanzare) sui gatti oppure dall’accidentale contatto con insetticidi ambientali spray.

I tempi di insorgenza dei sintomi sono brevi, nel 42% dei soggetti entro un’ora, in generale comunque entro le 3 ore. I sintomi sono vari, i più comuni: depressione, salivazione intensa, tremori muscolari, incoordinazione dei movimenti, convulsioni, midriasi (pupille dilatata), aggressività, vomito, diarrea, difficoltà respiratorie, cianosi (mucose bluastre) perdita di appetito, tachicardia, fibrillazione.

Non esiste una terapia specifica, tuttavia si possono attuare una serie di terapie di sostegno. Innanzitutto bisogna rimuovere più tossico possibile prima che agisca sull’organismo. In caso di assunzione per contatto bisogna lavare la parte abbondantemente con acqua non troppo calda e un detergente il gatto. In caso di ingestione si può indurre il vomito o ricorrere ad una lavanda gastrica e somministrare carbone attivo per bocca. Non somministrare pasti ricchi di grassi o latte perché il grassi favoriscono l'assorbimento dei piretroidi. Il gatto va messo in fluido terapia (flebo di sodio cloruro o ringer lattato).

In caso di disturbi neurologici si possono utilizzare sedativi (diazepam, pentobarbital). Efficace è la somministrazione per via endovenosa di soluzioni lipidiche (hanno un effetto antitossico su diversi tipi di avvelenamento). Bisogna fare attenzione a mantenere normale la temperatura, perché l’ipotermia (temperatura bassa) favorisce l’effetto del tossico.

Generalmente la prognosi è buona, se l’intossicazione non è grave e viene seguita bene il tutto si risolve nel giro di 24-48 h. Tuttavia esistono casi più gravi dove le terapie vanno prolungate anche per 7 o più giorni e non è raro che il gatto possa morire.
Riguardo la permanenza dei piretroidi nell’ambiente, la permetrina può resistere nel terreno per circa 30-38 giorni, nell’acqua circa 2,5 giorni; la tetrametrina degrada più rapidamente.

Venendo al suo caso i rischi legati ai trattamenti ambientali all’aperto sono abbastanza bassi, diciamo che 48 ore di attesa dovrebbero essere sufficienti. L’unico rischio importante è l’assunzione di acqua contaminata (pozzanghere , sottovasi , ecc...) In letteratura la quasi totalità dei casi segnalati dipende dall’utilizzo erroneo di antiparassitari per cani sui gatti. Ho cercato un po’ ma non ho trovato segnalazioni di intossicazioni per altre vie (questo però non vuol dire che non sia in teoria possibile). 

Cordiali saluti


Dott. Fabio Maria Aleandri
Medico Veterinario

 (0)    0

Il tuo commento è stato inviato con successo. Grazie per il commento!
Lascia un commento
Captcha