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Documenti e vaccini per fare le vacanze all’estero con il tuo cane o gatto

Documenti e vaccini per fare le vacanze all’estero con il tuo cane o gatto

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Le vacanze sono ormai alle porte: per te e per il tuo amico peloso, cane o gatto che sia, è arrivato il momento di organizzare la partenza.

Tra gli aspetti da curare con maggior attenzione ci sono i documenti e i vaccini: durante il viaggio, infatti, al cane e al gatto vengono richieste diverse attestazioni aventi lo scopo di dimostrare che è in buona salute e che è in regola con le disposizioni di legge.

Se entro i confini del territorio italiano bastano di norma il microchip e il libretto sanitario aggiornato con le profilassi di base, all'estero sono necessari alcuni certificati aggiuntivi che vanno preparati con un certo anticipo e che variano a seconda della destinazione.

                       Nei paesi dell'Unione Europea 

Nei paesi dell'Unione Europea

Se la vostra meta si trova in una delle nazioni dell'Unione Europea, il tuo amico a quattro zampe dovrà obbligatoriamente essere munito di:


- Microchip. Se il tuo piccolo amico non ne è ancora in possesso, provvedi subito: questa misura di identificazione, infatti, è ormai obbligatoria per tutti i cani e i gatti anche all'interno del territorio italiano.

Associata all'impianto del microchip è l'iscrizione al database dell'Anagrafe Nazionale (Canina o Felina).

L'intera procedura (a pagamento) deve essere eseguita da un veterinario abilitato: per trovare quello più vicino a te, puoi consultare direttamente on line l'elenco dei professionisti autorizzati, collegandoti ai siti ufficiali delle due istituzioni.

Per i cani iscritti all'Anagrafe Canina prima del 2005 è prevista l'accettazione del tatuaggio.


- Passaporto Europeo per animali da compagnia. Dovrai farne domanda alla tua ASL di residenza; i tempi di rilascio non sono immediati, quindi va richiesto con buon anticipo sulla data di partenza. Ha durata massima di un anno, al termine del quale dovrai effettuare una nuova richiesta.

Per ottenerlo devi recarti alla ASL (previo appuntamento) con il tuo peloso e con alcuni documenti: carta di identità e codice fiscale del proprietario (maggiorenne), Certificato di vaccinazione antirabbica datato da un minimo di 21 ad un massimo di 365 giorni prima, Certificato di iscrizione all'Anagrafe, un apposito modulo compilato e la ricevuta di un versamento eseguito secondo modalità che variano da un'ASL all'altra.

Il Passaporto contiene vari dati identificativi riguardanti l'animale e il suo proprietario, il numero del microchip (o del tatuaggio) e la data dell'impianto, gli estremi della vaccinazione antirabbica e del test di titolazione degli anticorpi antirabbia, i dati delle altre vaccinazioni e dei relativi richiami, i trattamenti contro zecche, tenia e altri parassiti.


- Vaccinazione antirabbica. Facoltativa in Italia, questa profilassi è obbligatoria nei paesi esteri che aderiscono all'Unione Europea e condizione imprescindibile per ottenere il rilascio del Passaporto Europeo.

Va eseguita a partire dai tre mesi di vita e rigorosamente dopo l'impianto del microchip: gli animali già vaccinati prima dell'impianto devono obbligatoriamente effettuare una nuova vaccinazione.

Il vaccino è valido dopo 21 giorni dall'inoculazione per un periodo di un anno (ad eccezione del "Nobivac Rabbia", della durata di tre anni). Il veterinario attesta l'avvenuta somministrazione del vaccino tramite un apposito certificato.


- Attestato di avvenuto trattamento contro l'Echinococcosi (solo per la Finlandia).


Ricorda inoltre che, nonostante si trovino in Europa, alcuni paesi seguono regole proprie in merito all'ingresso degli animali domestici provenienti dall'estero: è il caso del Regno Unito, dell' Irlanda e di Malta. Informati bene con le ASL e con le ambasciate di tuo interesse.

                       Nel resto del mondo

Nel resto del mondo

Le leggi che regolamentano l'accesso degli animali nei paesi che non appartengono all'Unione Europea variano da caso a caso: per conoscerle, puoi rivolgerti ai servizi informativi dedicati (ASL veterinarie, consolati, siti ufficiali dei paesi di destinazione).

In molti casi, i documenti e i vaccini che vengono richiesti al tuo peloso sono gli stessi previsti all'interno dell'Unione Europea, con in più il Certificato di Buona Salute, redatto dal veterinario e attestante, appunto, lo stato di salute dell'animale.

Questo certificato deve essere datato non più di sei giorni prima del giorno della partenza.

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  •  Commenti ( 4 )
Fabio
 Fabio
Gentile Sig.ra Donatella. Salvo regolamenti particolari locali (per es. è obbligatorio in Lombardia) non esiste l’obbligo di impianto di un microchip e di registrazione all’anagrafe degli animali d’affezione per i gatti di proprietà. Potrebbe essere, ma non so come verificarlo, che l’associazione provveda a microchippare i gatti che passano per gattili e/o rifuggi. Detto questo , in generale , è comunque una buona pratica mettere il microchip e far registrare il proprio gatto all’anagrafe (ne esistono due una pubblica e una privata) per metterlo in sicurezza il più possibile. Cordiali saluti
Donatella
 Donatella
Gentile dott. Aleandri, l’estate scorsa io e mia sorella abbiamo adottato una gatta già adulta (4 anni) presso un’associazione onlus della nostra città (Catania). Quando siamo andate a prenderla, le volontarie ci hanno detto che probabilmente era microchippata, ma che non potevano verificarlo perché il lettore era guasto. Alcuni mesi dopo, veniamo contattate da un’addetta del comune e da una volontaria che ci chiedono insistentemente il numero del microchip, sostenendo che dal 1 gennaio 2020 la procedura sia obbligatoria anche per i gatti. La volontaria in questione dice di ricordare che la gatta era senza microchip e che quindi si doveva provvedere subito all’impianto. Non trovando conferma in alcuna fonte disponibile sul web (tutte riferiscono che nel caso dei gatti il microchip serve obbligatoriamente solo per il rilascio del passaporto) facciamo presente che non siamo obbligate. Queste persone hanno continuato ad insistere per un po’ e poi non ci hanno più contattato. Mi è comunque rimasto il dubbio: si sono sbagliate oppure esiste effettivamente l’obbligo di microchip per i gatti? Grazie in anticipo per la sua disponibilità.
Fabio
 Fabio
Gentile Sig.ra Morena. In generale per i gatti il cambio di ambiente è piuttosto stressante (ovviamente non per tutti) Per questo motivo se si tratta di periodi brevi e se c’è la possibilità di non portarla (quindi di avere qualcuno che l’accudisca a casa) la soluzione migliore sarebbe evitare la trasferta. Questo se si tratta di un breve periodo 2-3 giorni diciamo un fine settimana lungo. Se il periodo è più lungo è meglio portarla. Cordiali saluti
Morena
 Morena
Buongiorno, ho una gatta di 18 anni, vorrei sapere se è sconsigliato portarla al mare, un viaggio di due ore. Ho provato 10 giorni fa a portarla per 4 giorni e ora dovrei partire ancora domenica per una settimana. Non so se le faccio più bene che male :( Nel viaggio è stata abbastanza brava, miagolato qualche volta ma direi più che brava Potete darmi un consiglio per favore? Essendo un pò vecchietta non vorrei farla stare male. Grazie mille. Morena
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