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La Leishmaniosi del cane e possibile trasmissione all'essere umano

La Leishmaniosi del cane e possibile trasmissione all'essere umano

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  Cane Veterinario

Salve, ho un pastore tedesco di 5 anni e da 6 mesi circa ho scoperto tramite analisi fatte dal mio veterinario che è affetto da lehismaniosi.

Sta facendo controlli periodici e cura di mantenimento tramite pillola zyloric.

Nel frattempo abbiamo cambiato casa ( abitavamo in una villetta con giardino ) andando a vivere in un appartamento in città .

Mia moglie, avendo una bimba di 15 mesi , per via della lehismaniosi del cane, non vuole tenerlo in casa per paura di contagiare.

Quindi momentaneamente ho portato il cane in una campagna di mio zio ma sto facendo di tutto per convincerla che non è così.

Nonostante le rassicurazioni del mio veterinario lei non si fa convincere.

Posso avere un suo punto di vista?

Cordiali saluti

Simone

Risposta del Dott. Fabio Maria Aleandri - Medico Veterinario

Buongiorno

Come saprà la Leishmaniosi è una zoonosi, cioè può colpire sia gli animali ,soprattutto i cani, che le persone. Nel mondo la patologia, sostenuta da diversi specie di protozoi è molto diffusa e ha aspetti epidemiologici gravi.

In Italia abbiamo un unica specie coinvolta la Leishmania infantum Il serbatoio dell'infezione sono i cani e la trasmissione avviene unicamente attraverso la puntura dei pappataci una specie di piccole zanzare (anche se il termine zanzara non è corretto) appartenenti al genere Phelobotomus.

La malattia in Italia è molto diffusa, ormai quasi tutto il territorio nazionale è considerato endemico. Sono colpiti prevalentemente i cani , mentre le forme clinicamente rilevanti nell'uomo sono molto meno frequenti, viaggiamo intorno ai 200 casi all'anno; sono colpiti  soprattutto in soggetti "deboli" (per es. immunodepressi per qualunque motivo o portatori di altre grami malattie) .

Il rischio di trasmissione tra un cane infetto e una persona quindi esiste ma richiede la presenza dell'ospite intermedio (pappataci), non è possibile la trasmissione diretta cane-uomo.

Per questo motivo durante il periodo invernale non abbiamo problemi; Il periodo rischioso va,  a seconda delle aree geografiche,da aprile/giugno a ottobre/novembre.

Nei mesi in cui è possibile la trasmissione è necessario , per tutti i cani, ma soprattutto per quelli positivi, prendere una serie di precauzioni la prima delle quali è l'impiego continuativo di prodotti repellenti per le zanzare. I più efficaci sono quelli a base di permetrine.

Seconda precauzione è non far dormire i cani all'aperto di notte ed evitare, soprattutto al crepuscolo, le zone dove più facilmente stazionano i pappataci , in particolare luoghi umidi e ombrosi, occupati da detriti organici quali fogliame del sottobosco, tane di piccoli mammiferi, letame, cumuli di pietre e fessure di murature a secco).

Come ultima precauzione oggi sono disponibili dei vaccini per i cani, la cui efficacia purtroppo non è paragonabile ad altri vaccini, ma che ci aiutano a tenere la situazione il più sotto controllo possibile.

Il fatto di convivere con un cane infetto aumenta il rischio di contrarre la patologia (che , come abbiamo detto è comunque molto basso) ma allontanarlo non evita il problema, infatti se il cane si è infettato è perché vive in un ambiente in cui sono presenti flebotomi infetti e questi potrebbero comunque trasmettere la patologia ad esseri umani  anche in assenza del cane.

Quindi per venire alla sua domanda il rischio è basso ma non zero. Quello che io consiglio, nel caso in cui si decida di convivere con il cane malato è prestare particolare attenzione a tutte le precauzioni di cui abbiamo parlato prima

Cordiali saluti

Dott. Fabio Maria Aleandri - Medico Veterinario

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