Acari nelle orecchie del gatto: come eliminarli e come pulire le orecchie al gatto

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Acari nelle orecchie del gatto: come eliminarli e come pulire le orecchie al gatto

Acari nelle orecchie del gatto: come eliminarli e come pulire le orecchie al gatto

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L'otoacariasi del gatto, comunemente conosciuta come "acari nelle orecchie del gatto", è una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di parassiti nel condotto uditivo.

Colpisce prevalentemente i gatti che vivono in strada, in quanto la sua diffusione è legata a condizioni di sporcizia e di promiscuità; per la sua estrema contagiosità, comunque, non è raro riscontrarla anche nei gatti domestici. Uno dei tratti distintivi di questa malattia, a tal proposito, è il suo elevato grado di trasmissibilità, che si manifesta anche attraverso contatti occasionali e indiretti.

Questi acari, infatti, non dimorano solo sui loro ospiti, ma possono anche transitare su luoghi e oggetti: per questo, in caso di animale infetto, è necessario procedere ad una sistematica ed accurata disinfezione di cucce e coperte. Una volta insediatisi nell'orecchio del gatto, i parassiti vi si nutrono di pelle e detriti causando prurito e infiammazione: se trascurata, quindi, questa malattia può degenerare in otiti ed altre situazioni di grave entità, danneggiando il timpano e compromettendo in modo permanente la funzionalità uditiva. Occorre dunque adottare scrupolose e regolari misure di igiene e controllare periodicamente le orecchie del gatto, rivolgendosi tempestivamente al veterinario in caso di segnali riconoscibili.

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La patologia

Responsabile dell'otoacariasi del gatto è l'Otodectes Cynotis, un insetto parassita invisibile ad occhio nudo e dalla morfologia molto simile a quella dei ragni. Per questo microscopico insetto, l'orecchio del gatto rappresenta l'habitat ideale: all'interno del condotto uditivo, ricco di cellule morte e altri detriti organici, questa specie trova un ambiente caldo e il nutrimento di cui necessita per sostentare le sue numerose colonie.

Acaro appartenente alla famiglia Psoroptidae, l'Otodectes Cynotis non interessa solo il gatto, ma infesta anche altri carnivori domestici, come il cane e il furetto. Il corpo, di colore bianco e di forma ovoidale, è caratterizzato da lunghe zampe, con le quali si muove all'interno dei canali uditivi cibandosi dei residui di pelle e delle secrezioni dell'ospite. Il suo ciclo vitale si svolge interamente da parassita e può durare fino a otto settimane; una volta insediatosi, l'acaro prolifera a ritmo vertiginoso grazie alla sua capacità di riprodursi velocemente formando colonie sempre più numerose. Le popolazioni di queste colonie si spostano agevolmente da un canale uditivo all'altro per cui, solitamente, l'infezione interessa entrambe le orecchie; per lo stesso motivo, il contagio può avvenire con estrema facilità.

I parassiti delle orecchie del gatto, infatti, si trasmettono dagli animali che ne sono già affetti, passando direttamente da un'ospite all'altro o in modo indiretto attraverso l'ambiente e gli oggetti (tappeti, materassi, cucce, poltrone, coperte, cuscini, ecc.). Talvolta, questo stesso parassita può insediarsi al di fuori del condotto uditivo e interessare la zona del dorso o la cute periauricolare: in questi casi, le sue manifestazioni possono essere facilmente confuse con i sintomi di una comune dermatite o di una allergia alle pulci.

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I sintomi degli acari nelle orecchie del gatto

Gli acari nelle orecchie del gatto provocano una sintomatologia molto specifica, che è sempre opportuno non trascurare: quando non viene trattata adeguatamente, infatti, l'otoacariasi può causare al gatto molta sofferenza e degenerare in complicanze di difficile soluzione.

Una delle manifestazioni più tipiche è sicuramente il prurito: il gatto si gratta in continuazione (spesso sempre lo stesso orecchio) e tende a tenere la testa piegata da un lato. Lo stimolo a grattarsi, infatti, è continuo e insopportabile, a motivo della forte infiammazione causata dai morsi degli acari. Altro sintomo inequivocabile di un'otoacariasi è il cerume, che l'orecchio produce in quantità eccessiva come reazione all'infiammazione.

In caso di otoacariasi, il cerume delle orecchie del gatto ha un colore nerastro ed un aspetto molto simile a quello dei fondi di caffè o della cenere; in più, spesso emana un odore particolarmente sgradevole. Rispetto al normale cerume, infatti, questo essudato è composto in buona parte da coaguli di sangue e batteri. I tessuti del padiglione auricolare appaiono arrossati, con possibile presenza di otoematomi (tumefazioni del padiglione auricolare causate da una raccolta di sangue all’interno della lamina cartilaginea); all'esterno possono essere presenti lesioni da grattamento. Il primo e più importante elemento da osservare quando si sospetta un'infestazione da parassiti, quindi, è l'aspetto della cute all'interno dell'orecchio: in condizioni normali, il padiglione è pulito e di color rosa, senza croste, eritemi o lesioni gravi nelle zone esterne circostanti; l'orecchio sano, inoltre, si distingue per una totale assenza di odore. In caso contrario, esiste un'elevata probabilità che il tuo micio abbia contratto un'otoacariasi, soprattutto se all'aspetto malandato delle orecchie si accompagnano il prurito intenso e la postura anomala.

Date le loro microscopiche dimensioni - che non superano mai i 0,5 millimetri - gli acari delle orecchie del gatto possono essere osservati solo da un veterinario, che è in grado di accertarne la presenza con l'ausilio della strumentazione più adatta (otoscopio e microscopio). Ad occhio nudo, infatti, l'infestazione è rilevabile solo attraverso i sintomi: se dovessi notarli nel tuo gatto, quindi, non esitare a portarlo in ambulatorio, dove potranno essere effettuati tutti gli esami del caso.

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Le complicanze degli acari nelle orecchie del gatto

In mancanza di un adeguato trattamento terapeutico, l'infestazione da acari nelle orecchie del gatto può degenerare in complicanze di più grave entità, aprendo la strada a patologie croniche e danni irreversibili. Le lacerazioni prodotte dai parassiti, unite alle lesioni da grattamento che il gatto si autoinfligge, favoriscono la proliferazione dei batteri e l'insorgenza delle otiti.

Lungi dall'essere un'affezione trascurabile, l'otite del gatto può avere conseguenze molto serie: causando un ispessimento delle pareti interne che può diventare permanente, infatti, l'otite del gatto riduce progressivamente il canale auricolare compromettendo così la capacità di sentire. Lo scuotimento delle orecchie e il grattamento continuo possono condurre alla rottura del timpano, con gravi ripercussioni sull'udito e sull'equilibrio del gatto. Nella zona intorno all'orecchio, i graffi da grattamento possono infettarsi e causare infiammazioni cutanee accompagnate da sangue e pus. Nei soggetti predisposti possono inoltre verificarsi crisi epilettiche dovute al forte prurito.

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La cura per eliminare gli acari dalle orecchie del gatto

La terapia per debellare gli acari nelle orecchie del gatto è molto complessa e può essere prescritta solo dal veterinario: no, quindi, alle cure fai da te, del tutto inefficaci e potenzialmente dannose. Nel tentativo di trattare gli acari nelle orecchie del gatto con rimedi naturali, infatti, si corre il rischio di lasciar progredire l'infezione fino alle sue estreme conseguenze.

Solo un medico è in grado di stabilire il trattamento più appropriato in base al caso specifico e alle sue possibili complicanze. Di solito, ad una adeguata terapia antibiotica (sia per uso interno che per uso topico) vengono associati farmaci in gocce ad azione antiparassitaria da applicare direttamente all'interno delle orecchie del micio; dosi, modalità e tempi di somministrazione vengono stabiliti in misura variabile a seconda della gravità del caso.

A guarigione avvenuta il veterinario potrà raccomandare la prosecuzione del trattamento per un certo periodo di tempo, in modo da evitare i rischi di recidive. Il veterinario ti indicherà inoltre l'antiparassitario più idoneo alla prevenzione di nuove infestazioni.

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Acari orecchie gatto e contagio uomo

Tra i dubbi più frequenti sull'otoacariasi del gatto c'è sicuramente la questione della sua trasmissibilità all'essere umano. In realtà, studi scientifici hanno dimostrato che gli acari delle orecchie del gatto non estendono il loro contagio all'uomo; il rischio, infatti, è circoscritto agli animali domestici.

Dal gatto al cane, ad esempio, il contagio è altamente probabile: se in casa hai amici di entrambe le specie, quindi, dovrai far controllare anche Fido nel caso in cui Micio contragga gli acari. Ogni aspetto della vita in comune, infatti, favorisce il contagio: non solo la vicinanza, ma anche l'utilizzo di cucce, spazzole, coperte, poltrone e altri luoghi condivisi. Gli acari, infatti, possono sopravvivere anche al di fuori del loro ospite e annidarsi in ogni ambiente che offra loro le condizioni ideali: calore, buio, umidità e soprattutto nutrimento (pelle morta, sporcizia, ecc.).

Per questo, dedicare molta attenzione alla pulizia e all'igiene di tutti gli spazi domestici costituisce una delle principali misure preventive per ostacolare la propagazione degli acari.

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L'importanza di una buona prevenzione: come pulire le orecchie al gatto

Le orecchie sporche nel gatto sono le prime responsabili dell'otoacariasi: all'interno del condotto auricolare, infatti, la sporcizia crea l'habitat migliore per la sopravvivenza degli acari. Questi parassiti, infatti, si nutrono di pelle morta e detriti: pulire le orecchie al gatto con regolarità e accuratezza costituisce quindi il primo passo per ostacolarne l'insediamento.

Ma come pulire le orecchie al gatto in modo corretto? Prima di decidere se sia necessario il tuo intervento, controlla i padiglioni auricolari girandoli delicatamente verso l'esterno ed esaminandoli in una zona ben illuminata: se entrambe le orecchie presentano un bel colore rosa pallido e una totale assenza di sporcizia e odore, significa che il tuo micio sa autotoelettarsi alla perfezione.

Se invece noti un lieve accumulo di cerume o un po' di sporcizia (frequente soprattutto in caso di gatto anziano, malato o comunque non in grado di pulirsi autonomamente) puoi procedere tu stesso alla pulizia. Per pulire le orecchie al tuo gatto, innanzitutto scegli un ambiente tranquillo e assicurati che il tuo piccolo amico sia rilassato. Per detergere l'interno dell'orecchio, evita bastoncini e cotton fioc che potrebbero danneggiare i tessuti o creare lesioni al timpano; vietati anche i prodotti ad uso umano, spesso contenenti alcol ed altre sostanze nocive per il gatto.

Opta invece per una soluzione specifica in gocce, da somministrare con l'apposito applicatore: il tuo veterinario di fiducia saprà consigliarti quella più adatta. Per l'orecchio esterno puoi inumidire una garza o un tampone di cotone con un olio naturale (ottimi quelli d'oliva e germe di grano) passando sul padiglione con molta delicatezza, senza sfregare.

Molto indicati anche i prodotti naturali ad azione mirata, come la lozione con Noce e Calendula della linea Officinalis che sfrutta le proprietà antibatteriche e fungicide dello Juglone (principio attivo del noce) per creare un ambiente sfavorevole alla proliferazione di batteri e funghi e contrastare l'insorgenza di infezioni; la presenza degli estratti del fiore di calendula conferisce alla detersione un effetto addolcente e antipruriginoso, aiutando la cute a rinforzare le sue difese naturali.

Tieni presente che pulire le orecchie al gatto non è sufficiente ad eliminare gli acari, ma costituisce sicuramente un valido sistema per prevenirne l'insorgenza ed evitare possibili complicazioni.

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